
Shakespeare attraverso gli anni si è dimostrato un manifesto di come una storia sia, nel tempo, a prova di usura artistica. Da Welles, passando per Polanski e infine pure i Coen. Il grande Bardo non stancherà mai le folle?

Shakespeare attraverso gli anni si è dimostrato un manifesto di come una storia sia, nel tempo, a prova di usura artistica. Da Welles, passando per Polanski e infine pure i Coen. Il grande Bardo non stancherà mai le folle?
8 comments
Dal canto mio, posso affermare che una storia ha valenza in ambito della settima arte, proporzionalmente al numero di adattamenti che essa riceve, sia televisivi che sul grande schermo. Non si tratta quindi di mancanza d’idee quando l’estro di un cineasta collide con un’opera classica. I Coen avevano già dimostrato questo quando lavorarono a “Fratello, dove sei” dove adattarono l’Odissea di Omero nel tempo della grande depressione americana.
La sorte di Shakespeare è legata all’egemonia Anglosassone globale. Se l’italiano avesse lo stesso peso si scriverebbero articoli simili su Dante.
Boh il fatto è che ormai nel 2022 abbiamo realizzato tutti che il teatro è noioso e quindi anche l’interesse per Shakespeare è diminuito di conseguenza
Shakespeare usa il modello aristotelica per la costruzione delle storie. È un modello universale, non c’è nulla di particolare e può essere usato senza troppi problemi. È usato senza problemi.
l’Odissea è ancora popolare dopo 2600 anni abbondanti, quindi non credo
“8.8 it has a little everything for everyone”
Io sro cercando di seguire un percorso per diventare doppiatore e nella scuola dove studio si parla solo di shakespeare. Io lo detesto con tutto me stesso specialmente adesso che sto facendo un corso di arte scenica
Beh, mi son visto da poco West Side Story, per dire… Una domanda, ma l’amore tra persone di clan nemici era già un topos prima di WS?