In questa intervista (in inglese), il bassista dei Dire Straits John Illsley risponde delle insinuazioni contro il Festival di Sanremo e di altre “battute” contro l’Italia e gli italiani inserite nel suo libro “My Life in Dire Straits” uscito a Novembre 2021:

[https://the-shortlisted.co.uk/john-illsley-dire-straits-interview/](https://the-shortlisted.co.uk/john-illsley-dire-straits-interview/)

17 comments
  1. Sono il classico italiano che caga su tutto quanto in Italia, ma quando lo fanno quei porci degli stranieri allora imbraccio la lupara

  2. Giù il cappello per il giornalista che gli rompe il cazzo sottolineando che ha scritto cose basate su “sentiti dire” … non è la solita leccata di stivali che leggiamo di solito

  3. In verità leggendo si riferisce a quello che gli avevano detto quando sono andati a Sanremo nell’81. Considerando quanto era potente la mafia siciliana in quel periodo e che l’anno prima in Italia dei fruttaroli erano riusciti a truccare delle partite in Serie A non é che mi sembra una roba così improbabile

  4. Beh, visti gli anni non vedo il perché non possa essere vero. Alla fine Sanremo è sempre stato un po’ politico e che ci siano stati dei giri un po’ loschi non sarebbe così strano (parlo anche di tutto quello che ha detto oltre alla parte di Sanremo).
    Comunque si, il collegamento Sanremo=mafia è un po’ tirato

  5. Classico esempio dell’artista che si sputtana parlando di cose che non c’entrano niente con quello che fa.
    Tipo la fase complottista del bassista dei RATM

  6. 1) giornalista basata che tra 10 secondi gli menava una pizza in faccia e faceva pure bene

    2) tipico anglo che va in un paese per 3 giorni e crede di sapere vita morte e miracoli del paese in questione, pregi e difetti, intrighi e cose nascoste e occulte che con la sua furbizia anglosassone non gli si può nascondere

    3) effettivamente è vero che non era facile fare spettacoli in italia a quel tempo e molte band evitavano l’italia come la peste

    4) non è riuscito ad argomentare bene a niente di quello che la giornalista gli ha detto, dimostrando di essere un cazzaro

    5) tipico “io amo l’italia, penso solo siano dei ladri violenti e criminali ma io amo l’italia”

  7. Che a Sanremo ci fossero giri di “amici di amici” (ben prima di quelli di Maria) è vero e chiunque ci abbia messo piede, a vario titolo, lo sa.

    Che fosse la mafia a decidere i vincitori è una troiata che solo il tipico straniero “italiano pizza e mafia, mamamia!” cialtrone può prendere per oro colato, pubblicare su un libro e difendere a spada tratta pur essendo stato smerdato a più riprese.

    Se mafia c’era, era quella discografica, ma è il segreto di Pulcinella e una pratica non difficile da immaginare in qualsiasi competizione in cui vengono investiti ingenti somme in promozione e futuri guadagni dipendono dal buon esito della gara.

    Al massimo la mafia avrà riciclato barche di soldi nell’indotto del Festival (la presenza dei calabresi nell’estremo ponente ligure è risaputa e provata) e forse in qualche casa discografica, ma l’idea che Riina & co abbiano taroccato le votazioni per far vincere Tizio invece di Caio è alquanto ridicola.

    Anche perché, ma forse all’informatissimo Illsley non celannodetto, vincere Sanremo non sempre è sinonimo di successo commerciale e il Festival di per sé è tutt’altro che una garanzia.

    Non mi pare che Alice abbia fatto un carrierone. I podi del 77, 79 e 83 sono da “Chi l’ha visto?”… E pure negli anni “buoni” di quel periodo ci sono un tot di outsider..

    La mafia di musica non ne capiva granché mi sa…

  8. Confermo, so che è stato proprio matteo messina denaro a muovere gli schemi per far vincere mahmood soldi, così, per sviare le tracce, magari al detective che lo catturerebbe non capita su google il traffico strano che lo inchioda.
    Però vorrei citare il buon Richard benson perché fa sempre bene ricordare.
    https://youtu.be/_tPhkv_Oz0M

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