«Io, licenziata perché incinta: mi hanno costretto a fare il test di gravidanza nel bagno dell’azienda»

by BkkGrl

18 comments
  1. E’ possibile che questa sia la situazione con il crollo della natalità a cui stiamo assistendo?

  2. Da vedere bene la questione ma secondo me un bravo avvocato gli fa il culo quadrato a questa azienducola.

    Ho visto reintegri e rimborsi corposi per molto molto meno, industria privata.

  3. Non capisco come sia possa “costringere” una donna a farlo, non solo con che faccia lo chiedi, ma com è possibile accettarlo per una donna

  4. penso che questa storia rimarrà molto impressa all’ “imprenditrice” che ha deciso di comportarsi così.

    ooooh come se la ricorderà….

    Poi c’è chi difende le piccole medie imprese italiane perché sono quelle che fanno girare l’Italia, quando la realtà è che sono piene di persone che sono costrette a lavorare in condizioni indecenti e penso che chiunque abbia aneddoti allucinanti riguardo il lavorare in un azienducola (me compreso).

  5. Perché devo leggere sto notizie ed innervosirmi di prima mattina.

    Poi i politici si sorprendono che non si fanno figli.

  6. La Nuova Sardegna dà la versione della direttrice dell’azienda, che prevedibilmente è parecchio diversa, MA se quello che dice è vero, è tutto facilmente verificabile.
    Io aspetterei prima di dare un giudizio sulla vicenda.

  7. C’è da dire anche il retro della medaglia, ci sono moltissime ragazze che aspettano l’assunzione per avere dei figli, il che non gioca certo a favore della categoria.

    Capisco che fare figli sia dispendioso ma se posso permetermi un solo dipendente e dopo un mese o due mi resta a casa per un anno io un altro non lo posso mica assumere, servono altri soldi per farlo; se il lavoro è abbastanza da coprire una sola persona in più la ditta fallisce e stanno tutti a casa.

    Se mbra sempre facile per i redditor poi nemmeno sanno qual’è il vero problema, il costo del lavoro per le aziende; chi ha dipendenti sa cosa costa gestirli, amministrarli e coprire tutti i contributi… ci esce almeno una altro stipendio e mezzo.

    Quindi se fattura da coprire 3k al mese di spese e mi trovo senza quella risorsa cosa faccio? Non è che sono tutti Amazon, Ferrarini, Cremonini, Ferrero, Barilla…. parliamo di una realtà abbastanza piccola ecco perchè è stata lei a dover andare dai sindacati ancziche parlare al sindacalista aziendale.

  8. Ma lol! Qualcosa mi dice che il responsabile di quest’azienda verrà messo a pecora e inculato a sangue.

  9. Curioso della ragione del motivo di appiglio del licenziamento (che deve essere un provvedimento motivato), sono andato a cercare più dettagli sulla vicenda, escludendo per ora la vicenda del test di gravidanza che ha una gravità a se stante.

    Non è un licenziamento, è un “non superamento” del periodo di prova, che da un punto di vista giuridico non ha bisogno di una ragione, quindi la questione del “reintegro” si complica, visto che l’istituto del periodo di prova ha una doppia ratio giuridica, sicuramente a tutela del datore di lavoro che vuole “verificare” il dipendente prima che il contratto si perfezioni, ma allo stesso tempo il non superamento può essere invocato dallo stesso lavoratore, che sfrutta quel periodo per valutare se impegnarsi in un rapporto giuridico di lungo periodo o scioglierlo senza conseguenze.

    Altresì non è dovuto alcun preavviso per attivare la condizione risolutiva del mancato superamento, qualunque sia la parte che lo invochi.

    Abbiamo comunque dei precedenti di cassazione, dove a soggetti che non hanno “superato” il periodo di prova, è stata data ragione, nello specifico per la motivazione di non essere stati messi in condizione di “superare” tale periodo (esempio, vengi assunto per fare buste paga, mi metti 10 giorni a fare fotocopie e poi mi si notifica il non superamento della prova), tuttavia il massimo ottenibile è un reintegro al fine di eseguire tale periodo di prova svolgendo le mansioni specifiche.

    Per concludere, da quel punto di vista non abbiamo molto, il reintegro citato da altri post come un caso “Grenada”, non è nella realtà del caso di specie, ovvero il reintegro per non idoneità del periodo di prova a valutare il dipendente, equivalente non ad una assunzione incondizionata, ma ad una assunzione gravata dalla condizione risolutiva di un nuovo periodo di prova, che ripetiamo non ha bisogno di motivazioni, né dal datore di lavoro, né dal lavoratore, per ritenersi non superato; va da se che istruire una causa solo per questo obiettivo, non sarebbe il massimo del risultato.

    Resta la questione della costrizione, sulla quale ritengo che le parti dovrebbero trovare un accordo transattivo per un giusto indennizzo a chiusura di questa vicenda poco edificante.

  10. Il punto purtroppo è che queste cose vanno provate, spero lei sia stata accorta a raccogliere prove.

    Sempre documentare ogni interazione col datore e i dirigenti, sempre! Si può anche registrare.

  11. Sì ma purtroppo non è vero nulla — probabilmente. Leggendo la versione del datore di lavoro la storia è molto diversa…

  12. E’ così finta che si vede ad anni luce di distanza

  13. Sentite le sue campane credo che la titolare dell’azienda abbia dati concreti per motivare le sue ragioni (vedi badge). Riguardo al test, che rimarrebbe l’unico punto oscuro, sarebbe tutto da verificare specie in mancanza di dati oggettivi. Personalmente mi sembra assurdo ma non si può mai dire. Fatto sta che legalmente, test a parte, non vedo comportamenti illegittimi.

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