Da r/europe: Giorgio Almirante era un collaborazionista? È opportuno avergli dedicato tutte queste strade?

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  1. Da un post di r/europe, vediamo la grande densità di monumenti dedicati a collaborazionisti del regime nazifascista in Italia. Ad una rapida lettura si scopre che la quasi totalità sono strade dedicate a Almirante, membro del regime fascista e in seguito fondatore dell’msi. Come valutare un fenomeno di questo tipo? Io ritengo che sia la dimostrazione che questo paese non ha mai fatto i conti con il suo passato fascista e che parti del paese non così minoritarie, come piace pensare a molti, ne vanno fieri.

  2. Non credo esista alcuna definizione della parola collaborazionista in cui non può rientrare l’operato di Almirante durante la guerra.

  3. Certo che dover discutere a proposito di un articolo in inglese di *Forward* “Jewish. Fearless”…

    Non so, poi arriverà il turno di discutere un articolo di “*A – rivista anarchica*” o di *Liberazione*…

    Auspico la discussione, almeno qui su Reddit, di articoli da giornali un minimo *mainstream*.

  4. Che strano, tutti tranne tre sono dal Lazio in giù… e sarei pronto a scommettere che in quei tre paesi veneti dove c’è via Almirante è stata l’idea di un sindaco della Lega (però no, non sono neofascisti).

  5. Da quel articolo ho scoperto che monte Giano ha una foresta artificiale fatta in modo da disegnare la parola DVX.

  6. In Italia abbiamo letteralmente anestetizzato il passato “imperialista” prima e fascista poi, attraverso una retorica storiografica e politica che ha sempre eluso i trascorsi coloniali del nostro paese e minimizzato le derive e gli estremismi di destra dal Dopoguerra in avanti, riducendoli a episodi o forme non radicate socialmente.

    Voglio dire, Almirante è stato responsabile editoriale del Manifesto Razzista nel 38. Basterebbe questo a chiudere la questione delle onoreficenze toponomastiche. E non é questione di cancel culture, a mio parere. Si tratta di un vuoto critico nei confronti del passato, una tolleranza indotta e facilmente accettata per cui “in fondo siamo brava gente, lasciamo stare quel che é stato”.

  7. Almirante collaborazionista? Forse ma rimane il fatto che i procedimenti penali ai quali è stato esposto ed il fatto che il MSI non sia mai stato sciolto perché non ritenuto in violazione della Legge Scelba e della disposizione transitoria della Costituzione che vieta la ricostituzione del PNF, lo assolvono da qualsiasi conclusione di fascista fatto e finito.

    È opportuno avergli dedicato tutte queste strade? Assolutamente sì. Almirante a prescindere dall’ideologia politica che è facilmente non condivisibile, visto l’orientamento politico dell’hivemind qui, è stato un politico con la P maiuscola, dotato di un’oratoria ed una classe che molti parlamentari odierni si sognano, rappresentante di una destra vera, sociale della quale si sente la mancanza.

    Ci si potrebbe porre la stessa domanda per la grande quantità di strade che nei comuni dell’Emilia-Romagna sono stati dedicati a persone afferenti ai vari partiti comunisti dei vari Paesi. Era necessarie oppure ridondanti e dettate da pure simpatie politiche?

  8. Bah, da quello che so ci sono anche strade intitolate a Stalin, e tra Stalin e Almirante credo che il più cattivo sia il primo se vogliamo considerare la loro figura in maniera oggettiva e non figurativa

  9. È inopportuno.

    Ci siamo riappacificati alla “chi ha avuto ha avuto” in un periodo dove avevamo in casa le truppe alleate e il comunismo appena di là del mediterraneo. Le cause di forza maggiore degli alleati hanno vinto sul buon senso. Abbiamo ceduto a condonare i mafiosi che aiutarono gli sbarchi, e usato, letteralmente sfruttato, I fascisti per combattere l’unione sovietica. È stato impossibile tirare una linea netta ed ora ne paghiamo le conseguenze. A scuola, quando sono andato io almeno, si diceva ancora che il fascismo è stato bonifiche e treni in orario. Certo, qualche treno pieno di ebrei magari è stato nominato, ma più come “c’è l’ha imposto hitler”. Lasciamo perdere il nostro colonialismo, completamente coperto da una pietra tombale.

    Cresciuti così, a cosa dovremmo credere? A chi dovremmo credere?

    È un peccato, un occasione mancata. Forse ora che siamo europei, forse ora che siamo un pochino più indipendenti, senza guerra fredda, e con la nuova guerra fredda non più politica ma solo una Guerra di egemonia, sarebbe ora di cambiare passo.

    Perché il fascismo non ha ucciso solo i nemici, ha anche affamato e distrutto i suoi seguaci. Ha mandato gente a morire per ragioni assurde, ha affamato il popolo, ha dimenticato le vite di milioni di braccianti e operai, fascisti o no che fossero.

    Non si può andare avanti a proteggere idee fallite di cento anni fa.

    Per chi, so già, mi sta mandando a stendere: se sembro di parte, sappiate che non lo sono. Non c’è un regime nella storia che abbia arricchito un paese. E questo include anche i regimi a stella rossa. Un capo assoluto non ha nessuna sfida da vincere per restare capo, e nessun motivo pratico per fare del bene, il tempo fa il resto. Per gli amanti della stella rossa, portate la falce e il martello ma lasciate a casa la dittatura del proletariato, è solo rabbia senza il supporto della ragione. Rip per tutti quelli che sono morti nella confusione lasciata dal crollo delle monarchie, e le sue conseguenze.

  10. Tutto ciò è da design però, nel nostro paese non ci fu mai la volontà da parte alleata di eliminare l’elite fascista soprattutto da parte inglese ai quali venimmo “assegnati” durante i calcoli relativi alle sfere di influenza post guerra, già mentre avanzavano nella penisola molti di loro già pensavano alla lotta futura contro il comunismo quindi perché disfarsi di un regime decisamente meno controverso di quello tedesco (e che anzi venne elogiato in più occasioni proprio da churchill) e il fatto che la maggior parte delle vie a lui dedicate sia al sud non deve nemmeno stupire e non solo perché il sud dal lazio in poi fu tutto sommato la roccaforte della popolarità missina ma anche perché a differenza del nord e del centro che esperirono direttamente i danni del fascismo per mezzo dell’occupazione tedesca e della repressione repubblichina il sud divenne un polo fortemente conservatore (anche dopo la fine del regno) nel quale non solo i principali effetti della guerra furono ignorati ,ma anche dove la gente continuò a essere “nostalgica” delle velleità contadine del fascismo, specialmente se comparate a uno stato che ancora adesso, nonostante la riforma agraria del 50 (che ottenne successi alterni), veniva visto più come un nemico che un alleato (e francamente non sempre a torto).

  11. Cioè questo qua ha messo un bassorilievo all’EUR e un santino in una chiesa a Boccea nella lista…stiamo a livelli anche più bassi della Boldrini e l’obelisco

  12. Sarebbe stato meglio dedicarle agli intrepidi eroi che per puro amore della liberta’ decisero di aiutare gli americani, tipo Salvatore Lucania, Calogero Vizzini, Vito Genovese e Giuseppe Russo /s

  13. No, non è opportuno, è indice di immaturità da parte di un paese che con il passato si comporta in maniera bambinesca. Ma da un paese che ha reistituzionalizzato i fascisti, e che persino dopo la ww2 sedevano tranquillamente in parlamento non mi aspetto altro

  14. Per un paese che ha messo tutto sotto al tappeto e non ha mai voluto processare veramente il Fascismo, i suoi crimini e le responsabilità condivise, questo è anche poco. Andate in piazza, fate un sondaggio e credo che almeno la metà vi dirà la solita frase “Mussolini ha fatto anche cose buone”. Se questo è il giudizio che pigramente danno di un criminale, perché dovrebbero scandalizzarsi di una piazza per uno che, quei pochi che se lo ricordano, vedono tutt’al più come un integerrimo signore con idee un po’ estreme ma che parlava tanto bene, come diceva Jannacci… Il Fascismo, non il Covid, è endemico nel nostro paese. Prove me wrong.

  15. da persona che ha girato molto più a nord che a sud non mi sarei mai aspettato ci fossero tutte queste vie dedicate a uno che neanche era collaborazionista, era proprio un fascista dell’apparato statale fascista, che quando ha potutto scegliere (dopo l’8 settembre) ha deciso di continuare ad essere fascista e che ha continuato a essere fascista anche dopo il ’45 quando voleva dire condannarsi all’irrilevanza politica. più fascisti convinti di così non si può.

    e anche se tutte queste vie sono state sicuramente state intitolate “ad un importante politico della prima repubblica” e non al giornalista fascista e repubblichino che ha firmato il manifesto della razza rimane abbastanza stomachevole che gli siano state dedicate

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