
Premessa: Vivo a Barcellona da 8 anni e lavoro per un’azienda in cui c’è un gruppo di madrelingua per ogni mercato per cui lavoriamo. C’è il gruppo per la Spagna, per L’italia, la Francia, la Grecia etc
*Storia 1*: nel gruppo Spagna molti sono Sudamericani (22 su 30) e di questi 22 tutti, ma veramente tutti, sono cittadini italiani con passaporto italiano ereditato da parente X. Nessuno di loro parla italiano nè è interessato ad impararlo perchè tanto non vuole venire in Italia. (E mi hanno raccontato che il 90% degli emigranti in Spagna dal sudamerica hanno il passaporto italiano ).
*Storia 2:* abbiamo vari uffici in Europa per esempio Norimberga, Maastricht ed Edinburgo. In ogni ufficio come nel mio ci sono gruppi madrelingua, e nei loro “gruppo mercato Spagna” c’è una certa percentuale di sudamericani … tutti registrati ufficialmente come “italiani” perchè usano i documenti italiani per vivere legalmente senza bisogno del visto.
*Storia 3:* un collega di Parigi mi ha raccontato che poco tempo fa è dovuto andare al consolato per dei documenti, in coda c’erano diversi sudamericani accompagnati da amici/interpreti perché giustamente al consolato in Francia non puoi pretendere che sappiano lo spagnolo.
Alla luce di questi eventi, **mi pongo due domande:**
**-** ogni volta che si dice che “**gli italiani sono la comunità più numerosa di** – città estera random- ” queste statistiche parlano di “chiunque con un documento italiano” ? Quanti di questi “italiani” sono in realtà di un altro Paese?
**-** perchè si discute tanto se lo **Ius Soli** sia giusto o no, quando stiamo già dando il passaporto italiano a gente che lo vuole solo per entrare in Europa con facilità, senza nessun interesse a venire in Italia e nemmeno a imparare la lingua?
– **LEGGIMI** – CHE SI CHIARO questo post non vuole essere razzista, non è una discussione se sia giusto o sbagliato che chi viene da un paese con economia svantaggiata possa avere il diritto di approfittare per costruirsi un futuro migliore altrove, la mia discussione vuole centrarsi unicamente sulle due domande poste.
link esplicativi:
[La popolazione di Amsterdam, Italiani 3a comunità UE](https://www.31mag.nl/la-popolazione-di-amsterdam-un-mappamondo-177-nazionalita-olandesi-il-45-italiani-terza-comunita-ue/)
[gli italiani sono la seconda comunità europea più rappresentata nell’area di Parigi](http://www.psicologiitalianiaparigi.com/2020/11/04/quanti-italiani-vivono-a-parigi/)
[Gran Bretagna, una “Little Italy” di 700 mila persone](https://www.repubblica.it/londra/2019/02/18/news/una_little_italy_di_700_mila_persone-219455553/)
[Secondo l’Istat gli italiani all’estero sono più degli stranieri residenti in Italia](https://www.tpi.it/news/italiani-emigrati-parigi-20180926174445/)
44 comments
considera anche che calcolando gli “italiani italiani” all’estero, ad esempio quando ero in uk su un gruppo di 12 italiani circa uno solo era iscritto all’aire – solo un aneddoto ma penso rispecchi una realtà, cioè che un sacco di gente gli sbatte iscriversi all’aire o nemmeno lo sanno.
comunque si, il fatto che si regalino passaporti italiani a gente con il bisbisnonno italiano che non hanno mai messo piede in italia o parlino italiano è ridicolo.
Sta cosa della cittadinanza per sangue di parenti ormai decomposti mentre figli di stranieri da 20 anni in Italia fanno fatica ad avere è veramente cringe non c’è altro da dire.
Ti confermo che anche qui ad Alicante moltissimi “italiani” sono in realtà sudamericani con qualche parente italiano. Questo però presumo essere un fenomeno limitato alla Spagna. In Cina e in Uk dove ho vissuto in precedenza, gli italiani erano davvero tutti italiani.
hai mai avuto a che fare con il consolato italiano a barcellona? è un aneddoto, ma nella sala di attesa tra chi deve fare i documenti, raramente si sente parlare italiano 🙂
a proposito di aneddoti: via mail un tizio mi aveva scritto di essere italiano, quando è arrivato e gli ho parlato in italiano non ha capito una mazza. in verità è argentino, con passaporto italiano 😉
Per iniziare: quelle statistiche sono reali. E si’, quelle persone vengono ovviamente contate quando si stimano gli italiani in una nazione.
> – perchè si discute tanto se lo Ius Soli sia giusto o no, quando stiamo già dando il passaporto italiano a gente che lo vuole solo per entrare in Europa con facilità, senza nessun interesse a venire in Italia e nemmeno a imparare la lingua?
Parlo da persona sposata con cittadino extra-UE che sta cercando di prendere il passaporto tramite matrimonio (e ce l’ha quasi fatta in realta’). Non ha mai vissuto in italia ne pianifichiamo di viverci in futuro, ma il passaporto UE facilita un sacco di viaggi e altro.
Fondamentalmente, quello sullo ius soli e’ una conversazione buffonata, perche’ come dici tu la legge Italiana e’ gia’ una delle PIU’ GENEROSE AL MONDO in fatto di cittadinanza SE non si parla di gente che effettivamente vive in Italia, gli esempi sono:
– La facilita’ con cui da sempre le persone all’estero potessero prendere la cittadinanza se mostrano un certificato di un parente
– La facilita’ con cui una persona sposata con un italiano puo’ prenderla anche con entrambi residenti all’estero: pensa che bastano 3 anni di matrimonio vs i 5? di residenza per chi VIVE E LAVORA IN ITALIA, e il tempo si dimezza a 18 mesi se si ha un bambino.
– Il fatto che la cittadinanza non vada mai dormiente anche vivendo all’estero 20anni, dando sempre ad esempio il diritto di votare per un paese in cui non si vive da 10+ anni (come me). Che io sappia per ad esempio spagnoli e britannici questa cosa non esiste.
2, e credo anche 1?, ora sono piu’ difficili perche’ nel 2019 hanno introdotto l’obbligo di un test di lingua (non standardizzato) per presentare domanda. Detto questo, per tantissimo tempo e’ stato molto piu’ facile prendere la cittadinanza da non-residente via 1 e 2 che da immigrato regolarmente residente, e onestamente considerando i termini in tempo di tempo e il fatto che gli esami alla fine “si passano”, secondo me ancora lo e’.
Detto questo, prendere la cittadinanza italiana e’ poi sempre DURISSIMO in quanto ci sono ostacoli burocratici contiui: uffici che non riconoscono documenti dei tuoi parenti per nessun motivo, altri uffici che non te li rilasciano, i tempi di tutti vari step ad esempio dopo aver presentato la domanda che non sono garantiti con dei massimi (soprattutto dopo il decreto del governo Salvini sulla cosa) e quindi gente aspetta facile 7 anni, e altre cose. Per esempio, mia moglie e’ tecnicamente cittadina, deve solo prendere appuntamento al consolato per fare il passaporto, ma il consolato non emette questi particolari appuntamenti da QUASI QUATTRO MESI.
Perche’ e’ cosi? Io credo che sia perche’:
– Da un lato, a me hanno sempre detto che siccome molti immigrati all’estero erano fascisti in fuga, molti governi di destra – e l’Italia e’ un paese di destra – hanno spinto per mantenergli la possibilita’ di votare e/o per renderla piu’ facile (vedi legge Tremaglia), soprattutto in Sud America. Non ho idea di quanto possa essere vero
– Dall’altro, internamente si vuole mettere i bastoni tra le ruote ad avere gente che viva e lavora in Italia perche’ fa comodo ai politici di destra – e l’ho gia’ detto che l’Italia e’ un paese di destra? La platea di persone che e’ felice di queste cose generalmente se ne frega di andare a vedere come funziona per gli italiani/wannabe italiani all’estero, e quindi vive felice nella proprio bolla “la cittadinanza noi non la regaliamo!!1!1!”
Credo siano state cambiate recentemente i requisiti per prendere la cittadinanza in quel modo, tra cui essere effettivamente residente in Italia al momento della richiesta/per un certo periodo di tempo ed esame di lingua italiana (ricordate il caso Suarez?)
Concordo sul discorso Aire, in tanti non si registrano mai specie per non perdere l’iscrizione al SSN.
> perchè si discute tanto se lo Ius Soli sia giusto o no, quando stiamo già dando il passaporto italiano a gente che lo vuole solo per entrare in Europa con facilità, **senza nessun interesse a venire in Italia** e nemmeno a imparare la lingua?
Almeno su questo mi sa che ti sei risposto da solo, l’argentino che rivendica la cittadinanza per andare a Parigi l’Italia non la vede manco dall’aereo e quindi ai fini pratici del cittadino medio italiano è come se non esistesse, l’immigrato invece qui ci viene fisicamente e quindi il timore è che lo ius soli incoraggi gente a venire, partorire, “costare allo Stato” e poi eventualmente andarsene in Europa. A questo sicuramente si aggiungono le differenze date dallo status economico di partenza e, innegabilmente, anche dalla quantità di melanina (“Mario Gonzalez” e “Ngoy Kasongo” probabilmente hanno vissuti molto diversi).
Edit: sto spiegando la logica dietro sto ragionamento, non downvotatemi perché pensate che la condivida.
Se le statistiche si basano sulle iscrizioni all’AIRE e non credo facciano altrimenti, direi che forse il dato è anche sottostimato. I sudamericani con il passaporto italiano non penso siano iscritti all’AIRE e comunque per ovvi motivi ce ne saranno tanti in Spagna, ma in altri paesi come Germania e UK dubito.
io mi ricordo di aver conosciuto in Irlanda un gruppetto di brasiliani, alla mia domanda se fossero mai stati in Italia mi fanno “sì, solo una volta, per ritirare il passaporto” .-. Sta cosa mi fa molto incazzare se penso a miei amici figli di immigrati che hanno fatto la scuola qui in Italia e magari parlano pure il dialetto ma devono periodicamente rinnovare il permesso di soggiorno perché privi di cittadinanza.
r/ItalianExpatArentReal
Non è razzismo però è sbagliato che una persona abbia la cittadinanza italiana senza nemmeno sapere l’italiano.
Mi sta bene che una persona erediti la cittadinanza però entro i 18 anni devi risiedere almeno un anno in Italia e passare un esame di italiano simile a quello che si fa agli stranieri per concedere la cittadinanza.
Si, lo fanno. Il passaporto italiano è fooooorteee e permette di lavorare nella ue senza pugnette.
Fosse per me, lo ius sanguinos lo limiterei ai nonni.
E dei fuorisede che si trasferiscono al nord e tengono la residenza al sud anche per 10 anni? E poi si lamentano se hanno problemi con burocrazia e sanità nella regione in cui vivono realmente. O quando si mettono a frignare perché lo sconto sui treni per tornare al paesello a votare è troppo basso
Ad Amsterdam non ho quasi avuto bisogno dell’inglese. Al secondo giorno partivo di italiano che tanto la maggior parte delle volte ci azzeccavo
Vivo in Cile da anni, praticamente ogni settimana incontro qualcuno con cui la conversazione va praticamente cosí:
– Anche io sono italiano!!
– Ah, parli italiano?
– No.
– Di dove sei?
– Non so, mio nonno/prozio/trisavolo arrivó anni fa (a volte conoscono un nome di regione o di paesino a caso ma nulla di più).
– Sei mai stato in Italia?
– No.
Ammetto che ho cominciato a essere un po’ acido chiedendo “allora perché dici che sei italiano? solo per il passaporto?”. Non é nemmeno solo il fatto che prendano il passaporto senza sapere nulla del paese che mi da fastidio (a carte inverse credo che potrei fare lo stesso) ma che poi lo usino come elemento identitario per sentirsi europei e differenziarsi dagli altri cileni in una sorta di classismo postcoloniale, senza nemmeno prendersi la briga di imparare 4 parole in croce… quello si mi fa girare le balle.
In Cile un grupoo rock storico (Los Prisoneros) scrisse pure una canzone sui filoeuropei che non si sentono cileni: [Porqué no se van](https://open.spotify.com/track/0FRpkVdaghjib91eaXOA97?si=R4R-6zQ_SyWT6TFeDX-ceQ&utm_source=copy-link), letteralmente “perché non ve ne andate” 😂.
Se ti fai un giro per le attività italiane che accedono a workaways ed altre simili piattaforme di “volontariato” è pieno di Sudamericani (soprattuto Argentini e Brasiliani) che stanno in italia ad aspettare che la pratica per ottenere la cittadinanza venga conclusa.
Potrebbero anche farlo dal loro paese, ma mi hanno spiegato che i vari consolati/ambasciate ci possono mettere anche decenni, mentre se vieni qui e fai la pratica attraverso il comune del tuo avo (si, si fa dall’anagrafe del comune!) di solito te la dovresti cavare con un anno -18 mesi, a seconda di come sono svelti dal comune e da quanto lavoro hanno – e di solito i loro avi vengono da paeselli del nord italia, quindi sono abbastanza svelti!
Questo fa la differenza, in soldoni, tra i sudamericani che possono permettersi di stare un anno qui (anche se, come detto, molti usano workaways etc comunque costa rimanere qua) e quelli che non possono.
Ovviamente la maggior parte di loro non rimarrà poi in italia, ma almeno si imparano un po’ di lingua.
Personalmente io sono a favore dell’abolizione dello ius sanguini in favore dello ius soli, magari mantenendo la possibilità ai discendenti degli emigrati di ottenere il permesso di soggiorno per stare in italia senza particolari problemi.
Ma sticazzi se José Arcadio ha il passaporto perché il trisavolo veniva da Corleone, alla fine cosa cambia per gli italiani? Saranno mica questi i problemi. Lo ius soli è una questione separata.
Il problema vero è che gli italiani emigrano in massa perché il bel paese va a puttane, questa sì è una roba che richiede bestemmie.
Ho viaggiato abbastanza e dovunque vado sento parlare italiano più della lingua locale (Parigi, Berlino, Amsterdam, Bruxelles giusto per citarne alcune).
Dove vivo attualmente fai prima a parlare italiano se incontri qualcuno per strada che statisticamente ci azzecchi
Ciao amici. Io sono nato in Brasile da famiglia italiana, ho imparato l’italiano a casa (lo parlo bene però spesso faccio degli errori, non è madrelingua mia). Mi sento connesso con l’Italia, ho vissuto in Italia per un anno e sono partito solo perché la mia moglie (e l’amore della mia vita) è polacca, pertanto adesso vivo qua.
Capisco che vi dà fastidio quando un sudamericano prenda il passaporto e si chiami italiano quando nemmeno parla la lingua e non ha visto l’Italia mica dall’aereo, però, queste persone non sono la regola e ci sono quegli che vogliono entrare e restare in contatto con la lingua e cultura italiana.
Io per esempio, ho la cittadinanza italiana, però non mi sento così italiano di potere chiamarmi “italiano” quando qualcuno mi chiede, però sono felice di potere leggere e “parlare” in italiano tutti i giorni con voi qui in r/Italy, e sono felice di aver potuto vivere in Italia e conoscere meglio com’è diversa la vita qua.
Io sono brasiliano e ho la cittadinanza italiana. Lavoro all’estero (Belgio) e non parlo bene l’italiano. Per queste caratteristiche sono uno dei “italiani” da qui parli. Parlo adesso in inglese perché no ho fiducia nel mio italiano ancora per parlare tutto quello che voglio di maniera precisa.
While I do fit all your boxes as a fake italian that you describe, I think there needs to be caution to not apply harmful stereotypes to a big portion of the community. Specially because there’s always a complicated context to analyse. I’ll give my story as an example:
– My grandmother said her mother always regretted leaving Italy and wanted to go back, but they were poor rural workers who couldn’t afford tickets nor had the instruction needed to walk through the bureaucratic process of obtaining citizenship to her children who were born in Brazil.
– I don’t speak Italian because my grandparents were forbidden to learn it in Brazil due to the tensions during WWII. So they never learned and were unable to pass it thought to further generations. As soon as my family started rising through poverty, the first thing they did was create an Italian Community in the small rural city they lived at, where they started reviving Italian traditions and self-learning the language (great grandparents were long dead and they were still poor that couldn’t afford a private teacher). This community has today over 80 members.
– As my mother was the first in generation her family to get proper education, as soon as she had a more stable life she started navigating the Italian citizenship process for my grandma and me/my siblings. Nonna died before the process was finished, but we got the citizenship.
– I lived in Italy for 6 months. I don’t want to go back to Brazil and I fully intend to go back to Italy at some point. But the reality is that even native speakers of Italian have trouble finding jobs in Italy, so I couldn’t afford to stay either. My plan is to gather experience and study Italian while living abroad, so I can get a good opportunity to move back to Italy.
All of that being said, I recognize that my case is not the norm and the majority south americans in Europe with citizenship are Italians on paper only. It is a problem and the jus sanguini law should be revamped so that in my opinion if you’re not the son of an Italian-born citizen you need to prove that you have some degree of cultural connections to Italy before getting the passport (speaking the language, owning land in italy, living in Italy for X period…).
But I also don’t want to be seen through the lens of a harmful stereotype because of circumstances beyond my control. I consider myself Italian, I might not have the most traditional family or life history of an Italian born citizen, but I still am proud to be Italian. Btw, my mother is retiring next year and is buying a house near our ancestors’ birthplace, it’s a super emotional moment for us 🙂 Il buon figlio a casa torna!
Alle ultime elezioni ho fatto lo scrutatore in un seggio dove, per convenienza, avevano inserito tutti i residenti all’estero del mio comune. Tantissima gente argentina appena 18enne che dell’Italia ha probabilmente solo sentito il nome. Ovviamente nessuno si è presentato (ma ovviamente il mio comune ha inviato loro la notifica delle votazioni – spendendo soldi per farle arrivare in posti come l’Argentina – e al seggio abbiamo dovuto vidimare le schede anche per loro).
Posso immaginare come siano falsati i dati sugli effettivi italiani all’estero per questo.
Non riesco a spiegare cosa stanno pensando quelle persone. Tuttavia, sono un americano che passa un’ora al giorno ad imparare la lingua italiana. Non è possibile per me provare la gioia più grande quando visito senza capirne la lingua e la cultura.
Forse il loro primo motivo per non voler rimanere in Italia è perché non si prendono il tempo per imparare la lingua.
Scusate per alcuni errori, la mia prima lingua è l’inglese.
Per la prima domanda dico che dipende come son preso i dati. Ma ovviamente se si basano sulla nazionalità e non, che so, sul trasferimento lavorativo dall’Italia, allora sai già la risposta.
Sullo ius soli son combattuto, ha senso ma, sapendo come verrebbe usato ad cazzum preferirei una roba tipo Irlanda. Se i genitori hanno la residenza da almeno tot anni allora il figlio è automaticamente irlandese.
Non che vai in Irlanda. Partorisci, et voilà.
Queste persone non hanno nessun interesse ad immigrare in Italia, quindi la questione dello ius soli è diversa (quella riguarda immigrati in Italia). Sostanzialmente dare il passaporto a queste persone all’Italia non “costa” nulla.
PS io sono per lo ius soli, ma è una questione diversa IMO
​
Poi ci sono i figli degli immigrati di seconda/terza generazione che vivono l’inferno per questo.
Che Paese di clown
Mi infastidisce che da Italiano nato in Italia avendo vissuto metà della mia vita in Italia ma avendo genitori immigrati non sono considerato Italiano fino ai 18 anni, e non avendo vissuto in Italia fino ai 18 non posso fare domanda per il passaporto. Vado in Italia ogni anno e sono lì per lavoro almeno 5 mesi su 12.
Questi tizi invece possono fare domanda ed essere accettati anche se non sanno una mazza dell’italiano o dell’Italia.
Beh, ti posso dire che Norimberga è piena di italiani “veri”. Ma piena piena. Il passaporto italiano è ambito, ed è un ottimo metodo per girare in Europa liberamente, ma si tratta sempre e comunque di una piccola percentuale rispetto agli italiani d’Italia in giro per l’Europa.
>perchè si discute tanto se lo Ius Soli sia giusto o no, quando stiamo già dando il passaporto italiano a gente che lo vuole solo per entrare in Europa con facilità, senza nessun interesse a venire in Italia e nemmeno a imparare la lingua?
Perché queste persone sono irrilevanti dal punto di vista delle problematiche Italiane, quelle di cui si discute… be’ è da discutere.
Ciao a tutti, io sono Cileno, ma ho la cittadinanza per la mia famiglia. Mi sono trasferito in Milano l’anno scorso per studi. Provo a parlare la lingua ogni volta più ma non ho potuto parlare così tanto. Da questo punto scriverò in inglese pero maggiore chiarezza.
As many chilean – italian families, mine left Italy generations ago. My late nonna died two years ago and never set a foot in Italy, but her first language always was Genovese (and my father spoke it as well). Most of my Chilean friends with Italian families still celebrate some Italian festivities, and some of them speak Genovese as well. Also, some years ago my father took my family on a trip through Italy to get to know better the towns where his family was from, which made us a little bit more conscious about our family’s history.
Having this in mind, I would never dare say I’m Italian. I am Chilean and I have a passport that allows me to live here with less troubles. I am proud of my Italian roots but in my opinion that doesn’t make me Italian, and many south Americans think this way. For example, my south American roommate who has a Spanish passport once said he was Spanish on a party. Me and my other roommates mock him every day for this.
I understand nowadays it is “harder” to get the Italian passport (it is not enough to have an Italian parent, for example), which is a good thing imo, but this wasn’t true a few years ago.
I am very grateful for the opportunity I have of studying here, and I try every day to get to know better the Italian language and culture. I hope this comment can be useful for you guys to understand a bit better the situation of these “Italians” that are not really such.
Sono forse in ritardo, ma vorrei aggiungere alcune considerazioni:
– Seppur i doppi-cittadini indubbiamente rappresentano gran parte dei calcoli dell’AIRE, ci sono comunque tanti Italiani che rimangono residenti nei comuni d’origine seppur siano domiciliati all’estero (io sono uno di questi – ho sempre lavorato per gruppi bancari stranieri che mi hanno chiesto di svolgere lavori/progetti in Italia, ove pertanto ho parenti, amici, e sono socio di un impresa gestita da amici, e un po’ come tutti, vorrei un giorno tornare in patria). Questi due fenomeni si nettano? Forse no, ma direi che l’emigrazione che “ci interessa” viene sottostimata.
– I dati sulla “fuga di cervelli” e altra emigrazione, se fatta in maniera intelligente, verrebbe calcolata tramite i analisi del numero di trasferimenti di residenza, dichiarazioni di redditi riportati da autorità estere, sondaggi, e altre analisi che interessano nuovi emigrati piuttosto che (frase che sto usando correttamente) le comunità della diaspora.
Insomma, analisi diverse genereranno numeri diversi. Infine, seppur abbiamo in testa lo stereotipo dello straniero legato all’Italia da una lontana discendenza, non dimentichiamo che elementi della comunità della diaspora possono comunque avere legami stretti con l’Italia: i più fortunati di essi possono detenere investimenti e proprietà, partecipare ad associazioni ed organizzazioni che tengono vivi i legami con l’Italia, e anche votare per i rappresentanti degli Italiani all’estero in parlamento. Se si vuole fare una mera analisi dei flussi migratori negli ultimi anni, direi che si devono guardare appunti i flussi migratori, e non i numeri totali, poiché questi numeri cattureranno le sostanziose comunità “stabili” della diaspora. E ti garantisco che anche guardando i soli flussi migratori, i numeri sono molto preoccupanti.
Io lo dico sempre che lo ius sanguinis non serve a nient’altro se non ad elargire passaporti gratuiti a destra e a manca. Non ha senso. Ha più senso un ius soli dove il bimbo che nasce da genitori stranieri dovrebbe ricevere la cittadinanza in automatico se ha sempre vissuto qui e sta facendo la terza elementare qui oppure anche a inizio delle elementari. Come minimo
Non ho idea delle statistiche, personalmente mi è capitato dì andare in ambasciata italiana all’Aja (un’unica volta) e di 12 persone all’interno a rinnovare passaporto o carta dì identità 5 parlavano italiano tra dì loro, 7 no. È un fenomeno interessante, anche se quando si tratta dì “comunità” credo (credo) si faccia più riferimento ad un gruppo linguistico piuttosto che al possesso dì documenti
Ho visto persone nel gruppo facebook per americani che richiedono aiuto per il riconoscimento della cittadinanza italiana ottenerla pur avendo un solo avo che era immigrato negli stati uniti nell’inizio ottocento. Poi in seguito lo prendono i mariti/ le mogli, tutti i figli, i mariti e le mogli dei figli, le figliastre, ecc. ecc. Non commento se è giusto o no ma non credo che molti italiani sanno di questo fenomeno.
Scusa se commento di nuovo ma non dimenticherò mai una ragazza del New Jersey conosciuta a Parigi che diceva di essere italiana e me la presentarono pure come italiana e poi al mio: ma quindi dove andiamo a cenare? Rispose: sorry I don’t speak Italian, my nonno…….XDDD o la miriade di brasiliani che studiavano a Parigi col passaporto portoghese XD
Io sono un cittadino Brasiliano che ha eseguito il riconoscimento della cittadinanza Italiana un pò più di una decada fa. Mio antenato ha emigrato da Trento nei 1880 (che ovviamente non era Italia in quel tempo), e essendo venuto a Brasile è stato uno dei fondatori dello comune di Nova Trento. Fino alla mia nonna, la mia famiglia parlava uno dialeto ladino come madrelingua, e solo nella ettà scolastica finalmente imparavano il portoghese brasiliano.
Con la II grande guerra, le lingue italiana e tedesca (e tutti dialetti vicini) sono stati vietati, dove rischiavano essere messo in galera solo per parlare o capite, come “potenziale traditore”. Per questo motivo che la mia nonna ha insegnato pochi parole dello dialetto alla mia mamma. Storia simile con la famiglia di imigrante tedeschi della famiglia di mio papà.
Però per conto della possibilità di riconoscimento della cittadinanza, la mia famiglia ha davvero collegato con la identità italiana, imparando la lingua, essendo presenti ogni mesi nelle festività dello Circolo Italiano locale, visitando l’Italia, e per questo motivo que sono vissuto in Italia per alcuni anni per studiare e lavorale. Come è possibile capire, mio Italiano non è sufficiente, e continuo a studiare la lingua con madrelingue.
Sono d’accordo che sarebbe una buona idea chiedere un test di Italiano per riconoscere la cittadinanza, o almeno una certificazione B1 o B2 per esempio. Ho imparato soltanto per interesse personale.
Scrivo questo racconto personale per spiegare che credo che la possibilità di riconoscimento di cittadinanza è anche un importante strumento di dominazione culturale. Miei figli impareranno la lingua (spero che meglio di me), e voglio che al meno facciono una parte della sua formazione scolastica in Italia. Io continuerò a seguire notizie Italiane, acquistare prodotti italiane, guardare produzione italiane, ed ecc.
Da argentino con passaporto italiano e cresciuto in Italia posso dirti che, almeno per quanto riguarda la mia famiglia (moooolto numerosa) quasi tutti parlano e capiscono l’italiano, pur essendo cresciuti in Argentina e molti non hanno mai visitato il bel paese.
Tuttavia hanno passaporto italiano, spesso non solo per una convenienza, ma anche per una questione d’identità.
C’è da capire che nei paesi formati principalmente da emigranti (e gli italiani furono un numerosissimo esempio) hanno una demarcazione forte di provenienza, anche se alla fine, la terza o la quarta generazione,solitamente, non capirà più una mazza della lingua italica, ci stà.
IMO la legge negli stati uniti per la cittadinanza e’ perfetta. Puoi passare la cittadinanza ai tuoi figli nati all’estero solo se hai vissuto negli Stati Uniti per almeno 5 anni o se tua moglie/marito e’ anche americano.
Esclude tutti i casi di “finti americani” ma include le persone che hanno vissuto almeno per un po’ in america.
Mio nonno era italiano, la nonna de mia moglie era italiana, loro eranno immigranti. Noi abbiamo la cittadinanza e il passaporto e anche le nostre figlie. Noi solo andiamo a l’Italia per vacanze, io parlo più italiano da mia moglie. Possiamo essere italiani, però dobbiamo vivere in Italia? Siamo contenti all’estero. E si voglio anche che miei figlie imparino la lingua.
perchi si scandalizza sul fatto che ci sia una corsia privilegiata per i discendenti di immigrati italiani per ottenere la cittadinanza , guardate che la politica migratoria si fa anche scegliendo e avvantaggiando alcune categorie di immigrati rispetto ad altri ,mettendo filtri , barriere di ingresso .
per fare un esempio lampante confrontando gli usa , negli states la comunità più istruita più è qualificata lavorativamente e con meno crimini non è quella asiatica ,ma quella nigeriana , qui da noi, invece, i nigeririani sono i più poveri meno istruiti e hanno importato la loro mafia . questo perchè gli usa hanno una politica immigratoria più selettiva (immigrazione irregolare a parte)
Martelli nel 1992 pensò , a ragione, che fosse MOLTO più facile reintegrare assimilare nella società italiana i discendenti dei nostri immigrati con cultura italiana ,o almeno europea, rispetto agli immigrati da altri continenti .
non c’è solo questo aspetto: mantenendo un rapporto con gli immigrati all estero e i discendenti puoi fare politica estera nello stato in cui risiedono .
negli usa per esempio il voto di ogni singola comunità può far spostare l ago della bilancia , per questo biden si è sbracciato nel rimarcare che fosse di origini irlandese e “legato” alla terra natia , cosa che può aiutare la lobby irlandese a attirare investitori usa .
la turchia in germania è ancora più sfacciata visto i milioni di turchi con cittadinanza tedesca
in pratica coltivare le comunità italiane all’ estero è soft power.
sono americana e la mia famiglia mi ha sempre detto che siamo italiani, ma vivevamo nel paese che oggi è la Croazia. Ho imparato l’italiano (non bene – mi dispiace) e ho vissuto in Italia, solo per scoprire che venivamo dalle isole Dalmate e la mia famiglia probabilmente se n’è andata a causa di Mussolini… e non eravamo italiani. oh well
L’Italia dovrebbe sbrigarsi a fare una legge sullo ius sanguinis come quella tedesca, in cui il diritto di discendenza si estingue alla seconda generazione.
Cioe’: donna tedesca emigra e figlia all’estero un bimbo tedesco. Venti anni dopo, se il bimbo figlia in Germania, bene e la prole e’ anch’essa tedesca. Se il bimbo figlia all’estero, fatti suoi, niente passaporto
Non realmente.
Basta pensare che per l’AIRE il più grosso numero, quasi 1 Milione, vive in Argentina.
IN ARGENTINA.
Hai mai sentito dire da qualcuno che bella l’Argentina mi trasferìsco? No ovviamente no
Succede perché appunto avendo nonni ecc si fanno il doppio passaporto.
Io come sudamericana con radici quasi prettamente italiane, capisco davvero tutti i discorsi sul voler limitare le generazioni. Capisco anche che è una piccola parte
di persone che cercano la cittadinanza indipendentemente dalla cultura e dalla lingua, e non la maggioranza che cerca di assimilare la cultura italiana (dove includo me stesso) qui essere davvero molto presente nel mio paese. So leggere bene l’italiano (non tanto scriverlo, grazie google!) e ho visitato il paese di mio nonno, dove ho ancora la famiglia che vive lì, ma so che non ce ne sono molti come me. Penso che si debba trovare un modo perché gli stranieri come me possano contribuire all’Italia oltre ai numeri, perché darci il passaporto non è una cosa semplice e leggera. Amo le mie origini italiane e non vedo l’ora di dichiararmi tale, e voglio trovare un modo per restituire un Paese che ci ha aperto le sue porte, proprio come il mio paese natale ha fatto per i miei antenati.
Il sistema retributivo Americano si basa sulla cittadinanza anziché la residenza.
Iniziamo a chiedere contributi a tutti gli expat annullando la nazionalità. Dopo il primo anno di mancati versamenti.
Servirebbero 10 minuti per risolvere problemi ma qui si pensa a scrivere Pippo Franco o Al Bano nei biglietti i di voto per il presidente della Repubblica.
Intervengo da italiano cresciuto in Italia (padre italiano e madre argentina) che vive all’estero. Mi danno veramente fastidio i discorsi contro lo ius soli proprio per quello che dice OP. È possibile che gente nata in Italia, che parla perfettamente italiano e spesso un dialetto, che ha studiato in Italia etc. non sia considerato italiano dalla legge. Quando puoi qualsiasi str***o con un bisnonno emigrato c’ha il passaporto? E potrebbero pure votare se lo volessero! Cioè hanno un peso politico in una nazione dove magari non metteranno mai piede. Assurdo