Che fine hanno fatto i referendum? Corsa contro il tempo per il referendum sulla caccia, ad un passo dalle 500000 firme.

27 comments
  1. Per la cronaca, è possibile firmare online per il referendum sulla caccia fino al 26 ottobre. La scadenza per le firme ai banchetti ed in comune invece era oggi.

  2. Firmato ora, grazie per averlo ricordato. Chissà che non mi tolga dai maroni i cacciatori che sparano intorno a casa mia, sarebbe un sogno.

  3. Una enorme minchiata questo referendum, ma tanto sicuramente non raggiungerà mai il quorum

  4. Imbarazzante che un referendum del genere beneficerà dell’affluenza grazie a cannabis e eutanasia. Vi prego non toccate le schede di questa porcheria.

  5. Premesso che la caccia sta andando sempre più estinguendosi, io stesso vedo come nelle mie zone (prevalentemente paeselli circondati da boschi) i cacciatori diminuiscono sempre più.

    Premesso che chi vive in città e i boschi li vede col cannocchiale tale proposta non si dovrebbe neanche permettere di incentivarla.

    Condivido questo [link](https://www.federcacciabrescia.it/2021/02/18/non-esiste-un-referendum-contro-la-caccia/) dove federcaccia brescia spiega bene perché questo referendum non servirebbe ad estirpare il problema della caccia intensiva.

    Ah e per tutti quelli che “mi è morto il cane/gatto/topo”:

    Nella mia famiglia sono morti 5 cani a causa delle famose polpette avvelenate. Io sono tra i più fermi sostenitori della **denuncia** nei confronti dei bastardi che vedono la caccia come la raccolta delle bacche.

    Ma la denuncia è estremamente diversa dall’abolizione della caccia intera.

  6. Già mi immagino le proteste dei cacciatori in piazza coi fucili e gli sguardi dei poliziotti

    “Ok ragazzi stiamo calmi…”

  7. Io so che in Italia i predatori sono praticamente zero e che senza un controllo della popolazione la situazione può solo peggiorare per molte specie animali. Inoltre i cacciatori devono pagare un sacco di soldi allo Stato, quindi per il Governo avere i cacciatori è una situazione win-win.

  8. Una ventina di anni fa un cacciatore ha sparato al padre di una mia amica seduto in auto fermo lungo una statale. 4 anni fa ho trovato il mio cane impallinato morente ed è stata un’esperienza che non auguro a nessuno. Ogni stagione trovo bossoli nel mio terreno nonostante non abbia mai dato il permesso a nessuno. Il giorno che questi schifosi col fucile spariranno dalla faccia della terra, l’umanità sarà un pochino migliore.

  9. Dunque se faccio ammazzare una mucca a un altro per farci le bistecche va bene, se però voglio andare a prendermi io un cinghiale per farci la polenta, no, quello è male.

    Come si dice *cognitive dissonance* in italiano?

  10. Io non sono un cacciatore, però provengo da una famiglia di cacciatori bergamaschi (padre, nonno, zii, cugini e compagnia bella) che cacciano da generazioni. Le opinioni che sto leggendo presumo provengano da gente che non conosce altra realtà che quella della città e sono così distanti dalla verità che i casi sono due: o parlate senza cognizione di causa, o qualche cacciatore vi ha maltrattato.

    Tanti utenti hanno un’idea dei cacciatori e della caccia che non è accurata ma esagerata e stra-romanzata. Vi invito ad uscire di casa ogni tanto, prendete una boccata d’aria e ritornate a contatto con la realtà

  11. La caccia “amatoriale” va abolita. Non é possibile che vecchi con la cataratta e ubriaconi possano fare i bulli per i campi.

    Deve essere fatta da esperti delle regioni, non da ubriaconi della domenica.

  12. Se questa menata di referendum dovesse passare, nella mia provincia avrebbe come unico risultato il generare dall’oggi al domani centinaia e centinaia di bracconieri… la caccia di fatto rimarrebbe, ma senza possibilità di controllarla.

  13. Io non capisco che divertimento ci sia ad ucciderealtri esseri viventi, capisco solo per mangiarli. Non andrò mai a caccia, tuttavia credo che non vada abolita l’attività venatoria

  14. Mi fanno morire i commenti di gente che vive in città e non ha mai visto manco un animale in vita sua (concedo forse qualche pantegana ai navigli).
    Che poi sono gli stessi sotenitori del “se non ne capisci di questo argomento non dovresti esprimere un’opinione”, solo quando fa comodo a loro.

    Non sono un cacciatore e non ho neanche parenti o amici che lo siano, ma ho fatto il porto d’armi uso sportivo di recente e posso confermare quanto sia oneroso in tempo, soldi e rotture di balle ottenere la licenza di caccia. La gente pensa veramente che si vada gratis per divertimento. Fra tutto costa fra i 600 e 700, bisogna fare corsi per riconoscere la fauna, il primo anno bisogna andare a caccia sempre accompagnati da un cacciatore da almeno 10 anni che fa da “garante”.
    In confronto la licenza sportiva è una formalità.

    Tutti gli altri motivi che dimostrano l’utilita sono già scritti e riscritti fra gli altri commenti.

    Poi salvo le solite mele marce, non è che il cacciatore si sveglia la mattina dicendo “c’ha chel’go da ammazzare ‘na bestia” esce e spara alla prima cosa che si muove. (Non tutti i musulmani sono terroristi, quindi non tutti i cacciatori sono invissusu)

  15. Io non sono contrario all’attività venatoria ma ci sono comportamenti di alcuni cacciatori che richiederebbero maggiori controlli. Mi è stato raccontato da un cacciatore che alcuni suoi “colleghi” che cacciano fagiani, visto che ci sono zone con scarsa presenza di questi, mesi prima della caccia ne vanno in queste zone a liberarne alcuni, così poi si possono divertire a sparargli…

  16. C’è una questione interessante sul referendum contro la caccia, ed è il totale boicottaggio da parte delle principali associazioni ambientaliste / animaliste.

    Siamo penso tutti d’accordo che il comitato organizzatore, probabilmente un po’ per inesperienza e per un altro po’ per mancanza di soldi, ha fattole cose in modo piuttosto raffazzonato e in fretta. A quanto pare le associazioni promotrici non hanno coinvolto, sbagliando, nelle primissime fasi le principali associazioni ambientaliste /animaliste.

    Questo ha fatto sì che il comitato sia stato costretto adandare avanti da solo. Se si mette sul paniere il covid, il fatto che solo (ad oggi) 44500 firme sonostate raccolte online e tutte le altre ai banchetti o in comune e che le associazioni che ne fanno partesiano poco conosciute, è un risultato straordinario, a prescindere se si riuscirà ad arrivare alreferendum.

    Detto questo quello che è successo è che le associazioni animaliste principali (LAV, LIPU ecc) non hanno accettato di far parte del comitato promotore, che è unaposizione più che comprensibile in uno scenario del genere. Quello che invece appare più incomprensibile è che queste associazioni abbiano completamente boicottato i referendum per ragioni più politiche chetecniche, gettando ombra e diffidenza sull’ambientalismo italiano.

    TL;DR: a prescindere da cosa si pensi del referendumsulla caccia, le principali associazioni ambientaliste italiane hanno letteralmente boicottato l’iniziativa per ragioni per lo più politiche e perdendo credibilità.

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