il 7 Febbraio di 79 anni fa incominciava l’eccidio di Porzûs: 17 partigiani e partigiane delle brigate Osoppo (di ispirazione cattolico o socialista) vengono ammazzati da altri partigiani di ispirazione comunista su mandato del PCI locale

by trouauai55

4 comments
  1. Ritengo che sia doveroso (oltre che interessante) ricordare l’anniversario di questi eventi, che ci aiutano a capire le dinamiche storiche e le forze in gioco in quei travagliati anni.

    Ancora oggi certe letture politiche della storia tendono, per motivi utilitaristici e di immagine, a identificare la resistenza come un monolite, laddove invece fatti come questi ci permettono di ricordare i forti conflitti ideologici delle persone che si sono impegnate nella liberazione del paese, e di cosa parte di esse fosse disposta a fare pur di attuare la propria specifica visione ideologica.

    Ci tengo a specificare che non intendo forzare alcuna interpretazione nel titolo: specifico lo “stampo” delle brigate della resistenza solo per intento di brevità nel titolo.

    L’uccisione non è avvenuta come conseguenza di una qualche scaramuccia ma con intento **deliberato e pianificato**, per citare la pagina wikipedia:

    *”L’ordine ai gappisti – secondo la ricostruzione processuale – era stato messo per iscritto dal vicesegretario della federazione del PCI di Udine – Alfio Tambosso “Ultra” – nei seguenti termini:*

    > «Cari compagni, vi trasmetto, per l’esecuzione, l’ordine pervenuto dal Superiore Comando Generale. Preparate 100-150 uomini, completamente armati ed equipaggiati, con viveri a secco per 3-4 giorni, da porre alle dipendenze della divisione Garibaldi Natisone operante agli ordini del Maresciallo Tito. Vi raccomando la precisa esecuzione del presente ordine, che ha carattere di estrema importanza per il prossimo avvenire. Non appena gli uomini saranno pronti, mi avvertirete immediatamente. Provvedete ad eseguire rapidamente e cospirativamente. Gli uomini dovranno sapere solo quando saranno in viaggio. Quando verrò da voi, e cioè fra qualche giorno, spiegherò meglio ogni cosa. Ricordate che ne va del buon nome GAP e che è cosa di massima importanza. L’armata Rossa gloriosa avanza e ormai i tempi stringono. Fraternamente.

  2. Lol tengo questa pagina sulle mie salvate.
    Semplicemente trovo disgustoso come certi elementi della resistenza preferivano lavorare per qualche ipotetico rivoluzione socialista-comunista con gli Jugoslavi piuttosto che difendere i confini italiani.

    Io rispetto il PCI come avvenuto storico, ma tra questo, l’esodo dalmata-istriano, la mancata condanna dell’ invasione dell’Ungheria nel 1956 e la condanna con 10 anni di ritardo per la soppressione sovietica della Primavera di Praga, dubito che posso allargare il mio rispetto oltre.

  3. Vicenda purtroppo poco conosciuta, fa il paio con gli omicidi compiuti da ex partigiani comunisti in Emilia nel dopoguerra.

  4. E’ lecito dire che sicuramente nella resistenza italiana c’era chi auspicava non la fine dell’occupazione nazifascista in sé quanto la contemporanea instaurazione di un impianto sovietico-comunista?

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