La donna, depressa dopo la morte del figlio ha preso contatti con una associazione Svizzera che si occupa di suicidio assistito.

Lo scorso ottobre è morta per eutanasia.

Questo evento sicuramente immagino porterà discussioni con opinioni contrastanti.

Spesso si parla di ricorrere all’eutanasia in casi di persone malate fisicamente.

E in caso malattia mentale, come la depressione in questo caso, come dobbiamo comportarci?

Tutto ció andrebbe regolamentato e come?

by DoggoSuperWow

14 comments
  1. Ma quindi danno l’eutanasia anche se uno non ha “niente”? wtf ci sarà una sorta di psicologo prima che vaglia le cose o no?

  2. La decisione di farla finita non la giudico, ma non dirlo al marito è proprio da pezzi di merda. Come se il figlio l’avesse perso solo lei

    egoista

  3. Senza polemica e senza essere andato a fare ricerche nel dettaglio, ma mi sa fortissimo di bufala.

    Anche in Svizzera il suicidio assistito non funziona come il drive-in: innnazitutto bisogna essere membri di una società che offre accesso al suicidio (Exit/Dignitas, ad esempio).

    Poi serve una diagnosi del medico curante e di un medico associato ad Exit o Dignitas (o altra società), che conferma la volontà e la ragione del voler procedere.

    Poi non é da escludere che tutto cio’ sia successo, ma se la persona che soffre di depressioni riesce ad organizzare tutto quanto e nessuno interviene o ne é addirittura al corrente, direi che il problema sta alla base e non nella legislazione Svizzera a riguardo.

  4. >E in caso malattia mentale, come la depressione in questo caso, come dobbiamo comportarci?

    In questo caso non mi piace come opzione semplicemente perchè la depressione è un problema complessissimo da gestire e ci sono soluzioni alternative con basi scientifiche solide che però non vengono provate.
    Per dire, un paio di settimane fa ho seguito un corso ECM per terapie assistite da psichedelici e posso bene immaginare che non abbia ricevuto un trattamento di questo tipo.
    Se una persona resiste a qualsiasi tipo di trattamento che ad oggi nel panorama di salute mentale sembra essere a disposizione, allora lo capirei.
    Alzare le mani senza aver provato ciò che si può provare mi sembra invece la direzione sbagliata.

    Per dire, se si desse retta a ciò che chiedono le persone con anoressia, allora bisognerebbe lasciarle morire di inedia. Per fortuna, nel caso dell’anoressia spesso si interviene senza dare spago alla persona anoressica, arrivando lentamente a portarla dalla parte del terapeuta e a voler risolvere il problema.
    Mi sembra che nel dibattito pubblico la depressione non sia trattata allo stesso modo dell’anoressia, e invece spesso vedo persone supportare le scelte di uno che è depresso e sta prendendo decisioni probabilmente non quanto più lucide possibile per definizione.

    Detto ciò, non oso pensare al dolore di perdere un figlio per una madre, e non mi stupirei se fosse veramente insostenibile.
    Quello che dico è che supporterei una scelta simile solo come ultima scelta dopo aver fallito qualsiasi altro percorso che possa portarla a trovare un nuovo apprezzamento per la vita.

    Io ero tra gli attivisti che facevano firmare la gente per il referendum sull’eutanasia e sono tuttora a favore, ma tocca stare attenti alla direzione che si vuole prendere, perchè credo che come società dovremmo fare il possibile per rendere la vita meritevole di essere vissuta per tutti

  5. > Marta – aveva 55 anni, viveva e lavorava a Torino, mentre suo marito risiede in Canada per motivi di lavoro.

    Si, vabbè, marito e moglie giusto all’anagrafe.

  6. A parte che in questo modo si muore con più dignità e non si rischia di rimanere paraplegici, qual è la differenza tra morire così o lanciarsi dal ponte? Perché la gente dovrebbe fare polemica?

  7. Se, **e ripeto se,** tutto è andato come descritto, allora credo che ci siano stati diversi buchi anche e soprattutto lato svizzero.

    Tristissima vicenda comunque.

  8. Ma infatti è straregolamentato, devi presentare fatti e raccontare la tua situazione. Non accettano tutti così.

    Secondo me nessuno può e deve toglierci il diritto di morire. Meglio così che tornare a casa e ritrovarsi il partner morto. O suicidi in luoghi pubblici.

  9. Io penso che la vita sia di chi ce l’ha e chiunque dovrebbe poterci fare esattamente il cazzo che vuole: per me è cosa palesemente insindacabile. È impensabile che chi si butta dal quinto piano abbia tutto il diritto di farlo e non ponga dilemmi morali mentre una cosa del genere scateni dibattiti su leggi e moralità. O tutto o niente e, secondo me, niente: solo il diritto di fare, con la propria vita, quel che si vuole. Poi oh, la notizia pare falsa perché mica è un bar in cui entri e ordini un suicidio, ma se è vera fa brutto solo che l’abbia nascosto al marito, cosa comunque irrilevante rispetto al tema.

  10. Un paese libero permette a chiunque di fare quel che vuole con la propria vita. In Svizzera ci sono dei determinati criteri per accedere al suicidio assistito. Il resto sono cazzate e manie di controllo.

    Ma capisco che il cane bianco non sia d’accordo, solo dio™ può decidere di noi.

  11. Anche se le cose si fossero svolte essattamente come descritto che cosa vuoi regolamentare? Non puoi far applicare le tue leggi in altri paesi, massimo del massimo puoi fare una buffonata come quella che abbiamo fatto sulla maternità surrogata recentemente e condannare la gente per reati commessi fuori giurisdizione ma è un discorso ancora piu ridicolo perche chi va a suicidarsi all’estero per ovvii motivi in italia non ritorna.

  12. Se una persona è affetta da depressione maggiore non può essere in grado di decidere coscientemente e razionalmente di togliersi la vita. La condizione psichica è alterata e non consente decisioni lucide. Andrebbe vietata l’eutanasia legale, in questi casi. Uno si può suicidare da solo ma non in maniera assistita.

  13. A prescindere dalla veridicità della notizia, permettere il suicidio assistito ad una persona che soffre di depressione sarebbe a dir poco aberrante.
    Immaginate andare dallo psichiatra perché la vostra vita va a pezzi sapendo che per loro il suicidio sia un’opzione contemplabile.

  14. [https://vimeo.com/229120539](https://vimeo.com/229120539)

    è uscito nel 2011, Terry Pratchett si è sottoposto a suicidio assistito quattro anni dopo.

    La visione non è facile ma secondo me merita.

    >*Sometimes, particularly when I’m depressed, I dread what the future may hold and it occurred to me that in the modern times one shouldn’t have to fear that sort of things*

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