Ho riassunto come da titolo peró il concetto é che questi epserti dovevano aiutare a migliorare i processi all’interno dei comuni ma tra mobbing, sessimo e valutazioni senza senso non si é arrivato a niente se non soldi buttati, persone in malattia per motivi di salute e ovviamente un altra cosa che si poteva fare per migliorare il paese.
Alla fine i consulenti venivano contattati direttamente perché loro leggevano le leggi e sapevano le procedure saltando i vari manager che risentiti li hanno cacciati.
Questi in varie regioni dal nord al sud e ci sono varie cause legali che peró per come era stata fatta la proposta di legge permetteva il loro licenziamento senza tanti problemi, rispetto ai vari manager.
L’articolo é bello completo quindi vi suggerisco di dargli una letta.
Fun fact, la VdA ha un ufficio apposta per gestire i soldi europei da quando la UE manco si chiamava UE.
Mi muore un neurone ogni volta che provo a leggere il titolo del thread.
Posso vomitare? Ogni riga dell’articolo mi parte un embolo, ma come minchia e’ possibile?
L’articolo merita la lettura perchè è clamoroso.
Riporto un estratto che fa rabbrividire:
>La motivazione dei mancati rinnovi in Emilia Romagna e in altre regioni italiane, potrebbe risiedere più nella struttura generale del progetto e nelle procedure di finanziamento, che nello scontro degli esperti con i coordinatori e dirigenti regionali.
>Come molti altri progetti del Pnrr, infatti, gli enti erogatori dei fondi, in questo caso le Regioni, devono anticipare i soldi necessari alla realizzazione della misura. Il rimborso viene poi erogato al raggiungimento dei *milestone*, che sbloccano le rate del Recovery che l’Europa versa all’Italia. Se non raggiungiamo gli obiettivi prefissati, quindi, non otteniamo i rimborsi.
>Il timore di non raggiungere i target, e quindi di perdere i fondi, ha spinto le Regioni ad allontanare tutti quegli esperti che volevano soprattutto svolgere con precisione il loro lavoro e quindi rischiavano di rallentare il conseguimento formale degli obiettivi.
…
>I timori di non raggiungere i target erano condivisi dalla stessa amministrazione regionale. Come raccontano diversi esperti in Sicilia, nei primi sei mesi di progetto, i dirigenti si sono rifiutati di firmare i *timesheet* delle attività svolte dei professionisti, perché la «vedevano come una responsabilità», spiega Rossella, che ha dovuto attendere luglio 2022 per ottenere il primo pagamento. La paura è che fosse addebitata a loro la “colpa” di non aver raggiunto gli obiettivi e quindi di aver bloccato di fatto le *tranche* di fondi previsti.
>In Emilia Romagna gli stessi piani di miglioramento proposti agli enti locali, secondo Carola, sono stati redatti velocemente perché erano in ritardo sulle scadenze imposte dal progetto: «Hanno fatto tutti i piani di miglioramento in due giorni, quando solitamente ci vogliono mesi per farlo. Non condividevo né i contenuti né la metodologia e per questo ho chiesto che non ci fosse la mia firma», spiega.
>Carola ha ricevuto il piano di miglioramento dalla Regione quando già era stata licenziata.
>Non solo, in Sicilia gli esperti intervistati sostengono che gli sia stato chiesto di aggiustare i dati in modo da far quadrare i conti e far sì che gli obiettivi risultassero raggiunti, «perché altrimenti ci sarebbe stata una riduzione dei fondi». I dati sarebbero stati confezionati quindi nella loro veste migliore, per esaltare i risultati conseguiti.
Fondamentalmente: abbiamo (noi Italia) partecipato a bandi che prevedevano lo “sblocco” dei fondi del PNRR come rimborso al raggiungimento di determinati target. Occasione d’oro: abbiamo quindi assunto un numero di esperti per assicurarsi che i progetti andassero a buon fine.
Risultato? Cassati gli esperti, arrabattamenti totali nel disperato tentativo di recuperare il recuperabile. Soldi – ovviamente – buttati.
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Ho riassunto come da titolo peró il concetto é che questi epserti dovevano aiutare a migliorare i processi all’interno dei comuni ma tra mobbing, sessimo e valutazioni senza senso non si é arrivato a niente se non soldi buttati, persone in malattia per motivi di salute e ovviamente un altra cosa che si poteva fare per migliorare il paese.
Alla fine i consulenti venivano contattati direttamente perché loro leggevano le leggi e sapevano le procedure saltando i vari manager che risentiti li hanno cacciati.
Questi in varie regioni dal nord al sud e ci sono varie cause legali che peró per come era stata fatta la proposta di legge permetteva il loro licenziamento senza tanti problemi, rispetto ai vari manager.
L’articolo é bello completo quindi vi suggerisco di dargli una letta.
Fun fact, la VdA ha un ufficio apposta per gestire i soldi europei da quando la UE manco si chiamava UE.
Mi muore un neurone ogni volta che provo a leggere il titolo del thread.
Posso vomitare? Ogni riga dell’articolo mi parte un embolo, ma come minchia e’ possibile?
L’articolo merita la lettura perchè è clamoroso.
Riporto un estratto che fa rabbrividire:
>La motivazione dei mancati rinnovi in Emilia Romagna e in altre regioni italiane, potrebbe risiedere più nella struttura generale del progetto e nelle procedure di finanziamento, che nello scontro degli esperti con i coordinatori e dirigenti regionali.
>Come molti altri progetti del Pnrr, infatti, gli enti erogatori dei fondi, in questo caso le Regioni, devono anticipare i soldi necessari alla realizzazione della misura. Il rimborso viene poi erogato al raggiungimento dei *milestone*, che sbloccano le rate del Recovery che l’Europa versa all’Italia. Se non raggiungiamo gli obiettivi prefissati, quindi, non otteniamo i rimborsi.
>Il timore di non raggiungere i target, e quindi di perdere i fondi, ha spinto le Regioni ad allontanare tutti quegli esperti che volevano soprattutto svolgere con precisione il loro lavoro e quindi rischiavano di rallentare il conseguimento formale degli obiettivi.
…
>I timori di non raggiungere i target erano condivisi dalla stessa amministrazione regionale. Come raccontano diversi esperti in Sicilia, nei primi sei mesi di progetto, i dirigenti si sono rifiutati di firmare i *timesheet* delle attività svolte dei professionisti, perché la «vedevano come una responsabilità», spiega Rossella, che ha dovuto attendere luglio 2022 per ottenere il primo pagamento. La paura è che fosse addebitata a loro la “colpa” di non aver raggiunto gli obiettivi e quindi di aver bloccato di fatto le *tranche* di fondi previsti.
>In Emilia Romagna gli stessi piani di miglioramento proposti agli enti locali, secondo Carola, sono stati redatti velocemente perché erano in ritardo sulle scadenze imposte dal progetto: «Hanno fatto tutti i piani di miglioramento in due giorni, quando solitamente ci vogliono mesi per farlo. Non condividevo né i contenuti né la metodologia e per questo ho chiesto che non ci fosse la mia firma», spiega.
>Carola ha ricevuto il piano di miglioramento dalla Regione quando già era stata licenziata.
>Non solo, in Sicilia gli esperti intervistati sostengono che gli sia stato chiesto di aggiustare i dati in modo da far quadrare i conti e far sì che gli obiettivi risultassero raggiunti, «perché altrimenti ci sarebbe stata una riduzione dei fondi». I dati sarebbero stati confezionati quindi nella loro veste migliore, per esaltare i risultati conseguiti.
Fondamentalmente: abbiamo (noi Italia) partecipato a bandi che prevedevano lo “sblocco” dei fondi del PNRR come rimborso al raggiungimento di determinati target. Occasione d’oro: abbiamo quindi assunto un numero di esperti per assicurarsi che i progetti andassero a buon fine.
Risultato? Cassati gli esperti, arrabattamenti totali nel disperato tentativo di recuperare il recuperabile. Soldi – ovviamente – buttati.