Università Milano, streaming al capolinea. Franzini: invitiamo tutti gli studenti fuorisede a rientrare, non vedo i motivi per mantenere lo streaming. Le nostre università non sono telematiche

47 comments
  1. > La pandemia ha accelerato la digitalizzazione, avete aule attrezzate per trasmettere le lezioni. Perché non conservare il doppio canale?
    «L’orientamento non è questo. Anche perché si creerebbe un solco fra i corsi di area scientifica che hanno laboratori da seguire in presenza e quelli di area umanistica. Però, senza diventare un’università online, intendiamo valorizzare l’esperienza acquisita sulla didattica a distanza e le risorse investite non andranno sprecate».

    Dio bono che non-risposta. Ovviamente classica intervista all’italiana dove si consente di fare così senza pressare.

  2. Ci credo poco che il numero di frequentanti ha superato il numero di quelli che studiano a distanza.

    Almeno alla Statale vedo che non c’è neanche un quarto degli studenti presenti prima della pandemia e sono stato nelle sedi Via Festa del Perdono, via Noto, Santa Sofia e Sant’Alessandro. Inoltre se i miei occhi funzionano ancora bene, il numero di studenti che seguono ancora a distanza segnati su Teams è estremamente alto (del genere 20 studenti in presenza per 40 studenti su Teams)

    Poi non ho capito il problema con la didattica distanza. Magari c’è gente a cui non piace svegliarsi alle 6 di mattina per passare l’intera giornata ad andare da un’aula o peggio da una sede all’altra quasi senza interruzione

    L’unica spiegazione è che stanno perdendo i soldi perchè nessuno prende più niente in mensa, alle macchinette o alla CUSL

  3. che mossa infame! è chiaro che vogliono solo spolpare lo studente. Non gli costa niente tenere lo streaming. Possibile che gli studenti o nessuno si ribelli?!?

  4. Diciamo che forse bisognerebbe fare una campagna per devalorizzare le università nate online, invece che devalorizzare la didattica a distanza.

    EDIT: Ora, capisco l’idea dell’università popolare e quello che vuoi, ma è inutile girarci attorno, le primissime istanze di lauree non in presenza sono stati i corsi universitari per corrispondenza di dubbia qualità, se volete legittimare la DaD dovete spostare l’accusa di “laurea facile” dal fatto che è stata ottenuta online al fatto che è stata ottenuta in un laureificio.

  5. non fa una grinza: siccome ci sono corsi in cui è necessaria la presenza, facciamo un downgrade a tutti e tanti saluti a chi aveva un’opportunità in più per seguire i corsi senza buttare soldi e tempo.

  6. Ma è così determinante recarsi in un posto per sentire uno che parla? Perché parliamoci chiaro, la maggioranza dei professori non fornisce alcun valore aggiunto alla materia, il più delle volte è qualcosa di piatto

  7. Porca vacca, se mi rimane l’irritazione domani mattina gli rispondo punto su punto, al Magnifico.

    Fresco fresco di iscrizione e già ho esaurito la sopportazione. Emana un decreto rettoriale, non rispettato dai professori, poi fa girare a tutti i dipartimenti una circolare in cui dice tranquillamente di andare contro il suo stesso decreto, poi mette a 100% la presenza ma nessuno controlla niente di GP o prenotazione, non ci sono aule studio, se ti fermi in aula ma non c’è la tua lezione ti fanno uscire.

    Torniamo tutti esclusivamente in presenza dai, siamo pieni di spazi in cui studiare, con gli investimenti per il COVID avremo tantissimi miglioramenti tipo… Aule studio? Prese in aula? Materiale innovativo per le lezioni? No, però possiamo tenerci i proiettori nuovi, spenti perché non servono più.
    Adesso gli dedico io una poesia e vediamo se gli piace

  8. Cio che non capisco è perchè certe università non approfittino.

    Non vuoi, tu mia competizione universitaria, i studenti fuori sede in DAD?

    Allora me li prendo io, ci metto pure il nome. Chissà in sede solo per l’esame.

    Cioè fra il frequentare diciamo a 50km Padova, E frequentare in DAD Torino e recarmi in sede una volta ogni mese e mezzo per gli esami….

    Credo che ci sarebbe uno shift di studenti assurdo.

    Specialmente per quelle con vocazione umanistica come Ca’Foscari.

    Cioè io vedo opportunità fantastiche per certe università.

  9. > L’orientamento non è questo. Anche perché si creerebbe un solco fra i corsi di area scientifica che hanno laboratori da seguire in presenza e quelli di area umanistica. Però, senza diventare un’università online, intendiamo valorizzare l’esperienza acquisita sulla didattica a distanza e le risorse investite non andranno sprecate

    E infatti questo discorso ci sta per i laboratori. Il salto logico tra “non possiamo fare i laboratori in modalità ibrida”, e “allora togliamo la possibilità a chiunque di fare lezione in modalità ibrida” mi è ancora oscuro.

    Certe lezioni con certi insegnanti del cazzo che si rifiutano di fornire materiale didattico adeguato sono MIGLIORI se registrate. E non vengo da una facoltà umanistica per dirlo. Ho avuto professori che riportavano trattazioni fatte da loro non dando alcun libro di riferimento né materiale didattico sullo specifico argomento, e l’unica cosa che avevi oltre i tuoi appunti erano gli appunti di qualche vecchio studente che la gente si passava da generazioni. Il povero studente lavoratore che studiava dal libro si trovava trombato all’esame perché nel libro si trovava solo una trattazione approssimativa dell’argomento che il professore aveva trattato nella sua interezza solo a lezione. Almeno con la modalità ibrida potrebbe seguirsi anche da lavoratore le lezioni.

    Questa reiezione per ogni tipo di agevolazione data dalle tecnologie in nome di un presunto elitismo accademico ha proprio rotto il cazzo. Ci sono studenti lavoratori, persone che vorrebbero seguire i corsi dando gli esami a parte, persone che che vogliono farsi seconde lauree mentre lavorano, o anche solo persone che non hanno sempre laboratori, che sono state colpite finanziariamente dal covid, e vorrebbero limitare il pagamento dell’affitto ai semestri in cui hanno i laboratori, facendo i pendolari nelle altre situazioni.

    Capisco per dare gli esami, in presenza sei più controllato.

    E capisco pure per il lavoro: ci sono certi lavori per i quali rendi molto meglio in presenza ed è giusto che l’azienda ti chieda di portare il sederino al posto di lavoro, se ritiene che la tua produttività sia più alta, dal momento che sei pagato per quello (e sono i tuoi superiori a dover valutare la tua produttività).

    Ma per le lezioni no, tutte le buone ragioni che ci possono essere per i laboratori, per gli esami o per il lavoro, per le lezioni semplicemente vengono meno. E rimane solo un senso di elitismo accademico tale per cui se sei uno studente lavoratore che non ha il tempo di stare tutti i giorni dalle 8.15 a nutrire l’ego del professore riempiendo la sua aula, allora meriti un’istruzione peggiore.

  10. Pro alla dad assolutamente eh, più alternative si danno meglio è. Ma come si fa ad iscriversi ad un Università di un’ altra città senza prendere casa? Ma dai

  11. No no ci piace la didattica a distanza molto bella eh, ma non so/voglio schiacciare il tasto e dare la possibilità anche alle persone che hanno difficoltà o che sono più vulnerabili di conseguire un percorso di studi.

  12. > Le nostre università non sono telematiche

    Ah, ecco il perché. Sentono lo smacco, una questione di prestigio, non di qualità o praticità. Che schifo.

  13. Per fortuna sono arrivato all’ultimo anno… Leggere risposte del genere anche da sto cazzo di Magnifico della mia Università mi fa ribollire il sangue.

  14. *”Le nostre università non sono telematiche”*
    Continua a ripeterlo, dimenticandosi che Unimi ha un [**intero corso di laurea**](https://www.unimi.it/it/corsi/corsi-di-laurea/sicurezza-dei-sistemi-e-delle-reti-informatiche-online) erogato online (ovviamente si va in sede per gli esami) da almeno 7 anni, probabilmente anche qualcosa di più. Un corso dove gli studenti ovviamente sono perlopiù lavoratori, che quindi si possono permettere di pagare 1500€ aggiuntivi l’anno per seguire delle lezioni slide registrate in qualità infima, anni e anni fa, con apparse di windows XP, per rendere l’idea. Tassa aggiuntiva aggiornata “temporaneamente” l’anno scorso a 500€, probabilmente dopo aver visto che le lezioni erogate online agli studenti in presenza erano migliori di quelle a nostra disposizione.

    Un corso dove se non si fossero condivisi gli appunti fra studenti il tasso di uscita sarebbe probabilmente molto più basso dell’8%.

    Un corso dove, anche con le lezioni ascoltabili all’infinito, la metà delle materie conviene studiarle da soli se se ne vuole capire qualcosa, almeno come fare un esame. E dove sul forum di corso di Matematica ci sono più link a youmath che alle lezioni.

    Al secondo anno fuoricorso (abbiate pietà, ho sempre lavorato) non è rimasta neanche più la rabbia (oltre ai soldi quasi sprecati), solo la voglia di finire questo scherzo il prima possibile, tanto lo sappiamo, le vostre università non sono telematiche, giusto?

  15. Sarà, io l’università l’ho finita poco prima l’arrivo del Covid ma ho amici che ci vanno ancora e sono tutti d’accordo su quanto la dad fosse figa perché potevano dormire durante le lezioni e copiare durante gli esami ma che la qualità degli insegnamenti fosse scesa, e che anche adesso pure se stai in presenza tra scazzi con la connessione, col computer, con teams, i professori perdono un sacco di tempo ad ogni lezione, tempo che prima della dad era dedicato all’insegnamento.

    Sarà un momento da “che schifo i poveri” ma onestamente secondo me non è giusto che la maggioranza degli studenti, che a lezione ora ci vanno di nuovo di persona, debbano subire una diminuita qualità degli insegnamenti perché una minoranza non può permettersi di pagare l’abbonamento del treno. Piuttosto che lo stato dia agevolazioni in base alle fasce isee magari (cosa che in realtà è già il caso in diverse regioni, dove ho studiato io era piuttosto facile qualificarsi se avevi i giusti requisiti, però so che non ovunque è così)

    Figata, però, la registrazione della lezione, quella è comoda

  16. Sempre stato contento di aver mollato l’università, subito dopo aver iniziato comunicazione digitale alla statale (che era un corso sperimentale) ci hanno detto che le materie erano provvisorie.. E infatti i professori non sapevano nulla dei social, dei cms, delle app, volevano essere innovativi ma non avevano la testa per un corso del genere.

    Questa storia della presenza fa veramente schifo. Se un professore non è capace di insegnare da remoto nel 2021 secondo me non dovrebbe insegnare.

  17. Sì sì perché è facilissimo trovarsi un appartamento a inizio novembre.

    Questa è gente che non conosce i propri studenti e a cui soprattutto non sbatte un cazzo degli stessi.

    Per fortuna non ho di questi problemi e soprattutto non ho un rettore così coglione.

  18. Che stronzata. Capisco gli esami ma non c’è nessun motivo per cui le lezioni non dovrebbero essere diffuse e archiviare online.

  19. ma perchè devono essere così chiusi mentalmente!? è così difficile facilitare l’apprendimento per persone che preferiscono seguire da casa!?

  20. >Le nostre università non sono telematiche

    Mio caro (Magnifico) rettore, come hai il coraggio di dire questa frase e fare pagare 1500€ di extra all’anno per poter seguire da remoto il mio corso? Gli studenti online non esistono tranne quando puoi far pagare extra vero?

  21. Belin, sembra il mio capo. “Gli uffici li paghiamo, quindi tornate tutti in ufficio”. Ok, passerò i tempi morti su reddit invece che su pornhub, come preferisci.

  22. Non è la prima volta che Unimi si dimostra fuori dalla realtà e lo dico da ex studente. Questi fanno tornare i fuorisede ma poi sono i primi a chiudere gli spazi di aggregazione per motivi ignoti.

    È la stessa università dove, me lo ricorderò sempre, fino a qualche anno fa insegnava una prof che ci diceva di non portare il laptop in classe perché voleva vederci in faccia. Il rettore è la punta dell’iceberg di questo sistema antiprogressista.

  23. Fantastico. Sono studente magistrale unimi in informatica e ho pagato la casa a milano fino a luglio perché speravo che magari si sarebbero organizzati e qualche lezione dal vivo sarebbero riusciti ad erogarla. Niente.
    Nonostante ciò esami solo in presenza (ok gli scritti ma gli orali non sono molto problematici) e adesso neanche più la possibilità di seguire le lezioni online.

    Almeno io devo solo dare un esame.

    Poi, preghiamo Chthulu che non sia mai, ma se dovesse esserci un impennata di casi di covid quale pensate sarà la prima università a lasciare tutti a casa (ovvero appartamento di 70 metri diviso in 4 a 550€?)

  24. A mio avviso, per gli esami scritti diventa quasi impossibile sapere se uno che li fa da casa ha il libro aperto di fianco o si sta scambiando le soluzioni in chat, quindi ben venga incentivare la presenza.

    Se poi proprio non si riesce a trovare un compromesso, ci saranno atenei più flessibili in cui chiedere il trasferimento.

    Poi comunque l’università non deve essere intesa come un mero “laureificio” ma come luogo di aggregazione.

  25. >2022
    >
    >le nostre università non sono telematiche

    allora sarebbe il caso lo diventassero, anche considerato che si pagano le tasse universitarie

  26. Anche da frequentante le registrazioni mi sono particolarmente utili nel rivedere passaggi.
    Non ho mai studiato così tanto e facilmente grazie al mezzo, eliminarlo è semplicemente una fesseria.

  27. Come?
    Le lezioni registrate potrebbe aiutare se mantenute e fatte con criterio?
    Cosa?
    Pensate sia meglio levarle del tutto senza una vera e propria motivazione?
    Ah, ok ok.
    Mi ero scordato che siamo in Italia e parlare di progresso e digitalizzazione è un’utopia

  28. In effetti la povera famigliola del centro Italia (comunque esente dagli aiuti per via di un ISEE troppo alto per aver ereditato una casa disabitata, di merda, spaccata, da nonnina concettina) non vede l’ora di sborsare 2000€ al mese per trovare una casa in quella shithole immobiliare di Milano, THAT’S BRILLIANT

  29. Anni dopo la laurea capirete che una gran parte del valore del percorso è venuto dall’interazione umana.

    Chi è in università ora sta avendo una perdita enorme con questa faccenda della didattica a a distanza, prima finisce meglio è, ovvio con una gestione sensata (so che a trovare case ci vuole tempo, che servono gli spazi studio etc)

    Ho fatto metà laurea in presenza e metà da stendente lavoratore, nella parte da studente lavoratore ho passato esami a nastro nella parte in presenza ho imparato un modo di pensare. E dopotutto anche la vita da fuorisede è divertente.

    -3 what? 10 anni fa l’esaltazione di tutti era conoscere nuove persone, avere uno spazio proprio e magari fare un Erasmus mentre adesso è stare a farsi l’università da casa dei genitori?
    C’era l’associazionismo, fiumi di volti nuovi, persone da prendere a modello e persone da NON prendere a modello, l’arte di arrangiarsi etc etc. Questo la DAD 100% lo cancella. Ben venga la lezione registrata, ben venga un modello parzialmente ibrido (3 ore di treno per una lezione da un ora, me ne scampi iddio dal farlo di nuovo) ma pensare che l’università possa diventare remota in toto può pensarlo solo chi non la ha ancora fatta perché non immagina la crescita umana che si perde. Salvo casi particolari l’università si fa di persona non dal divano/scrivania della cameretta. E ve lo dice uno che lavora da remoto e non è un boomer 60enne.

    Capisco al 100% le questioni logistiche soprattutto visto il momento ma pensare che l’università da remoto abbia il valore di quella in presenza è assurdo, detto da uno che le ha fatte entrambe.

  30. Okok raga, uni in presenza e aggregazione, torniamo ad avere contatto umano e baciamoci e abbracciamoci coi professori.

    Tutto molto bello eh, davvero, ma ci abbiamo pensato a un particolare?

    E quelli in sedia a rotelle? O con problemi di mobilità? O immunodepressi? O con qualsiasi patologia o condizione che rende estremamente difficile frequentare in presenza?

    Quelli non hanno diritto allo studio? Io lo chiederei agli studenti in queste condizioni cosa ne pensano della rimozione insensata della didattica a distanza.
    Il magnifico rettore è troppo magnifico per pensare anche ai suoi studenti meno fortunati?

  31. Che vergogna, un popolo di vecchi caproni vogliosi solo di avere più soldi e più fama, ma con nessuna voglia a cercare di investire nel futuro… Vergogna

  32. Secondo me qui c’è un enorme equivoco.
    Esiste il diritto allo studio, ma non esiste il diritto di studiare esattamente dove si vuole. Lo Stato deve garantire a tutti la possibilità di andare all’università, ma non di andare a Milano, a Londra e a Boston. I soldi investiti per i fuorisede andrebbero spesi per migliorare le università del Sud.

  33. Felice di non avere scelto la Statale per il mio percorso di studi! Non mi ha mai ispirato particolarmente, per quanto prestigiosa, mi ha sempre dato l’impressione di gran freddezza

    Peggio per loro, ne risentiranno, forse non oggi, non l’anno prossimo, ma un domani. Trovassero loro le case a Milano ai fuorisede

    A tutti i fuorisede di Milano e di qualsiasi università con la stessa linea di pensiero: tenete duro ragazzi, fatevi forza. Il quadro pamdemico non sappiamo cosa ci porterà quest’inverno, finirà come lo scorso anno? In bocca al lupo, e vi auguro di trovare dicenti ragionevoli, e di trovare il coraggio a far valere i vostri diritti

  34. questo mito americano dell’università da casa è una cagata pazzesca. chiunque abbia insegnato alcunchè per almeno 2 minuti sa benissimo che

    lezione in presenza >>>>>> lezione a distanza

    detto questo franzini è un coglione tale che non sarebbe in grado di organizzare una partita di calcetto, figuriamoci unimi. è uno che nelle mail interne si firma “IL RETTORE” tutto maiuscolo e che ha elaborato piani geniali tipo “mandiamo tutte le facoltà scientifiche a Rho in mezzo alla morte civile così il Poli ci dà un sacco di soldi per i palazzi nuovi che abbiamo costruito coi soldi dell’UE”.

    regole covid che cambiano un giorno sì e l’altro pure. dipendenti che non possono entrare a lavorare perchè rientrano nelle categorie che devono andare in ufficio ma non rientrano nelle categorie che hanno diritto al badge per l’ingresso.

  35. Conosco studenti universitari che “grazie” alla pandemia e allo streaming delle lezioni hanno potuto permettersi l’università senza fare ore ed ore di trasporti pubblici e senza spendere soldi (che non avevano) per fare i fuorisede.

    Però logico, palazzinari delle città universitarie not happy.

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