Le città italiane sono tra le ultime in Europa in quanto a km/abitanti per linee di trasporto su ferro (metropolitane, tram, linee suburbane). L’espansione di queste tipologie di trasporto pubblico sembra una condizione sine qua non per ridurre la dipendenza da auto privata della penisola. Con l’imminente costruzione del Ponte sullo Stretto, tuttavia, il Governo ha di fatto spostato tutti i fondi del ministero delle infrastrutture su quest’ultimo, azzerando la possibilità di ricevere fondi nazionali per il TPL su ferro.
Average Italia Moment, primi solo in evasione
Speriamo che l’inevitabile fallimento del ponte sullo stretto servirà almeno a liberarci di Salvini.
In Sicilia dietro il trasporto su gomma c’è la mafia. Non lo dico io, ma me lo disse un capotreno 10 anni fa.
Il bello è che abbiamo una montagna di aree smistamento enormi abbandonate, ed i progetti sono farle diventare centri commerciali…
Perché il trasporto su rotaia non fa brum brum
“Eh, ma il mio cortileeeeh”
“Eh, ma la zanzara a pois del bosco di Monculiiiih”
“Eh, ma è contro i miei preconcettiiiih”
Dovremmo fare come in Cina, e utilizzare tecniche di costruzione rapida, e obbligare gli organi oppositivi ad accettare il fatto compiuto, invece che dialogare.
Ringraziamo gli Agnelli per questo.
Perché negli anni 50 si decise di puntare sul trasporto di gomma a scapito degli altri
Ho letto l’articolo e pur condividendone alcuni punti, credo che i numeri vadano letti e contestualizzati. è vero che l’italia ha una rete di metropolitane inferiore rispetto a francia e gran bretagna, ma è anche vero che a livello urbanistico, non abbiamo megalopoli come parigi o londra. Roma ha una superficie molto vasta ma ha una densità abitativa molto inferiore a queste ultime. Parigi, area metropolitana: 814 kmq, popolazione 7 M; Roma, area metropolitana: 1285 kmq; popolazione: poco meno di 3 M (meno di 4M contando la provincia di roma che è enorme e comprende aree semi disabitate e paesini); londra, popolazione area metropolitana (greater london): 1569 kmq; popolazione: quasi 9M; madrid, area metropolitana: 5300 kmq; popolazione 6.9 M; comune: 600 kmq; 3.4 M di abitanti. Milano (comune) ha un’estensione molto più ridotta, di soli 180 kmq con una popolazione di 1.4 M (città metropolitana: 1575 kmq; 3.2 M di abitanti); ha una densità abitativa molto superiore a roma e ha tutto sommato una rete di metropolitane adeguata in linea con gli standard delle metropoli citate. Stiamo inoltre parlando, nel caso di regno unito, francia e spagna, di paesi “capitalocentrici”, ovvero paesi le cui capitali hanno un rilievo non solo istituzionale ma anche in termini di importanza economica e di popolazione, a differenza dell’italia, dove anche centri di dimensioni contenute hanno un rilievo economico significativo (policentrismo), quindi probabilmente il paragone andrebbe fatto con paesi più simili a noi sotto questo aspetto (ad es. germania). Un altro aspetto che ha giocato un ruolo sullo sviluppo della rete ferroviaria è la geografia, laddove la presenza degli appennini e la scarsa urbanizzazione delle aree interne ha reso la creazione di una rete ferroviaria “densa” (come nel caso inglese e tedesco) nella penisola inutile. Ulteriore punto che impatta sullo sviluppo della rete ferroviaria è infine la superficie del paese in esame: Spagna e Francia hanno una superficie rispettivamente di 500 e 550k kmq, poco meno del doppio dell’italia (300k kmq).
Sul declino continuo e inarrestabile della rotaia sono già state spese tante parole negli ultimi decenni.
È come se all’improvviso a metà degli anni ’80 tutti fossero ammattiti e avessero stabilito di spazzar via la ferrovia tradizionale, di sostituirla con l’Alta Velocità, e tanti saluti a chi non abita nel centro di Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano, Torino e Venezia.
Vi invito a leggere [una relazione scritta vent’anni fa](https://www.stagniweb.it/riform00.htm) su come il passaggio da FS a Trenitalia abbia comportato il caos, anno dopo anno.
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Le città italiane sono tra le ultime in Europa in quanto a km/abitanti per linee di trasporto su ferro (metropolitane, tram, linee suburbane). L’espansione di queste tipologie di trasporto pubblico sembra una condizione sine qua non per ridurre la dipendenza da auto privata della penisola. Con l’imminente costruzione del Ponte sullo Stretto, tuttavia, il Governo ha di fatto spostato tutti i fondi del ministero delle infrastrutture su quest’ultimo, azzerando la possibilità di ricevere fondi nazionali per il TPL su ferro.
Average Italia Moment, primi solo in evasione
Speriamo che l’inevitabile fallimento del ponte sullo stretto servirà almeno a liberarci di Salvini.
In Sicilia dietro il trasporto su gomma c’è la mafia. Non lo dico io, ma me lo disse un capotreno 10 anni fa.
Il bello è che abbiamo una montagna di aree smistamento enormi abbandonate, ed i progetti sono farle diventare centri commerciali…
Perché il trasporto su rotaia non fa brum brum
“Eh, ma il mio cortileeeeh”
“Eh, ma la zanzara a pois del bosco di Monculiiiih”
“Eh, ma è contro i miei preconcettiiiih”
Dovremmo fare come in Cina, e utilizzare tecniche di costruzione rapida, e obbligare gli organi oppositivi ad accettare il fatto compiuto, invece che dialogare.
Ringraziamo gli Agnelli per questo.
Perché negli anni 50 si decise di puntare sul trasporto di gomma a scapito degli altri
Ho letto l’articolo e pur condividendone alcuni punti, credo che i numeri vadano letti e contestualizzati. è vero che l’italia ha una rete di metropolitane inferiore rispetto a francia e gran bretagna, ma è anche vero che a livello urbanistico, non abbiamo megalopoli come parigi o londra. Roma ha una superficie molto vasta ma ha una densità abitativa molto inferiore a queste ultime. Parigi, area metropolitana: 814 kmq, popolazione 7 M; Roma, area metropolitana: 1285 kmq; popolazione: poco meno di 3 M (meno di 4M contando la provincia di roma che è enorme e comprende aree semi disabitate e paesini); londra, popolazione area metropolitana (greater london): 1569 kmq; popolazione: quasi 9M; madrid, area metropolitana: 5300 kmq; popolazione 6.9 M; comune: 600 kmq; 3.4 M di abitanti. Milano (comune) ha un’estensione molto più ridotta, di soli 180 kmq con una popolazione di 1.4 M (città metropolitana: 1575 kmq; 3.2 M di abitanti); ha una densità abitativa molto superiore a roma e ha tutto sommato una rete di metropolitane adeguata in linea con gli standard delle metropoli citate. Stiamo inoltre parlando, nel caso di regno unito, francia e spagna, di paesi “capitalocentrici”, ovvero paesi le cui capitali hanno un rilievo non solo istituzionale ma anche in termini di importanza economica e di popolazione, a differenza dell’italia, dove anche centri di dimensioni contenute hanno un rilievo economico significativo (policentrismo), quindi probabilmente il paragone andrebbe fatto con paesi più simili a noi sotto questo aspetto (ad es. germania). Un altro aspetto che ha giocato un ruolo sullo sviluppo della rete ferroviaria è la geografia, laddove la presenza degli appennini e la scarsa urbanizzazione delle aree interne ha reso la creazione di una rete ferroviaria “densa” (come nel caso inglese e tedesco) nella penisola inutile. Ulteriore punto che impatta sullo sviluppo della rete ferroviaria è infine la superficie del paese in esame: Spagna e Francia hanno una superficie rispettivamente di 500 e 550k kmq, poco meno del doppio dell’italia (300k kmq).
Sul declino continuo e inarrestabile della rotaia sono già state spese tante parole negli ultimi decenni.
È come se all’improvviso a metà degli anni ’80 tutti fossero ammattiti e avessero stabilito di spazzar via la ferrovia tradizionale, di sostituirla con l’Alta Velocità, e tanti saluti a chi non abita nel centro di Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano, Torino e Venezia.
Vi invito a leggere [una relazione scritta vent’anni fa](https://www.stagniweb.it/riform00.htm) su come il passaggio da FS a Trenitalia abbia comportato il caos, anno dopo anno.