La psicologia e la psicoterapia sono un argomento che suscita una miriade di emozioni e reazioni, dalla curiosità alla paura. Purtroppo c’è ancora tanto mistero a riguardo e io amo rispondere alle domande per demistificare la mia professione, quindi sono qui a rispondere a tutte le vostre curiosità!

Edit: Spero sia consentito, ma per chi vuole capire come lavoro e che sono reale vi lascio i miei contatti professionali sui social, che trovate anche nel profilo comunque.
Sono la dottoressa Chiara Casonato, e trovate qui siti vari https://linktr.ee/casonatopsi
Ho anche un podcast che trovate lì dentro. Non ci guadagno nulla ma è nato dalla mia passione per la divugazione

28 comments
  1. che laurea hai?

    con o senza laurea, ci sono altre qualifiche che consentono di fare lo psicoterapeuta?

    puoi prescrivere medicine ai pazienti?

    se non puoi fare prescrizioni, come si sviluppa il percorso “di crescita (guarigione, non-so-come-si-dice)” del paziente?

  2. Secondo te perché in Italia se una persona necessità di andare dal psicologo/terapeuta viene etichettato come pazzo o comunque non è una cosa ben vista ?

  3. Qual è la differenza tra psicologo e psicoterapeuta?

    E se volessi per curiosità provare ad andare chi dovrei scegliere? Nel senso, non ho particolari motivi per andare ma sono curioso di sapere che succede, come faccio a trovare la persona più adatta?

  4. qual è il rapporto degli psicoterapeuti con gli psichiatri?

    es. mi immagino qualcosa tipo:

    1. entrambi avete lo stesso pool di pazienti, quindi siete in competizione

    2. avete pazienti diversi, quindi occupate nicchie diverse dell’ecosistema sanitario

    3. un po’ e un po’ con conseguenti fraintendimenti su dove arriva uno e dove arriva l’altro

  5. Ciao, una domanda forse banale: quanto è alta la percentuale dei disagi/problemi che i tuoi pazienti hanno che ha origine da episodi negativi/traumi/mancanze vissute nell’infanzia?

    Il mio psicologo attuale (il quinto finora) è stato l’unico a scoprire in me un disagio che ho vissuto in età infantile e che avevo sepolto/ignorato e che in me ha purtroppo scatenato una serie di problemi con cui combatto ogni giorno. Solo analizzando il tutto mi sono reso conto di quanto cazzo è delicata l’infanzia e anche eventi o situazioni apparentemente “trascurabili” possono creare profonde problematiche nei bambini che si portano poi nell’età adulta.

  6. Vorrei chiedere una cosa che penso limitino molte persone dall’andare da una figura professionale come la sua.
    Se io avessi bisogno di uno psicoterapeuta come potrei fare per trovarne uno valido/che possa fare al caso mio senza spendere un patrimonio e tempo facendo tentativi a vuoto spesso infruttuosi oltre che frustranti.

    Anche altre figure professionali sono sicuramente affette da questo limite ma penso che la vostra branca ne sia maggiormente colpita dato che già le persone non sono invogliate per questioni culturali/sociali ad andare, la paura di una ricerca continua potrebbe fare desistere persino i più desiderosi di provare.

    (Io pensavo ad esempio ad applicazioni/siti come dottori.it o medicitalia, so che in medicitalia ci sono già psicologi ma meglio che evito di commentare altrimenti rischio anche l’eliminazione del commento,ed anche per i medici non è che funzionino benissimo) la mia domanda quindi è, perché la vostra categoria non si pone il dubbio e/o non si propone di trovare una soluzione a questo, secondo me, importante problema? (Di sicuro non penso che l’onere della risoluzione del problema debba essere scaricato sul paziente perché sempre si è fatto così ed è faticoso progettare qualcosa di valido, considerando inoltre che il paziente in questione è per definizione un soggetto fragile)

  7. Ciao, io sono in terapia (con soddisfazione), c’è una cosa che vorrei sapere ma mi sembra inopportuno chiederlo alla mia terapista: mentite mai “a fin di bene”? A volte la mia terapista mi dice determinate cose rassicuranti che io non riesco del tutto a credere, e mi viene il dubbio che le dica per aiutarmi più che perché sono vere (sì sono che è una preoccupazione tipica da affrontare in terapia, ma ce l’ho ugualmente 😁).

  8. Domanda non rivolta specificatamente a te:

    una riunione dell’ordine per “cancellare” gli approcci che funzionano meno no?

    Tra i moltissimi approcci (sull’internet adesso va di moda la terapia breve strategica) una persona comune come cavolo fa a scegliere qual è la branca più adatta?

    Uno pensa:

    1)vabbè troppo complicato lasciamo perdere.

    2)il professionista avrà il coraggio di dirmi che il suo approccio con me non funziona? Cioè perderà il cliente?

  9. Quanto è frequente avere pazienti che si mettono in psicoterapia perché sono persone, all’atto pratico, che vivono in solitudine e dunque ne soffrono?

    Lessi, ora non ho il link con me, che la solitudine sta aumentando sempre più (indipendentemente dal COVID). Nella tua esperienza: confermi? Potresti anche aggiungere dettagli su ciò che ti viene in mente in merito a ciò?

    Qual è, come domanda finale, la tua riflessione su questo tema?

  10. Ciao, grazie per l’AMA! Mi vengono in mente un paio di quesiti:

    È vero che, proprio come i dentisti, gli psicologi/psicoterapeuti non possono curare sé stessi? Nonostante la maggiore coscienza rispetto ai temi di salute mentale, immagino che avere a che fare tutto il tempo con i disagi psicologici altrui richieda una certa solidità e robustezza mentale. Se è così, tu come mantieni la tua? Ti fai aiutare da qualche collega o te la cavi in autonomia?

    Secondo la tua esperienza, quali sono alcuni comportamenti comuni che possono deteriorare la salute mentale di un individuo, intorno ai quali non c’è molta educazione? Lo chiedo a grandi linee ovviamente, in maniera analoga a come si può dire che condurre una vita molto sedentaria e mangiare porcherie tutti i giorni può deteriorare la salute fisica.

  11. qual è la cosa che ti ha formato di più nel tuo lavoro?

    intendo sia in termini di conoscenze, sia in termini di preparazione a interagire coi pazienti

  12. Te lo chiedo da studentessa di psicologia: consiglieresti il percorso post-laurea della scuola di psicoterapia? Pro e contro del lavorare in quest’ambito?

  13. 1- Che ne pensi di questo periodo che viene chiamato “rinascimento psichedelico” per via della ripresa, dopo decadi, della ricerca su queste sostanze? Conosci le cosiddette “terapie psichedeliche”?

    2- Qual è stato il tuo processo mentale che ti ha portato alla scelta di una scuola di specializzazione anzichè un’altra?

    3- So bene che un terapeuta deve a sua volta andare da un terapeuta, e che quindi una persona dovrebbe comunque avere familiarità con la terapia in prima persona anche durante la formazione nella scuola di specializzazione. Mi chiedo, se uno studente di scuola di specializzazione va dal terapeuta per ottenere questo tipo di esperienza, come fa? Cioè, qual è la domanda che pone al terapeuta? “Sto qui solo per vedere com’è”?

    4- Quanto è stato difficile entrare nel mondo del lavoro della psicoterapia? Mi è stato ripetutamente detto che il mercato è saturo, ed effettivamente c’è un gran numero di terapeuti per cui aggiungere il proprio nome a volte può essere difficile

    5- Qual è un problema sociale (o più) su cui secondo te bisognerebbe intervenire per prevenire in primis problemi di salute mentale ad oggi diffusi? Hai idee di come vorresti si intervenisse?

    6- Che ne pensi del supporto per l’eutanasia per chi è depresso, idea supportata da gente su questo sito?

    7- Che ne pensi delle grandi corporazioni che sviluppano software fatti apposta per approfittarsi delle debolezze cognitive e dei bias che ognuno di noi ha? (facebook che promuove contenuti polarizzanti e infiammatori, youtube e il giro della disinformazione, instagram e le aspettative di vita irraggiungibili che promuove) Pensi che ci sia bisogno di interventi legislativi per regolare questo settore?

    8- E che ne pensi invece dei ragazzini/bambini <14 anni che iniziano un percorso di transizione per cambiare sesso?

    9- Cosa ne pensi dello stato della psicoterapia nella sanità pubblica? Ci sono interventi che vorresti vedere sul sistema?

    10- Ultima, che così arrivo a cifra tonda: che ne penseresti dell’insegnamento di alcuni principi di psicologia (intelligenza emotiva, teorie incrementali dell’intelligenza…) nelle scuole, magari già a partire dalle elementari in versione semplificata, così da fornire fin da piccoli più strumenti per poter gestire adeguatamente le situazioni (sociali e non) o eventualmente difendersi da manipolazioni quali quelle di media e marketing o persone manipolatorie? Priorità oppure no?
    Anzi, andando più sul generico: che ne pensi del nostro sistema educativo per nulla montessoriano? In che direzione vorresti che idealmente si sviluppasse?

    Comunque, mercato saturo o meno, grazie, c’è sempre un gran bisogno di psicologia, e credo che non gli venga data la giusta importanza. Anche qui sul sub, il massimo della discussione è “sei depresso? Va dallo psicologo”, ma non riesco a ricordarmi l’ultima volta in cui effettivi argomenti di pertinenza della psicologia sono stati presi più seriamente di una discussione da bar. Per questo ti ho fatto alcune domande che potrebbero essere considerate “difficili” o controverse.

    Diavolo, sono sicuro che mi verrebbero in mente altre domande se ci pensassi di più, visto che ultimamente sto accarezzando l’idea di seguire una specializzazione in futuro (magari dopo un phd), ma facciamo che mi do un contegno per questa volta.

    EDIT: Ah, ecco, mi ero dimenticato:
    11- Quanto te li sei ritrovati nella vita di tutti i giorni gli insegnamenti del tuo percorso?
    12- Quando ti sei sentita sufficientemente capace e pronta a metterti in proprio? Perchè io non riuscirei proprio ad immaginarmi in grado di assumermi responsabilità così grandi e fare questo balzo, per ora (certo, per ora sono arrivato solo alla magistrale, però non farei neanche il counselor). Timore per i primi casi oppure sei partita già decisa e sicura di te?

  14. Come fai a definire la terapia necessaria per un paziente?

    Domanda correlata: per la terapia si può concordare anche con lo psichiatra, o altri medici, cosa bisogna fare o è sempre una scelta individuale della psicologa/psicoterapeuta?

  15. Sono un ragazzo che quest’anno si è iscritto e che sta frequentando la triennale di Scienze e Tecniche Psicologiche. Ho intenzione di fare la magistrale in Psicologia per poi fare la specializzazione in Psicoterapia. Volevo chiederle, cosa è possibile fare come lavoro con la laurea in Psicologia magistrale che permette anche di andare alla scuola di specializzazione? Cosa mi consiglia di fare una volta arrivato a quel punto?

  16. Quali sono le reali terapie con la maggior parte di evidenze scientifiche che funzionano realmente? Ad esempio terapia della gestalt etc, funzionano realmente? e come sono viste “scientificamente”?

  17. Ciao grazie per questo AMA. Ho 35 anni e ho iniziato da alcuni mesi il mio primo percorso di psicoterapia, lottando contro la mia timidezza ed il mio scetticismo.

    Quanto è importante (o accettabile) secondo te discutere con il proprio terapeuta della terapia in sé? Cerco di spiegarmi: spesso ho la sensazione che nei miei colloqui mi piacerebbe avere riscontri maggiori da parte della dottoressa, che facesse più osservazioni, che “guidasse” un po’ di più la conversazione con domande e spunti. Spesso penso, soprattutto a ridosso dell’appuntamento “e adesso che cosa le dico?”, con il risultato che mi ritrovo a parlare di qualcosa che non reputo davvero importante. Quasi mi spaventa che di solito la prima cosa con cui esordisco diventerà l’argomento della successiva ora, perché ad esempio ho l’impressione che, dipendendo da me, temi di cui preferisco non parlare in questo modo non verranno mai discussi. Quando invece il colloquio è un po’ più “indirizzato” mi dà più soddisfazione, e almeno in parte mi sembra di vedere qualcosa che bilanci lo scetticismo che a distanza di mesi permane.

    Vorrei tirare fuori la questione, ma sono restio. Se andassi a farmi visitare perché mi fa male il ginocchio, non mi verrebbe nemmeno in mente di dire “dottoressa, invece che questa analisi o questo metodo, preferirei che ne adottasse un altro”.

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