Oltre alle battute e ai meme, la sicurezza per strada è una questione che riguarda tutti e tutte. Credere di poter fare della sicurezza un “lusso”, un optional per il privato che se lo può permettere, è semplicemente voler chiudere gli occhi sulla generalità del problema. Da cosa deriva questo senso di insicurezza per le strade? Cosa possiamo fare perché tutti possano sentirsi al sicuro? Sono domande, queste, che meritano riflessioni e risposte collettive. La sicurezza per strada non può essere appannaggio di pochi ma deve essere un diritto di tutti/e garantito non da un’istituzione privata come la Bocconi ma dalla politica e dalle istituzioni.
Insomma alla Bocconi multiculturalismo quando fa comodo, quando inizia a non essere più comodo vengono accompagnati a casa per mano.
Da questa storia abbiamo un’altra conferma che la situazione sicurezza non va bene nè a livello nazionale nè locale.
In definitiva, a Milano negli ultimi anni, hanno gentrificato i quartieri tra ricchi (anche solo di famiglia, lo stipendio conta sempre meno) e poveri. Adesso la tendenza è quella di stratificare i servizi base? Bah, prossimo passo sanità?
Continuerò a sostenerlo: Milano si dà una falsa immagine di città avanzata, sicura, cosmopolita e proiettata nel futuro, quando in realtà è tantissima patina per pochissime persone fortunate. E la sicurezza nelle strade di quartieri relativamente centrali ne è la conferma.
Da non bocconiano sono passato da parco Ravizza più volte dopo la mezzanotte, anche di recente, e non c’è letteralmente nessuno, ogni tanto dei barboni sulle panchine. Sarà che sono vestito anche io come un barbone.
Le cronache locali riportano di vittime in quella zona accerchiate, picchiate e derubate da più persone contemporaneamente. Cosa può fare quel signore in età avanzata per fermarli?
Ma non era meglio fargli guidare un furgoncino? Sono preoccupato per lui.
Ma che è sta cagata!?
Quindi invece di fare pressione sulla giunta del comune per mettere in sicurezza il parco per tutti, bocconiani e non, la Bocconi si affida a un povero Cristo che deve fare avanti e indietro tra l’università e il punto d’incontro ogni mezz’ora per andare a prendere per mano degli studenti. Immagino poi che non sarà armato, quindi che cosa può concretamente fare in caso di tentata rapina o attacco?
Altro che Milano città europea, Milano città statunitense.
Stereotipo di città gentrificata.
A me è venuto da pensare che ho abitato per anni in uno studentato dell’ente regionale per il diritto allo studio del Lazio, praticamente quasi a Trigoria. A parte i pochi mezzi, una volta scesi dal bus bisognava fare una strada vicino alla pontina completamente buia. All’inizio non c’era nemmeno la fermata del bus e abbiamo dovuto protestare per averla. Diversi maniaci giravano intorno allo studentato, la fermata del bus è al buio sulla pontina, per tornare a casa la sera bisognava prendere diversi notturni, etc. etc… Non so come sia questo parco a Milano o se effettivamente sia pericoloso, ma alla fine se sei un povero cristo senza soldi la sicurezza te la sogni
Ma come la società multiculturale non è la nostra forza? Chiedilo ad Ibrahim che ti segue mentre attraversi il parco a mezzanotte in punto. 🙂
Io ho casa nei pressi delle residenze bocconi Spadolini e Dubini….torno sempre a casa a piedi anche la sera tardi, è un quartiere relativamente tranquillo e sicuro. Tralasciando i palazzi nuovi (e costosi) si tratta di un quartiere ex popolare dove hanno comprato tante persone che ora hanno tra i 30 e 40 anni perché le case costavano poco.
Ogni tanto capita che ci sia gente un po’ losca vicino all’Esselunga (o più verso periferia dove c’è il Lidl). Ma comunque si tratta di stare attente ai propri dintorni, se ci si sente insicure, cambiare corsia e camminare nelle vie principali anche al costo di allungare e in generale minimizzare il più possibile il rischio.
Io preferisco farmi stuprare piuttosto che dover sopportare interminabili minuti di imbarazzato small talking con l’accompagnatore
Laughs in ‘vicoli di Genova ‘
Dato che si sta discutendo di sicurezza e Università, anziché parlare della Bocconi che almeno fa qualcosa per far sentire al sicuro i propri studenti (anche al di fuori delle mura accademiche), parlerei della sede della Statale in Città Studi, nella quale uno studente che studia da solo nelle aule preposte deve portarsi dietro le proprie cose anche solo per andare in bagno per evitare i furti, che avvengono anche all’interno dei laboratori della stessa università, e parlo per esperienza -non diretta, per fortuna-: quando facevo il tirocinio due anni fa nella sede di chimica la relatrice imponeva a noi tesisti di chiudere la porta del nostro stanzino a doppia mandata proprio per evitare i furti; ignoti hanno rovistato tra le robe di alcune tesiste (senza rubare nulla di prezioso) che si erano allontanate per dieci minuti per la pausa caffè; sempre nella sede di chimica sono arrivati addirittura a rubare un laptop che un tesista aveva lasciato in laboratorio. Questo per dire che quell’università è completamente incustodita, e trattandosi della sede di chimica, chiunque può entrare e rubare reagenti e solventi tossici, pericolosi e infiammabili.
Sono nato e cresciuta a milano negli anni ’70 e ’80 quindi fate voi i vostri commenti.
A me fa tremendamente ridere l’espressione “accompagnatore di cortesia”.
Fuori contesto potrebbe tranquillamente indicare un uomo il cui lavoro è accompagnare gentili signore di mezz’età in carriera a eventi mondani e non.
Fanno bene a sentirsi poco sicuri.
È piuttosto normale, diffusa e ben giustificata la voglia di croccare di mazzate i bocconiani.
Ottima iniziativa, non sarebbe male se le università sotto questo rischio si munissero di security 24/7.
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Oltre alle battute e ai meme, la sicurezza per strada è una questione che riguarda tutti e tutte. Credere di poter fare della sicurezza un “lusso”, un optional per il privato che se lo può permettere, è semplicemente voler chiudere gli occhi sulla generalità del problema. Da cosa deriva questo senso di insicurezza per le strade? Cosa possiamo fare perché tutti possano sentirsi al sicuro? Sono domande, queste, che meritano riflessioni e risposte collettive. La sicurezza per strada non può essere appannaggio di pochi ma deve essere un diritto di tutti/e garantito non da un’istituzione privata come la Bocconi ma dalla politica e dalle istituzioni.
Insomma alla Bocconi multiculturalismo quando fa comodo, quando inizia a non essere più comodo vengono accompagnati a casa per mano.
Da questa storia abbiamo un’altra conferma che la situazione sicurezza non va bene nè a livello nazionale nè locale.
In definitiva, a Milano negli ultimi anni, hanno gentrificato i quartieri tra ricchi (anche solo di famiglia, lo stipendio conta sempre meno) e poveri. Adesso la tendenza è quella di stratificare i servizi base? Bah, prossimo passo sanità?
Continuerò a sostenerlo: Milano si dà una falsa immagine di città avanzata, sicura, cosmopolita e proiettata nel futuro, quando in realtà è tantissima patina per pochissime persone fortunate. E la sicurezza nelle strade di quartieri relativamente centrali ne è la conferma.
Da non bocconiano sono passato da parco Ravizza più volte dopo la mezzanotte, anche di recente, e non c’è letteralmente nessuno, ogni tanto dei barboni sulle panchine. Sarà che sono vestito anche io come un barbone.
Le cronache locali riportano di vittime in quella zona accerchiate, picchiate e derubate da più persone contemporaneamente. Cosa può fare quel signore in età avanzata per fermarli?
Ma non era meglio fargli guidare un furgoncino? Sono preoccupato per lui.
Ma che è sta cagata!?
Quindi invece di fare pressione sulla giunta del comune per mettere in sicurezza il parco per tutti, bocconiani e non, la Bocconi si affida a un povero Cristo che deve fare avanti e indietro tra l’università e il punto d’incontro ogni mezz’ora per andare a prendere per mano degli studenti. Immagino poi che non sarà armato, quindi che cosa può concretamente fare in caso di tentata rapina o attacco?
Altro che Milano città europea, Milano città statunitense.
Stereotipo di città gentrificata.
A me è venuto da pensare che ho abitato per anni in uno studentato dell’ente regionale per il diritto allo studio del Lazio, praticamente quasi a Trigoria. A parte i pochi mezzi, una volta scesi dal bus bisognava fare una strada vicino alla pontina completamente buia. All’inizio non c’era nemmeno la fermata del bus e abbiamo dovuto protestare per averla. Diversi maniaci giravano intorno allo studentato, la fermata del bus è al buio sulla pontina, per tornare a casa la sera bisognava prendere diversi notturni, etc. etc… Non so come sia questo parco a Milano o se effettivamente sia pericoloso, ma alla fine se sei un povero cristo senza soldi la sicurezza te la sogni
Ma come la società multiculturale non è la nostra forza? Chiedilo ad Ibrahim che ti segue mentre attraversi il parco a mezzanotte in punto. 🙂
Io ho casa nei pressi delle residenze bocconi Spadolini e Dubini….torno sempre a casa a piedi anche la sera tardi, è un quartiere relativamente tranquillo e sicuro. Tralasciando i palazzi nuovi (e costosi) si tratta di un quartiere ex popolare dove hanno comprato tante persone che ora hanno tra i 30 e 40 anni perché le case costavano poco.
Ogni tanto capita che ci sia gente un po’ losca vicino all’Esselunga (o più verso periferia dove c’è il Lidl). Ma comunque si tratta di stare attente ai propri dintorni, se ci si sente insicure, cambiare corsia e camminare nelle vie principali anche al costo di allungare e in generale minimizzare il più possibile il rischio.
Io preferisco farmi stuprare piuttosto che dover sopportare interminabili minuti di imbarazzato small talking con l’accompagnatore
Laughs in ‘vicoli di Genova ‘
Dato che si sta discutendo di sicurezza e Università, anziché parlare della Bocconi che almeno fa qualcosa per far sentire al sicuro i propri studenti (anche al di fuori delle mura accademiche), parlerei della sede della Statale in Città Studi, nella quale uno studente che studia da solo nelle aule preposte deve portarsi dietro le proprie cose anche solo per andare in bagno per evitare i furti, che avvengono anche all’interno dei laboratori della stessa università, e parlo per esperienza -non diretta, per fortuna-: quando facevo il tirocinio due anni fa nella sede di chimica la relatrice imponeva a noi tesisti di chiudere la porta del nostro stanzino a doppia mandata proprio per evitare i furti; ignoti hanno rovistato tra le robe di alcune tesiste (senza rubare nulla di prezioso) che si erano allontanate per dieci minuti per la pausa caffè; sempre nella sede di chimica sono arrivati addirittura a rubare un laptop che un tesista aveva lasciato in laboratorio. Questo per dire che quell’università è completamente incustodita, e trattandosi della sede di chimica, chiunque può entrare e rubare reagenti e solventi tossici, pericolosi e infiammabili.
Sono nato e cresciuta a milano negli anni ’70 e ’80 quindi fate voi i vostri commenti.
A me fa tremendamente ridere l’espressione “accompagnatore di cortesia”.
Fuori contesto potrebbe tranquillamente indicare un uomo il cui lavoro è accompagnare gentili signore di mezz’età in carriera a eventi mondani e non.
Fanno bene a sentirsi poco sicuri.
È piuttosto normale, diffusa e ben giustificata la voglia di croccare di mazzate i bocconiani.
Ottima iniziativa, non sarebbe male se le università sotto questo rischio si munissero di security 24/7.