“Il 90% del petto di pollo venduto da Lidl colpito da white striping”: l’indagine di Essere Animali

by Mangia-Piadina

11 comments
  1. Chiaramente non è una novità, nei discount è difficile non aspettarsi carne proveniente da allevamenti NON intensivi, tuttavia quanto effettivamente queste notizie colpiscono il consumatore abituale?

    Quanto la gente guarda al portafoglio piuttosto che alla qualità del cibo che manda giù?

    Io personalmente non sono nè vegano nè vegetariano, ma negli ultimi anni sto abbracciando la teoria del “meglio meno ma di qualità”, e ho rilevato anche benefici fisici nel farlo.

    Il fenomeno descritto dall’articolo, a quanto pare, non è collegato a dirette conseguenze che si ottengono dal consumo di questa carne, tuttavia va a influire sull’eticità della scelta.

    Comprereste ugualmente carne che visivamente riporta chiari segni di abusi sull’animale?

    ATTENZIONE / DISCLAIMER: So che per molte persone qualsiasi animale ucciso ai fini alimentari è stato abusato/maltrattato e anche io sono molto sensibile all’argomento. Lo scopo del thread non è demonizzare il consumo di carne, nonostante tutti i problemi che porti alla salute e al pianeta, ma nemmeno ignorare segnali sempre più frequenti che dimostrano cosa siamo costretti o abituati a consumare

  2. Se ne sono accorti perché cantavano “Seven nation army”

  3. Mai visto carne di pollo con quei segni e se dovessi semplicemente non la comprerei. E non vado certo a comprare quella bio-Km0-etico-petalosa, compro sempre quella che trovo in offerta (generalmente a 9-11€/kg) all’Esselunga/MD/Carrefour.

  4. È la prima volta che sento parlare di “white striping” e trovo informazioni contrastanti a riguardo. L’articolo dice che è dovuto a un’infiammazione: questo può tradursi in un rischio per chi consuma quel pollo? Se l’unica conseguenza è una sorta di marezzatura della parte del pollo che più odio, in quanto molto magra, la vedo come una vittoria assoluta. Tanto di più se i consumatori sono restii a comprarlo e posso quindi acquistarlo ad un prezzo ancora minore per via di una richiesta ridotta.

  5. È carne leggermente grassa. Stop.

    Inizia ad essere abbastanza noioso, oltre che emanare supponenza, questo forzare l’etica su prodotti a basso costo solo per fare felici gli animalisti da salotto.

  6. Io non vorrei fare il pedante ma cazzo “White stripping” non trovi un modo per non dirlo in italiano?

    E poi dal titolo sembra una cosa grave per il consumatore, cosa che se capisco bene non è.

    Poi gli allevamenti intensivi sono una merda comunque

  7. Ogni giorno una nuova cazzata, ebbasta tanto il pollo me lo ingurgito in un caso si e l’altro pure

    Tra un po’ apro un allevamento di polli organici coccolati fino a due secondi prima della morte e li vendo a 50 euro l’uno

  8. Essere animali comunque non è che sia sta gran fonte di informazione eh…
    Per chi ha studiato veterinaria e a volte basta anche solo la zootecnia che si fa negli istituti agrari superiori, si rende subito conto di come manipolino le informazioni.

    In questo caso ad esempio, il problema non è tanto legato a sovraffollamento degli allevamenti e alla scarsità di igiene, quanto alla razza di questi polli in sè (anche perché, perché dovrei far ammalare i miei polli rischiando che muoiano o non arrivando al peso adeguato e buttando così soldi?).

    La razza che può presentare questi problemi è quella dei broiler, utilizzata negli allevamenti perché presenta un accrescimento spinto ed anomalo del petto, tanto che per evitargli problemi ulteriori che possono risultargli mortali, vengono sotto alimentati (altrimenti crescerebbero troppo e avrebbero problemi cardiovascolari o problemi di rotture di tendini ad esempio). Il problema del white striping si verifica a causa dell’elevato tasso di accrescimento e della restrizione alimentare più o meno intensa che questa razza ha (condizione che però gli salva la vita), non c’entrano sovraffollamento e condizioni igienico-sanitarie come scritto nell’articolo e denunciato dalla pagina. Oltretutto non c’entra lidl, è un problema che si verifica con lo stesso tasso in tutto il mondo.

    Che voglio dire, sicuramente l’utilizzo della razza broiler ha molti problemi etici, ma se mi devi manipolare quando basterebbe darmi le info corrette, perché dovrei fidarmi di quello che mi dici e starti a sentire

  9. Io ho smesso di mangiare pollo da anni. Molto meglio faraona, fagiani e altri volatili dalla carne saporita. Questa diffusione del pollo nella nostra cucina è uno dei tanti segni del decadimento della cultura italiana.

  10. Sono un po’ perplesso. Se compri carne nella GDO, che funziona su grossi volumi e margini di guadagno risicati, è già abbastanza automatico che le probabilità di trovare carne non di qualità siano alte. Se poi compri carne nella GDO discount…boh, quella probabilità non fa che aumentare significativamente.

    E prima che qualche triggerato salti su con le solite storie *ma a me la carne XYZ dell’Eurospin piace ed è buonissima*: per “di qualità” intendo tutto, non solo il gusto che è una roba molto personale.

    Quanti e quali antibiotici e/o ormoni hanno pompato nell’animale che sto mangiando, che tipo di alimentazione ha avuto, quanto movimento naturale ha fatto e per quanto tempo, in che tipo di ambienti è stato allevato. Non è roba “da petalosi”, è roba medica – queste cose influiscono sul grasso presente nelle carni, sui residui di ormoni/medicinali/metalli che assumiamo, su Dio solo sa quante altre cose.

    Son molto d’accordo con u/Mangia-Piadina: sono per la qualità piuttosto che la quantità. Nessuno ci obbliga a mangiare merda a poco (o caro) prezzo: possiamo tranquillamente avere una dieta bilanciata senza necessariamente mangiare carne 3 o 4 giorni a settimana.

    E lo dico da persona che ama la carne rossa al sangue, gli insaccati e tutto quello che ci gira attorno.

  11. Non vedo cosa ci si possa aspettare dalla GDO, ma in generale dall’industria alimentare. La richiesta è tanta, vogliamo tutti i prodotti SEMPRE disponibili sui nostri scaffali, li vogliamo a un prezzo abbordabile e li vogliamo ORA.

    Tutti gli allevamenti sono intensivi, non ci sono animali felici.

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