
tl;dr : non è cambiato molto, ci sono sempre le stesse soglie (3% e 60%) ma i piani di rientro sono un po’ più flessibili (4 anni che diventano 7 in cambio di riforme e investimenti)
Il nuovo Patto di stabilità prevede che i Paesi Ue con un debito pubblico superiore al 60% del Pil dovranno presentare dei piani di riduzione in 4 anni che possono essere estesi a 7 in cambio di riforme e investimenti. I piani saranno nazionali. Il parametro di riferimento sarà la spesa primaria netta (la spesa pubblica esclusa la spesa per interessi, la spesa ciclica per la disoccupazione, le spese finanziate da sovvenzioni Ue). Per gli Stati Ue con un disavanzo superiore al 3% del Pil o un debito pubblico superiore al 60% del Pil, la Commissione pubblicherà una «traiettoria di riferimento» specifica per Paese, che fornirà gli obiettivi di aggiustamento dei conti pubblici a medio termine per preparare i piani e garantire che il debito sia collocato su un percorso plausibilmente discendente o rimanga a livelli prudenti. Le «traiettorie di riferimento» arriveranno ai singoli Paesi entro il 21 giugno per consentire loro di trasmettere a Bruxelles entro il 20 settembre i piani pluriennali di spesa.
Sono inoltre previste salvaguardie quantitative — volute dalla Germania — su debito e deficit: riduzione del debito dell’1% annuo se supera il 90% del Pil; deficit all’1,5% nei periodi di crescita. I Paesi indebitati tuttavia hanno una certa flessibilità per gli anni 2025, 2026 e 2027 legata ai maggiori interessi sul debito e agli investimenti in green, digitale e difesa: la Commissione, per non compromettere gli effetti positivi del Pnrr, ne terrà conto nelle procedure per deficit eccessivo quando definirà il parametro di riduzione annua. Inoltre nella spesa primaria netta non sarà considerato il cofinanziamento nazionale di progetti finanziati con fondi di coesione e non è previsto alcun tetto per lo scorporo. La riforma del Patto di stabilità passerà ora al Consiglio Agricoltura di lunedì 29 aprile per il via libera definitivo.
by giuliomagnifico
4 comments
Tutti i partiti Europei agli “antipodi” politici lo contestano, sia le “estreme sinistre” che le “estreme destre”, forse non è così malvagio. Però, siccome non ne capisco nulla, aspetto domani di sentire l’opinione di economisti/professori/opinionisti per farmi un’idea precisa.
Questa è la bomba ad orologeria nelle mani del governo Meloni, i governi Conte II, Draghi e Meloni hanno potuto ignorare i vincoli di bilancio a causa della crisi pandemica, dalla legge di bilancio del 2025 non sarà più così e i nodi verranno al pettine, non sorprendetevi se il governo salta a Settembre 2025 perché iniziano a capire che dovranno fare dei grossi tagli alla spesa con i pagamenti del superbonus che gli fiateranno sul collo.
Questo ammesso che il governo non cada prima ovviamente, siamo in Italia in fondo.
la nave da crociera si è appena trasformata nel titanic II
Dato che si parla di “Paesi con debito pubblico superiore al 60% del Pil” e di questo passo noi rischiamo di arrivare al triplo di tale valore.. si vince qualcosa?