Roma, bracciale anti-stalker in azione: donna vittima di persecuzioni sente l’allarme e avverte i carabinieri, che trovano l’aguzzino appostato in attesa

5 comments
  1. Prendo la notizia soprattutto come spunto di discussione: non so niente di questi sistemi, non sapevo nemmeno si impiegassero in Italia. Se funzionano come descritto mi sembrano un buon modo per iniziare a garantire un po’ di sicurezza alle vittime, di fronte a soggetti che nella loro ossessione non possono essere fermati dalla solo paura delle conseguenze legali. Che ne pensate?

  2. Come funziona tecnicamente il bracciale? Nell’articolo non è spiegato, e se è indossato dallo stalker immagino che uno se lo tolga prima di appostarsi…

  3. Immaginando che abbia GPS e una SIM integrata che su rete dati manda allarme se il braccetto (e quindi aggressore) è all’interno di una zona vicina a punti di interesse della vittima (casa, luogo di lavoro) oppure se vicini allo smartphone della stessa (?), non sarebbe sufficiente tendere l’agguato in un seminterrato/interrato per farla franca?

  4. Ma il bracciale elettronico è collegato con i carabinieri o con la vittima? E come fare a discriminare un contatto casuale con una effettiva azione di stalking?
    E viene avvisata solo lei o anche lui? Perché c’è sempre da tenere in conto la possibilità di contatti casuali, ma se lui venisse avvisato ci sarebbe il rischio che il sistema favorisca la ricerca invece di dissuaderla…

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