Pare che la maggior parte degli italiani voglia il presidenzialismo. Ma quale presidenzialismo? Parliamone.

30 comments
  1. Considerando che il Presidente può farlo praticamente qualsiasi cittadino over 50 mi sembra troppo un casino farlo eleggere direttamente dalla gente. Senza contare che da elezione diretta secondo me andiamo a finire con una persona troppo spostata politicamente per una posizione che dovrebbe essere “neutrale”, imho il problema non è l’elezione in sè ma il circo che ci si crea attorno che però non è un problema dello “strumento” ma di chi lo maneggia.

  2. Non so quanto peso dare a questo sondaggio, che peraltro *Repubblica* anticipa e basta, verrà pubblicato per esteso solo sabato.

    In ogni caso di presidenzialismi ce ne sono solo due: quello inventato dagli Usa a fine Settecento, e in vigore in quasi tutti i gli Stati dell’America, a Cipro e in Bielorussia. E il semipresidenzialismo, che prevede oltre a un presidente che ha in mano diversi poteri dell’esecutivo la figura di un primo ministro, con compiti più specifici, in vigore in Francia, in Portogallo e in Russia.

    Viene impropriamente definito presidenzialismo quello in vigore in Eire, nel quale un presidente che ha gli stessi poteri del nostro è eletto direttamente dai cittadini irlandesi; se il modello fosse copiato non cambierebbe poi molto, la rosa dei candidati infatti è stabilita dai parlamentari, oppure dai Comuni (cioè dai sindaci), con un minimo di firme richiesto. Non si hanno elezioni popolari quando il candidato è uno solo.

    Un tipo particolarissimo di presidenzialismo è quello in vigore in Sudafrica: il presidente ha gli stessi poteri di quello Usa, ma è eletto dal parlamento, che può anche votare la sfiducia. Ma poi le consultazioni per formare un nuovo governo come le fanno, se non hanno un Presidente della repubblica *super partes*? Mistero. In Italia farebbe disastri, ma là le maggioranze a quanto pare sono solide e solo una volta al presidente è stato revocata la fiducia.

    Una forma bizzarrissima di presidenzialismo è stata sperimentata in Israele alcuni anni, e poi abbandonata per sempre: a fianco delle elezioni dirette del parlamento, c’erano le elezioni dirette del primo ministro, che quindi non rischiava il voto di sfiducia. Il Capo dello Stato di Israele è come da noi eletto dal parlamento e dura sette anni.

  3. Dai sondaggi pare che una maggioranza degli italiani sia favorevole all’elezione diretta del capo dello Stato, cosa che viene sbrigativamente chiamata “presidenzialismo” sui giornali. Noi sappiamo però che una repubblica presidenziale ha un’unica figura che è sia capo dello Stato che del governo, cosa che non accadrebbe qui dato che si manterrebbero due figure distinte.

    Io ho i miei dubbi sull’elezione diretta del PdR:

    1) a mio parere non è proprio presidenzialismo, ma sempre parlamentarismo. L’Austria ha questo sistema ed è considerata repubblica parlamentare

    2) la figura del PdR è quella di un garante e mediatore, e per questo si richiede una maggioranza dei 2/3 delle Camere. Facendolo eleggere dagli elettori non si rischia di politicizzare la sua figura e polarizzare ulteriormente l’elettorato?

  4. Come ho già detto altrove, il problema dell’elezione del PdR non è la legge elettorale (che in questo caso è la Costituzione stessa), ma la compagine politica che non è in grado di eleggere una figura di ampii consensi, perché pensa solo ad ottenere la bandierina di “king maker” (termine orribile a mio parere).

    Due punti su un eventuale presidenzialismo all’americana: 1) bisognerebbe rivedere anche tutto il sistema relativi ai poteri del Parlamento e modificare anche le modalità di elezione (e rendere effettiva l’elezione su base regionale del Senato); 2) si avrebbe un’altra campagna elettorale, e in questo paese già ce ne sono troppo, poi per il capo di stato e di governo chissà cosa ne uscirebbe; si dovrebbe anche capire con quale quorum eleggere il PdR (ballottaggio si/no ecc ecc)

  5. A me sembra chiaro che alla gente piaccia eleggere direttamente i propri rappresentanti, soprattutto dopo i recenti anni dove i presidenti del consiglio sono non sono stati eletti in tal modo.

    La stessa Meloni fa una propaganda assurda dove dice sempre: “Voto al popolo”.

    Quello italiano sarebbe un semi-presidenzialismo a la francese?

  6. Per nulla favorevole. L’elezione diretta andrebbe quasi ad annullare la neutralità del ruolo

  7. Non so, per eleggere il presidente della repubblica bisognerebbe cambiarne anche le funzioni.

    Come ha detto Amato nella conferenza stampa di insediamento come presidente della corte costituzionale: il PdR è un ingranaggio di una macchina, se si cambia il modo con cui viene eletto si stravolge il meccanismo che allora va cambiato con esso.

    Quindi bisogna aggiornare la costituzione. Vediamo come va la prossima legislatura col taglio dei parlamentari.

    Comunque un semi presidenzialismo potrebbe rispecchiare l’evoluzione dello svolgimento dell’iter parlamentare che ormai sembra sempre più troppo simile al funzionamento dell’Unione Europea col parlamento relegato ad approvare quello che il governo propone.

  8. A me il parlamento sembra già esautorato di fatto da molti dei suoi compiti. E preferisco a questa situazione, molto pericolosa per la democrazia, l’istituzione definitiva del presidenzialismo.

    Un ufficio con potere esecutivo a elezione diretta, ampliamente legittimato dal consenso popolare e meno dipendente dal parlamento eliminerebbe l’onere di garantire la “governabilità” dalla composizione del parlamento e lo restituirebbe alla sua funzione di rappresentanza e tribuna delle minoranze, nonchè controllo dell’azione esecutiva.

    Non avendo bisogno di una maggioranza unipartitica in parlamento per garantire la governabilità, viene meno il migliore argomento a favore del maggioritario. Questo sistema comunque cozza con la scena politica italiana che è difficilmente rappresentabile da un sistema cosi fatto. Quando il maggior partito italiano prende il 30% è chiaro che non gli si può dare il 51% dei seggi senza fare scempio della democrazia.

    Si potrebbe quindi tornare a un proporzionale con preferenze che assolve allo scopo di rappresentare il paese.

    Se il problema è la governabilità, tanto vale eleggere con preferenza e doppio turno, insomma quello che serve per dare a un soggetto monocratico il 51% delle volontà degli aventi diritto.

    Un altro problema poi è dare al presidente sufficienti poteri di governabilità. Non è possibile che un governo duri mediamente due anni, così abbiamo solo stagnazione e una perdurante campagna elettorale.

  9. Non basterebbe una legge costituzionale come si stava pensando dove si impone che il pdr deve fare un solo mandato?

    Non complichiamoci la vita. Cambiare totalmente sistema è leggermente complicato

  10. Stravolgerebbe completamente il ruolo del nostro PdR, che é garante della Costituzione e quindi dovrebbe essere quanto più possibile super partes e fare gli interessi supremi della nazione senza guardare a colori politici, propaganda elettorale o simili.

  11. Ne penso che la maggior parte degli italiani non ha ancora capito come funzioni il parlamento e adesso con sta storia del presidenzialismo per gente che non ha ancora in chiaro che non basta mettere un check ✅ nella spunta “lo facciamo votare dalle persone”, ma bisognerebbe stravolgere la nostra forma di governo.
    Se il PDR non fosse più una figura terza e super partes (tipo Mattarella) non potrebbe più avere i poteri che ha oggi.

  12. Totalmente contrario, che sia il presidenzialismo all’americana, il semipresidenzialismo alla francese o il semipresidenzialismo all’irlandese (parlamentare di fatto). Un po’ di perplessità in ordine sparso:

    * Il PdR, tra le altre cose, rappresenta l’unità nazionale ed è super partes. Un presidente che “fa campagna elettorale casa per casa” (cit. Renzi) sarebbe per forza di cose politicizzato, divisivo e sgradito ai più (prova ne siano i gradimenti di, ad esempio, Biden o dei presidenti francesi, tutti intorno al 30-40% *quando va bene*), e ovviamente di parte.
    * Ammesso di lasciare invariati i poteri del PdR (cosa che sembrerebbe quello che propone Renzi, e che trasformerebbe il nostro assetto in qualcosa di molto simile al sistema irlandese o islandese), immaginatevi Salvini presidente con un parlamento a maggioranza di centrosinistra. O un Bersani presidente con una maggioranza di centrodestra. O immaginatevi anche solo cosa dicevamo due settimane fa sull’eventualità di Berlusconi presidente, perché tutti i nuovi presidenti sarebbero di parte esattamente come lui.
    * Sempre ammesso di lasciare invariati i poteri del PdR, su cosa può fare campagna elettorale un candidato? Il PdR non ha potere esecutivo, non ha potere di veto (a parte in casi rarissimi e comunque superabili dal parlamento), può sì nominare il governo ma deve basarsi sui numeri in parlamento. Non può fare campagna elettorale su un programma, perché il presidente non attua nessun programma.
    * È un’ulteriore volontà di deresponsabilizzazione della politica: se il parlamento è incapace di eleggere un nuovo presidente, a) bisogna votare un parlamento migliore al prossimo giro e b) che si chiudano davvero in una stanza fino a quando non trovano un accordo, come diceva Letta.
    * È (per conseguenza del punto precedente) un rifiuto definitivo a fare compromessi (cosa che si è già vista la settimana scorsa, ma questo lo certificherebbe): siccome non siamo di parlarci costruttivamente, facciamo un’altra campagna elettorale “distruttiva” e lasciamo che sia il popolo a dividersi.
    * Supponiamo sia un semipresidenzialismo alla francese, ci manca solo avere una coabitazione (PdR di una parte e governo di un’altra), nel nostro contesto porterebbe allo stallo completo e all’insulto reciproco. Per non parlare del presidente *di parte* che può sciogliere le camere a suo piacimento.
    * Supponiamo invece di ispirarci agli Stati Uniti, tanti auguri al presidente *di parte* che deve far approvare qualcosa dal parlamento, in uno scenario frammentato; a meno di non volerci ispirare anche al loro bipartitismo, e ci mancherebbe anche quello, determinerebbe il definitivo allontanamento della gente dalla politica (qui basta guardare la “storica affluenza” del 66% negli USA e confrontarla con i paesi parlamentari).

    Vogliono accorciare i tempi? Ci sono altre soluzioni (che ne so, se alla sesta votazione nessuno ha la maggioranza fare una votazione di ballottaggio tra i primi due). Vogliono *migliorare* la politica? Bene, il problema non è certo perdere una settimana ogni sette anni, ma la totale assenza di dialogo: e non è con una campagna elettorale divisiva *in più* che risolvi il problema.

    Secondo me abbiamo un disperato bisogno di superare la logica del “no all’inciucio” (a parte Francia e UK, in ogni paese d’Europa c’è un governo di coalizione post-elettorale), della vittoria/maggioranza a tutti i costi, del governo non eletto, del sindaco d’Italia e varie altre idee bizzarre. La politica deve essere compromesso, e non (dico una cosa molto grillina, ma che condivido) una dittatura della maggioranza o della “maggiore minoranza” come qualcuno sembra volere.

    Che si continui col parlamentarismo, si faccia una legge proporzionale (magari stabilizzando il sistema in modo serio, invece di tagliare parlamentari a caso) e, in parlamento, i partiti *parlino* tra loro.

  13. Rimango dell’idea che presidenzialismo all’americana sia il delirio di un paese alla deriva e verrebbe probabilmente bocciato da qualche Corte – che lo so anche io che in realtà la nostra *bellissima ed inviolabile costituzione che tutti ma proprio tutti ci invidiano* viene modificata dove c’è volontà politica, ma ci sono dei limiti – oltre che essere un orrore politico e di rappresentanza, quindi non sono *troppo* preoccupato. Il sistema Francese è un po’ unico e pare funzionare per loro, che culturalmente sembrano volere una figura napoleonica che si possa occupare di strategia a medio-lungo termine.

    Però è triste vedere quanto poco la cittadinanza sembra interessata alla rappresentanza parlamentare. Tanto signora mia son tutti dei ladri: via il finanziamento pubblico ai partiti, per cui solo chi riesce a tirare fuori soldi tramite agganci vari – o che abbia già raggiunto massa critica – può fare politica per davvero. Giù il numero dei parlamentari, che a me interessa il Capo e fare il parlamentare sembra equivalga a vincere il megaconcorsone per fare il Navigator. Basta votare il megadirettore galattico, Salvatore o Rovina del paese. Elezioni, viva l’itaglia, abbiamo vinto noi, e se non va bene su un altro. Perchè gli inciuci sono il vero problema di questo paese, evidentemente.

  14. La maggior parte degli italiani non possiede alcuna conoscenza di come funzionioni le cariche dello stato e del perché sono impostate così, sono solo pecoroni che se sentono dire “dobbiamo lasciare che la gente voti direttamente” pensano sia la via migliore a prescindere dalla carica votata.

    Sarebbe anche ora che le ore di religione nelle scuole diventassero ore di “educazione civica e diritto” così che le prossime generazioni possano essere meno pecore.

  15. Sì però col presidenzialismo non hai il governo che per due anni legifera a colpi di decreto e il Parlamento che sta a guardare. A me sembra che molti vogliano la repubblica di Napoleone III più che gli Stati Uniti.

  16. Mezza misura che non dice nulla. O repubblica parlamentare come l’attuale, o repubblica presidenziale sul modello statunitense.

  17. Per riavere un sistema politico non disfunzionale, senza riforme rivoluzionarie, per me ci vogliono alcune cose:

    -Una legge sui partiti che li obblighi ad adottare una vera democrazia interna.

    -Una legge elettorale proporzionale con preferenze e sbarramento al 4% per ogni livello amministrativo.

    -Un adeguato finanziamento pubblico ai partiti che gli consenta di rifondare centri studi, giornali, radio e perfino canali televisivi, oltre a fare formazione interna e crescere e selezionare una classe dirigente.

    -Immunità parlamentare piena e vitalizio, per bilanciare lo strapotere di esecutivo e funzionari ormai imperante.

    -Antitrust sui media, perché in una democrazia vera non possono essere 5/6 miliardari a possedere ogni giornale e canale tv.

    -Ridefinizione al ribasso dei poteri della presidenza della repubblica.

    Il problema è che queste riforme sarebbero osteggiate di brutto dalla classe dirigente/dominante attuale, per cui il paese scivolerà lentamente sempre più verso l’autoritarismo e la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Vivere in una vera democrazia è stato bello finché è durato.

  18. Ma la “maggior parte” degli italiani chi, che se chiedi in giro manco sanno che siamo una democrazia Parlamentare?
    “Governo incostituzionale” (cit)

  19. L’elezione diretta del presidente della repubblica è una cazzata da giacobini populisti, che si proceda piuttosto a rendere il Senato non elettivo e con pieni poteri e la Camera dei Deputati elettiva e a solo scopo simbolico.

  20. Il che vuol dire che l’italiano medio no capisce niente.

    Siamo in permanente campagna elettorale, non c’è un governo che non cada da solo per i giochi di palazzo. Siamo stati stufi del proporzionale sorbendoci l’era berlusconiana in toto, ed eravamo per il sistema a due partiti, poi arrivano i 5s e siamo per il proporzionale. Ed ora che Berlusconi non riesce a diventare PDR siamo per l’elezione diretta.

    L’italiano medio vuole quello che dice la tv. Da sempre. È palese.

  21. Vabbè tanto anche se dovessimo trasformare tutto l’apparto amministrativo della Nazione per diventare una repubblica presidenziale, in massimo 5 anni ci sarebbe di nuovo gli articoli tipo: “Pare che la maggior parte degli italiani voglia il parlamentarismo”.

  22. Sinceramente mi cambia poco basta poi ridurre drasticamente il costo

    L’amministrazione della Presidenza della Repubblica rende noti i dati del bilancio 2018 e del prossimo biennio: confermata la spesa di 224 milioni, la metà (115 milioni) va in spese di personale che guadagna mediamente 65mila euro più degli omologhi a stelle e strisce. Il più pagato nello staff del presidente Usa prende 152mila euro, a Roma si arriva a 240mila

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/21/quirinale-con-765-dipendenti-doppia-la-casa-bianca-funzionari-del-colle-prendono-piu-dei-consiglieri-di-trump/4306299/

    “È vero, si potrebbe obiettare che circa 800 persone di servizio presso la presidenza della Repubblica italiana sembrano leggermente troppe. Prendete il sovrano più famoso della terra, la regina Elisabetta. Ha una corte di 1200 persone. Ma parliamo di una monarchia che di simboli e di riti si nutre e si ammanta. Si ferma invece a mille persone al suo servizio (circa duecento in più di Mattarella) l’imperatore del Giappone. Al Palazzo Imperiale di Tokyo, però, si vantano di avere a servizio personale assolutamente pleonastico: non solo ci sono 25 cuochi, ma prestano servizio anche 11 assistenti impiegati per le pratiche shintoiste. Per non parlare dei 24 direttori d’orchestra assunti a tempo pieno per allietare le serate dell’imperatore e della sua corte.

    Molto più impietoso il raffronto tra le spese per il Quirinale e quelle della Casa Bianca. Il presidente della più grande democrazia del mondo ha al suo servizio appena 377 dipendenti. Inutile dire che un dipendente di Trump guadagna circa la metà di quanto guadagna (in media) un funzionario quirinalizio. ”

    https://www.secoloditalia.it/2018/04/il-quirinale-costa-241-milioni-lanno-piu-della-casa-bianca/

    https://www.ilsole24ore.com/art/quirinale-palazzo-244-milioni-euro-e-710-dipendenti-AEhVAA9

  23. La maggior parte degli italiani penso voglia dei politici più seri e meno litigiosi.

    Ultimamente continuiamo a cambiare legge elettorale ma non mi pare che la qualità delle decisioni stia migliorando.

  24. Inb4 VIVA IL DVCE

    Scherzi a parte il problema fondamentale del parlamento ora è che i giverni sono fin troppo instabili: quasi non ha senso salire al governo perchè basta un fiorentino che ti fa cadere il governo e quasi non ha senso opporsi con forza ad un governo opposto perchè tanto cadrà a breve.

    Ciò crea una tendenza al salvare la poltrona prima della faccia perchè i governi cadono e cambiano troppo in fretta e non passa nessuna manovra seria.

    Con LVI almeno sono stati 20 anni di stabile governo/s

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