Abbiamo la ANPR che funziona benissimo, i protocolli per gli uffici elettorali che già sono abituati a gestire il caso specifico per via dei cittadini comunitari, insomma, l’unica ragione per rifiutarsi è il caro vecchio sport nazionale di tiro al giovane/povero
Ma quindi se io dovessi votare per la circoscrizione Nord-Ovest ma sono a Roma, voterei per la circoscrizione del Centro? Lo hanno fatto per concentrare i voti di sinistra a Bologna e vincere negli altri posti?
Stavo scrivendo un post uguale, quindi lascio qui la mia riflessione: TL;DR: A mio parere una soluzione costruita su misura per questo voto, difficilmente replicabile per altre elezioni, inutilmente complicata rispetto alle alternative in uso in altri paesi e comunque onerosa per i fuorisede più lontani da casa Una soluzione all’italiana per cercare di agevolare i fuorisede a lungo termine (di fatto solo studenti o quasi). Mentre nel resto d’Europa si sceglie il voto per posta e/o anticipato in seggi speciali questa sperimentazione prevede la possibilità di votare nel comune di domicilio se nella stessa circoscrizione elettorale oppure nel capoluogo di regione in seggi appositi se la circoscrizione di residenza è diversa. Fattibile per le europee, che non hanno ripartizioni più piccole delle cinque macroregioni in cui è suddivisa l’Italia, ma pensare di applicare lo stesso concetto alle elezioni politiche con 196+100 collegi elettorali diversi richiederebbe uno sforzo enorme e si renderebbe suscettibile ad errori e conseguenti contestazioni dei risultati. ~~Poi c’è anche la questione dei collegi stessi disegnati in base alla popolazione residente, l’unica effettivamente quantificabile a livello amministrativo, per cui il voto dei fuorisede “svaluterebbe” quello dei residenti mentre nei paesi di partenza i voti rimasti varrebbero di più.~~
Sarebbe tutto molto più semplice se si prevedesse un modo per mettere almeno il domicilio dei fuorisede al “posto giusto” senza però perdere lo status di “fuori sede” (perché a tutti gli effetti lo sono). Questo mi sa di “pasticcio per risolverne un altro”
Ma votare con lo SPID no?
L’Italia è l’unico paese europeo dove non è possibile per i fuori sede votare nelle elezioni nazionali. Con tutta probabilità questa è una misura per evitare che dei “politicamente indesiderabili” abbiano un peso politico sul paese.
Secondo me è una misura fatta per vedere quanto guadagnerebbero/perderebbero facendo votare i giovani fuori sede. Se vedranno un sacco di voti contro l’attuale governo, col cazzo che estenderanno la misura per altre elezioni.
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Abbiamo la ANPR che funziona benissimo, i protocolli per gli uffici elettorali che già sono abituati a gestire il caso specifico per via dei cittadini comunitari, insomma, l’unica ragione per rifiutarsi è il caro vecchio sport nazionale di tiro al giovane/povero
Ma quindi se io dovessi votare per la circoscrizione Nord-Ovest ma sono a Roma, voterei per la circoscrizione del Centro? Lo hanno fatto per concentrare i voti di sinistra a Bologna e vincere negli altri posti?
Stavo scrivendo un post uguale, quindi lascio qui la mia riflessione: TL;DR: A mio parere una soluzione costruita su misura per questo voto, difficilmente replicabile per altre elezioni, inutilmente complicata rispetto alle alternative in uso in altri paesi e comunque onerosa per i fuorisede più lontani da casa Una soluzione all’italiana per cercare di agevolare i fuorisede a lungo termine (di fatto solo studenti o quasi). Mentre nel resto d’Europa si sceglie il voto per posta e/o anticipato in seggi speciali questa sperimentazione prevede la possibilità di votare nel comune di domicilio se nella stessa circoscrizione elettorale oppure nel capoluogo di regione in seggi appositi se la circoscrizione di residenza è diversa. Fattibile per le europee, che non hanno ripartizioni più piccole delle cinque macroregioni in cui è suddivisa l’Italia, ma pensare di applicare lo stesso concetto alle elezioni politiche con 196+100 collegi elettorali diversi richiederebbe uno sforzo enorme e si renderebbe suscettibile ad errori e conseguenti contestazioni dei risultati. ~~Poi c’è anche la questione dei collegi stessi disegnati in base alla popolazione residente, l’unica effettivamente quantificabile a livello amministrativo, per cui il voto dei fuorisede “svaluterebbe” quello dei residenti mentre nei paesi di partenza i voti rimasti varrebbero di più.~~
Sarebbe tutto molto più semplice se si prevedesse un modo per mettere almeno il domicilio dei fuorisede al “posto giusto” senza però perdere lo status di “fuori sede” (perché a tutti gli effetti lo sono). Questo mi sa di “pasticcio per risolverne un altro”
Ma votare con lo SPID no?
L’Italia è l’unico paese europeo dove non è possibile per i fuori sede votare nelle elezioni nazionali. Con tutta probabilità questa è una misura per evitare che dei “politicamente indesiderabili” abbiano un peso politico sul paese.
Secondo me è una misura fatta per vedere quanto guadagnerebbero/perderebbero facendo votare i giovani fuori sede. Se vedranno un sacco di voti contro l’attuale governo, col cazzo che estenderanno la misura per altre elezioni.