I clochard sono tornati (di nuovo) nei tunnel in Centrale a Milano

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  1. >Tende, materassi, coperte. Di nuovo. Nei tunnel dietro la stazione centrale, teatro un mese fa di quello che era stato a tutti gli effetti uno sgombero, sono tornati i clochard. Da qualche giorno, infatti, i sottopassi sono diventati, un’altra volta, la “casa” di chi non ha un tetto e lì trova rifugio per le notti gelide.
    > “A un mese dal tanto discusso e tardivo sgombero dei tunnel della stazione centrale oggi si può solo constatare come non solo la problematica perpetui, ma sia nettamente peggiorata”, il j’accuse del consigliere comunale Samuele Piscina, che più volte già in passato aveva chiesto di sgomberare la zona.

    Sembra che per i senzatetto sia stato garantito un posto dove dormire, da quello che dicono.

    Per me i casi sono:

    – I posti per tutti non ci sono mai stati
    – I posti c’erano, ma sono arrivati senzatetto nuovi, e adesso non ci sono per tutti
    – I posti c’erano e ci sono, ma c’è poca sicurezza
    – I posti c’erano e ci sono, ma i senzatetto preferiscono stare al freddo per altri motivi (?)

  2. Passato ieri sera in macchina, la situazione è letteralmente agghiacciante. Sembrava di stare nel lato peggiore dell’America

  3. La questione del “perché i senzatetto non vanno nei rifugi” torna spesso, anche perché non ha un risposta lineare e soddisfacente.

    Da una parte i rifugi spesso hanno dei problemi obiettivi, a partire da convivenza e sicurezza: per strada vai dove vuoi tu e stai con chi vuoi tu, nei rifugi becchi chi becchi e devi passarci la notte a poca distanza e con poche barriere (spesso proprio nessuna).

    Dall’altra i problemi ce li hanno molti clochard: problemi di socialità, cioé non saper (più) condividere spazi chiusi; problemi di dipendenze (i rifugi in genere non permettono di portare alcol e tantomeno droghe); problemi di animali al seguito (molti rifugi non li ammettono); problemi pure di diffidenza e rifiuto degli aiuti, sia per difficoltà relazionali sia per cattive esperienze in passato (soprattutto nell’interagire con la polizia e i servizi sanitari).

    La questione non è banale e infatti fanno molta fatica a gestirla anche le organizzazioni con più mezzi e che sicuramente non difettano di volontà di aiutare, tipo Caritas.

  4. Sono ovunque in città, aumentati a dismisura, tantissimi a Porta Nuova, al centro città. E vi giuro che sporcano di escrementi ovunque. Una vergogna anche per chi deve pulire e non lo fa.

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