Trovo interessante, e chiaramente preoccupante, l’analisi che leggo su [https://twitter.com/FRHoffmann1/status/1746589423251403236](https://twitter.com/FRHoffmann1/status/1746589423251403236) . L’Europa è inetta, e l’Italia non mi sembra poter aspirare ad un ruolo di guida e o propulsione, anzi temo noi si possa essere tra i primi a scodinzolare dietro a Putin (“Franza o Spagna, purché se magna”).
Opinioni, pensieri? A seguire la traduzione del tweet completo (chatGPT + sistemazioni “a mano”).

**La Crescente Minaccia di Guerra con la Russia e l’Urgenza del Riarmo**

In questo thread, spiegherò perché siamo molto più vicini a una guerra con la Russia di quanto la maggior parte delle persone creda e perché la nostra finestra temporale per il riarmo è più breve di quanto molti pensino. Secondo me, abbiamo al massimo 2-3 anni per ristabilire la deterrenza nei confronti della Russia. Ecco perché .

Un errore comune nell’analizzare la minaccia posta dalla Russia è cadere nella trappola del “mirroring”, ovvero presumere che la Russia veda un potenziale conflitto con noi nello stesso modo in cui noi vediamo un potenziale conflitto con loro. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità.

Inoltre, è importante essere cauti nel trarre troppe lezioni dall’Ucraina e assumere che una guerra con la Russia si svilupperebbe in modo simile, sebbene su scala più ampia. In realtà, una guerra tra la NATO e la Russia assumerebbe probabilmente una forma completamente diversa. La Russia non pianifica il tipo di guerra convenzionale su larga scala con la NATO che stiamo attualmente vedendo in Ucraina e per la quale ci stiamo principalmente preparando. Già prima di subire perdite sostanziali sul campo di battaglia ucraino, la Russia sapeva che sarebbe stata inferiore in uno scenario del genere.

Il pensiero russo su una guerra con la NATO ruota attorno al concetto di controllo dell’escalation e gestione dell’escalation. L’obiettivo principale della Russia in una guerra con la NATO è gestire efficacemente l’escalation e portare la guerra a una rapida conclusione in termini favorevoli alla Russia. Terminare le ostilità presto è necessario, dato che la Russia deve assicurarsi un esito vittorioso prima che la superiorità convenzionale della NATO entri in gioco, in particolare quella degli Stati Uniti. Due concetti chiave giocano un ruolo cruciale: (a) attacchi di de-escalation e (b) santuarizzazione aggressiva.

(a) Piuttosto che sconfiggere complessivamente la NATO in una guerra terrestre prolungata, simile a ciò che vediamo in Ucraina, la dottrina russa suggerisce che la Russia tenterebbe di costringere la NATO alla sottomissione segnalando la capacità di infliggere quantità di danni progressivamente maggiori.

Ciò comporterebbe all’inizio, in particolare, attacchi a lungo raggio contro infrastrutture civili critiche nei paesi europei della NATO. Il messaggio ai governi della NATO: Non venite in soccorso dei vostri alleati dell’Europa orientale, a meno che non vogliate vedere la vostra popolazione soffrire.

(b) Contemporaneamente, la Russia estenderebbe il suo ombrello nucleare su qualsiasi territorio della NATO che riuscisse a catturare in un attacco iniziale. Questo invia un secondo messaggio: Qualsiasi tentativo di riconquistare quel territorio, in particolare da parte delle forze esterne della NATO (USA), comporterebbe un’escalation nucleare.

Il timore psicologico dell’escalation, che potrebbe portare alla fine a danni inaccettabili, si suppone darebbe il via a negoziati sul futuro della NATO e dell’architettura di sicurezza in Europa – ovviamente, alle condizioni della Russia.

Questo tipo di scenario di guerra non è una gara a chi è più forte, ma principalmente a chi vuole assumersi un rischio. La domanda diventa: Chi sarà il primo a cedere di fronte alla prospettiva di una guerra su larga scala, inclusi potenziali lanci a vicenda di testate nucleari strategiche?

Come sanno gli storici della Guerra Fredda, la forza del potere militare non determina gli esiti nella corsa a chi rischia di più. Invece, spesso sono determinati dalla risolutezza; cioè, la relativa volontà di rimanere determinati anche mentre i rischi aumentano.

Ecco perché la Russia persegue questo tipo di strategia. La Russia non ha bisogno di eguagliare il potere convenzionale della NATO. Basta che la NATO ceda per prima di fronte alla crescente pressione psicologica a causa della mancanza di risolutezza, e la Russia può uscirne con una vittoria.

Ecco il dunque: La guerra in corso in Ucraina sta insegnando alla Russia una lezione cruciale – che l’Occidente manca di risolutezza. La disunione interna e le infinite discussioni sull’escalation rafforzano solo la convinzione della Russia che la NATO si tirerà indietro quando le cose si faranno serie.

Ciò significa che la Russia non deve aspettare fino a quando il suo potere militare convenzionale è ricostituito. Gli scenari in cui abbiamo 5-10 anni per riarmarci dopo la fine della guerra sono troppo ottimistici, secondo me.

Concordo con gli stati dell’Europa orientale; abbiamo al massimo 2-3 anni da oggi per ristabilire una postura di deterrenza credibile nei confronti della Russia. Altrimenti corriamo il grave rischio che la Russia ci sfidi, prima o poi.

La NATO deve negare credibilmente alla Russia la capacità di conquistare qualsiasi parte sostanziale del territorio della NATO o di minacciare attacchi contro infrastrutture critiche della NATO. Questo è necessario per sfuggire al conundrum coercitivo che la santuarizzazione aggressiva e gli attacchi di de-escalation pongono.

Dobbiamo anche avere una discussione seria non solo su come dissuadere una guerra con la Russia, ma anche su come combatterla. Siamo pronti a ritorsioni contro le infrastrutture civili critiche russe nel caso in cui la Russia colpisca per prima le nostre? Come reagiamo all’uso nucleare russo per primo?

La nostra mancanza di preparazione, sia nello spazio fisico che in termini della nostra capacità cognitiva di pensare attraverso questi scenari, sta incoraggiando la Russia. Dal 2014, gli intellettuali russi hanno discusso ampiamente e pubblicamente su come vincere una guerra contro la NATO. Dove è il nostro dibattito?

Quello di cui abbiamo bisogno, soprattutto in Europa, è uno sforzo di tutta la società per sistemare li nostri vari problemi. Non si può negare che ciò comporterà un costo significativo, ma non riesco a vedere nessun’altra opzione praticabile. Considerando gli scenari peggiori, come dovremmo, il tempo è già scaduto.

di **Fabian Hoffmann,** Doctoral Research Fellow [@NuclearOslo](https://twitter.com/NuclearOslo) [@UniOslo](https://twitter.com/UniOslo). Defense policy, missile technology, and nuclear strategy.

by anotherghibli

16 comments
  1. Non è che la Russia stia imparando ora la lezione: si è accertata negli ultimi 14 anni che fosse così, fomentando la rinascita di movimenti nazifascisti organizzati in tutti i Paesi europei e ovviamente negli USA. Più democrazie riesce a sovvertire più Paesi saranno dalla sua mentre gli altri, destabilizzati e alle prese coi fascisti interni, avranno altro a cui pensare.

  2. In sostanza, se ho ben capito, la strategia russa sarebbe provocare fino a quando la NATO non la attacchi per prima?

  3. > Secondo me, abbiamo al massimo 2-3 anni per ristabilire la deterrenza nei confronti della Russia.

    ​

    > (a) Piuttosto che sconfiggere complessivamente la NATO in una guerra terrestre prolungata, simile a ciò che vediamo in Ucraina, la dottrina russa suggerisce che la Russia tenterebbe di costringere la NATO alla sottomissione segnalando la capacità di infliggere quantità di danni progressivamente maggiori.

    Raga, seriamente, quelle stramaledettissime armi nucleari vi ricordate che esistono o no?

    Non conta un cazzo quanti carriarmatini, portaerei, artiglieria, lanciarazzi o caccia hai: finchè ci sono svariate migliaia di armi nucleari di qua e di la non si muove foglia.

    Guerra in Ucraina: 500k morti e sono 2 anni che vanno avanti.

    Stime per la guerra nucleare: 500M di morti nel primo giorno per una delle poche simulazioni fatte dagli addetti ai lavori di cui siamo a conoscenza:

    >[Estimates made from the game showed half a billion human beings killed in initial exchanges, more than half a billion people dying subsequently from radiation and starvation and major parts of the Northern Hemisphere becoming uninhabitable, for decades](https://en.wikipedia.org/wiki/Proud_Prophet#Outcome)

    ​

    Smettetela con sta lagna della Russia che attacca la Nato.

  4. Il peccato originale dell’Europa è uno solo: non aver battuto i piedi abbastanza quando la Russia ha deciso di intervenire militarmente in Ucraina.

    Ignorando tutte le preoccupazioni economiche, energetiche o umanitarie, ci saremmo dovuti focalizzare su un concetto basilare molto molto semplice: l’Europa no sarà teatro di un’altra battaglia o di un’altra guerra.
    Mai più.

    Ma non l’abbiamo fatto

  5. Piú che altro mi chiedo, perché la Russia dovrebbe farlo?
    Non conviene aspettare che salgano politici filorussi e da li orchestrare senza attaccare?

  6. In quale universo parallelo un attacco contro paesi EU causerebbe una reazione minore di quello contro l’Ucraina?

  7. Si decidessero pero’.

    A. Russia paese devastato dalle sanzioni, centinaia di migliaia di morti, sull’orlo del crollo, combatte con pale e lavatrici.

    B. Russia mastermind capace di infliggere a NATO danni progressivi a meno che non ci armiamo abbestia perche’ siamo noi militarmente con le pezze al culo.

  8. Al di là di qualsiasi considerazione sulla fattibilità di quanto scritto, è espressamente detto, fra le altre cose: “non è una gara a chi è più forte, ma a chi ha il coraggio di assumersi più rischio”.

    Titolo: l’urgenza del riarmo

  9. Per quanto sia d’accordo che l’Europa (occidentale in particolare) debba svegliarsi dal sogno del “la storia è finita con la globalizzazione” e riarmarsi, preferibilmente investendo sulle industrie belliche nel continente, questa analisi è completamente errata.

    Tanto per iniziare si basa sull’idea che la Russia sia in grado di conquistare ampi territori in fretta e tenerseli minacciando di utilizzare le armi nucleari. La credibilità russa sull’utilizzo delle testate atomiche è totalmente saltata con la guerra in Ucraina da quando il Cremlino ha iniziato a minacciare su base quotidiana un inverno nucleare per dissuadere un qualsiasi coinvolgimento occidentale: mi sembra di ricordare che imporre un quinto pacchetto di sanzioni fosse una linea rossa per Putin, ora siamo a qualcosa tipo l’undicesimo e non si sono visti funghi nucleari. Anche l’idea che le forze russe siano in grado di conquistare ampi territori in fretta è andata a farsi benedire in quanto hanno impiegato 8 mesi per conquistare una cittadina insignificante come Bakhmut, o peggio per i ripetuti tentativi falliti di conquistare un’area ancora più insignificante come Avdiivka in tempi recenti, senza considerare che i russi nell’intero 2023 hanno conquistato lo 0.01% di Ucraina in più rispetto a quanto avessero nel 2022.
    Infine va considerato che l’esercito russo mantiene un minimo di capacità offensiva perché ha un’enorme riserva di equipaggiamento sovietico, che sta progressivamente consumando e che per ovvi motivi non può rimpiazzare.

  10. Sono il primo a dire che la mollezza dell’occidente un giorno ci farà prendere una legnata sui denti micidiale, però francamente i russi stanno dimostrando in tutti i modi sul campo di non poter fare quello che dice questo thread…
    Il problema è che non abbiamo più capacità di proiezione (tolti gli USA) e che non potremmo reggere un eventuale scenario di querra simmetrica che coinvolge la Cina lato numeri. I russi se avessero voluto fare quello che dice Hoffman l’avrebbero fatto da un pezzo

  11. Non la trovo un ipotesi così fantasiosa, ma non ne sono neppure cosi sicuro. Qui si equipara la relazione che ha avuto la nato all’invasione dell’Ucraina con quella che avrebbe all’invasione di un suo membro. Io non sono così sicuro che sarebbe la stessa cosa.

    Sicuramente ci vorrebbe un po’ di riarmo , se quella dei 68 missili è vera significa che perderemmo la guerra anche contro gli houthi .

  12. > anzi temo noi si possa essere tra i primi a scodinzolare dietro a Putin

    L’importante è che gli utili idioti siano i primi a metterci il culo e non a sacrificare quello degli altri. Tutti amanti del sesso anale con il culo degli altri.

  13. Psicosi di massa e corsa agli armamenti per contrastare un paese in ginocchio, indebolito militarmente ed economicamente?
    Analisi degna di un genio proprio

  14. Il dottorato è sponsorizzato dalle industrie belliche o è un compenso a parte?

  15. Il discorso è molto interessante, ma intervengo per dire che in realtà l’obiettivo della Russia è probabilmente un altro: sta aspettando le elezioni americane.

    Trump è notoriamente un amico di Putin e sebbene si dipinga come una persona molto patriottica, in realtà molte sue idee e dichiarazioni fanno il bene della Russia, non delgli USA. Per non parlare del fatto che già durante le elezioni del 2016 era stato scoperto che delle compagnie russe avevano fatto una massiccia propaganda negativa nei confronti della sua rivale Clinton diffondendo informazioni compromettenti riservate, spianando di fatto la strada a Trump. A Trump non gliene frega nulla dell’Ucraina, della Polonia ecc.

    La cosa più probabile è che la Russia stia trascinando la guerra il più possibile in attesa delle elezioni americane , in cui molto probabilmente vincerà Trump grazie alla forte propaganda anti occidente messa in atto dalla Russia. A quel punto, qualsiasi cosa succeda Trump non farà nulla, quindi la Russia potrà dare inizio ad un’offensiva massiccia e conquistare ciò che vuole conquistare. Da quel momento in poi, senza l’aiuto degli americani, nessuno potrà aiutare i paesi attaccati, nemmeno l’UE.

  16. Analisi interessante ma sembra che non tenga conto dell’elefante nella stanza: la Cina. USA ed Europa sono i migliori clienti dei cinesi (senza contare tutti gli investimenti multimiliardari); siamo sicuri che lascerebbero fare ai russi quello che vogliono? Secondo me zio Xi sta già pensando a come gestire il post Putin (creperà prima o poi no?), quando le varie fazioni cominceranno a macellarsi tra loro per il potere.

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