
Salve Redditors. Su YouTube di tanto in tanto trovo dei video molto interessanti realizzati da giornali o programmi tv di diverse epoche che raccontano l’Italia degli anni 50, 60, 70, 80, 90 con servizi dedicati ai giovani, alla musica, alle mode in base al decennio. Per esempio, molto interessante questo [Italia anni 60](https://youtu.be/IFbFDZv9bXc) o questo [Italia anni 80](https://youtu.be/IyMWskzFsBQ) .
Ho notato che fino agli anni 60/70, in generale, la nostra società nonostante la scia del boom sembra molto austera, ma dagli anni 80 la differenza generazionale inizia a sottolinearsi sempre di più, creando un vero e proprio spaccato tra “giovani” e “vecchi” fino ad arrivare ai giorni nostri dove sembra particolarmente evidente che oramai le generazioni parlino completamente lingue differenti.
Voi cosa ne pensate? Ci sono particolari differenze tra l’Italia di oggi e l’Italia di ieri oppure sono solo cambiati usi e costumi, ma la sostanza è sempre rimasta invariata?
11 comments
Non ignorare il fatto che i video che vedi di anni passati spesso son fatti una una altra ottica e in modo diverso dall’attuale. Probabilmente anche mia nonna faceva la scema con le amiche e si sarebbe fotografata il culo allo specchio ma, non aveva i mezzi e non c’era l’esposizione mediatica di oggi.
Per quello che posso raccontare personalmente ti assicuro che ai miei tempi (dio che frase brutta) alla fine degli anni 80 eravamo scemi uguale e coglioni uguale ai ragazzetti di oggi solo che, 1 non lo andavamo a dire 2 le cose che facevamo e lo slang che usavamo restavano Inter nos 3 anche se lo avessimo “esportato” gli adulti semplicemente avrebbero scosso la testa dicendo ,”vabbè poi crescono”.
Riassumendo.
Prima forse c’era un minimo di consapevolezza e timore del giudizio degli adulti. Ma alla fine fine non è cambiato molto. Anzi, per certo versi erano pure più estremi. Ora gli studenti in piazza sulle barricate non ce li vedo, come non vedo le 15enni fuggire coi camionisti in Germania dopo un litigio, farsi recuperare due mesi dopo al confine con la Svizzera (ogni riferimento a mia madre è puramente casuale) e ricominciare la vita in paese come se nulla fosse.
Quello che oggi è diverso è l’esposizione mediatica delle cose e la velocità con cui avvengono le cose.
Io ho vissuto giusto un paio di “mode”, nella mia adolescenza, ora ogni tre mesi c’è qualcosa di nuovo.
Sotto tanti aspetti l’ho visto con i miei genitori, e nonno, classe 1904.
A quanto ho capito io, ma posso essermi sbagliata, la generazione dei miei nonni ha di fatto ricostruito l’Italia dopo la seconda guerra mondiale. Hanno sofferto e dovuto rimboccarsi le maniche.
Chi gli è succeduto ha trovato la macchina già lanciata, e hanno avuto quindi poca fatica da fare. Solo che, nella mia esperienza, si sentono loro di aver ricostruito l’Italia e sofferto.
Solo analizzando gli anni in cui uno è produttivo è chiaro che nonno ha spalato fango mentre i miei hanno vissuto di striscio la guerra, essendo piccoli o ancora non nati.
E si, nonno era molto parco.
Gli anni 80 me li ricordo bene, “la Milano da bere”. Sembra abbiano bevuto non solo Milano però…
Italia di oggi è veramente particolare, godiamo di tecnologie e abitudini che rispetto a 30 anni fa sembra il futuro cosmico, veramente difficile fare confronti per me
C’è una tipologia di film che in Italia viene rifatto in ogni epoca: una volta era Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi, poi è stato Voglio sposare Simon Le Bon, infine (vabbé…) Genitori Vs Influencer.
Mi guarderò i video ma, per esperienza, personale prima della metà degli anni 60 l’Italia era austera e bacchettona, e i giovani erano delle copie in piccolo degli adulti. Poi è scoppiato il beat e il mondo è cambiato.
Austera… insomma. Mia madre che è nata negli anni 50 da minorenne passava le serate serate ad organizzare la “rivoluzione” e le giornate a tirare sampietrini alla polizia… Nel mezzo un bel po’ di conoscenti morti per eroina. Andava in giro per l’Italia in autostop dormendo da sconosciuti o direttamente fuori nei campi o in spiaggia.
> fino agli anni 60/70, in generale, la nostra società nonostante la scia del boom sembra molto austera
Beh, il bianco e nero degli anni ’60 fa subito austerità. E i bambini terrorizzati davanti alla telecamera non aiutano certo.
Peraltro ho sempre avuto l’idea (corretta? spero qualcuno qui li abbia vissuti) che gli anni ’70 in italia non fossero splendidi, tra terrorismo, strategia della tensione, shock petroliferi, reazione al ’68.
E i partiti principali (imho) sono stati tendenzialmente conservatori, dal punto di vista culturale.
Negli anni ’90-’00 c’è stato un gap “tecnologico” tra genitori e figli, ma ora non esiste nemmeno più quello.
Alla fine il cambiamento è stato quello che c’è stato ovunque (tu chiamalo, se vuoi, globalizzazione), non so se sia una cosa solo italiana.
Sono troppo giovane per sapere come fosse l’ Italia una volta e le differenze rispetto ad oggi, mi interesserebbe sapere cosa pensano quelli con più “esperienza” alle spalle.
La differenza generazionale nel 1950 era solo basata sull’esperienza sul campo. Oggi i *boomer* spesso nemmeno sanno che potrebbero fare lo stesso lavoro usando sistemi completamente diversi da quelli che usavano i loro padri o i loro nonni.
Guarda quanti ancora credono ne “l’investimento del mattone” che ha fatto più danni del simile, ma non meno desueto “l’auto la compro perché poi mi resta un valore”.
Forse una delle differenze principali è la disillusione. Mi spiego, da quello che ho capito dei racconti di chi è più anziano una volta i giovani, ma in generale la società, aveva ideali ben precisi, e avevano fiducia nel futuro, essendo comunque usciti da una guerra relativamente recentemente.
Tuttavia le prime crepe si sono avute con gli anni ’80 e la dissoluzione dell’URSS, e molti hanno iniziato a non avere più ideali forti come quelli che i giovani nei decenni precedenti avevano. C’era comunque una ampia fiducia nel futuro.
Anche l’ottimismo verso il domani però è declinato con il crollo delle torri gemelle e della crisi del 2008, e perciò i giovani si ritrovano in un mondo con poche certezze, caratterizzato da precarietà, cosa accentuata dalla pandemia.
Per chi è nato fra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000 (come me) la crisi del 2008 appare, a torto o a ragione, come lo spartiacque fra due epoche diverse, cioè un’epoca dove si aveva fiducia nel futuro, e un’altra dove non si sa bene cosa ci riserverà il domani.
… è un fatto personale, sono nato nel 1962 e trovo *insopportabili dinosauri* i nati nel decennio precedente, troppo arroganti per i miei gusti i nati nel decennio successivo mentre con i nati degli anni 80+ vado *d’accordissimo* e mi diverto a raccontare loro di un mondo che non esiste più e vedere come si *meravigliano* è sempre uno *spasso*. Quanto a parlare lingue differenti l’importante, parlo ora da vecchietto, è non lasciarsi andare a nostalgia e rimpianti e godersi *cum grano salis* le novità. Differenze? Alcune cose non mi interessano per niente, esempio: le serie televisive, i videogiochi, la fumettistica orientale, l’importanza dei social, l’essere sempre reperibili ma se capita ascolto volentieri e non commento.