
Secondo l’autorità garante della Concorrenza e del Mercato, le campagne promozionali del gruppo fondato da Massimo Di Risio hanno lasciato intendere ai consumatori che le vetture fossero prodotte in Italia. In realtà, ha accertato l’Agcm, «si tratta di autoveicoli prodotti in Cina, salvo marginali interventi di rifinitura e di completamento» effettuati in Italia. La pratica commerciale scorretta è peraltro coincisa con un forte aumento delle vendite di Dr Auto che ha visto le sue immatricolazioni in Italia crescere del e 192,76% nel 2022 e del 52% nel 2023.
by giuliomagnifico
1 comment
Premessa: Sempre sia lodato AGCOM.
Articolato: ottimo ma andrebbe esteso ad altri prodotti fatti al 90% altrove e in Italia solo confezionati o rifiniti e poi marchiati “Made in Italy”. Secondo me questa sarebbe la giusta “lotta politica” da fare, non contro dei nomi simili a quelli italiani o di città italiane.
Ed è lo stesso problema che hanno/avranno gli Stati Uniti con le auto cinesi che verranno assemblate in Mexico e fatte passare da quella frontiera senza dazi.
Ricordo inoltre che si stanno costruendo fabbriche di robe/auto/batterie cinesi in Ungheria e Polonia (se ricordo giusto) per usare la stessa tattica con i dazi Europei.