Io quando vado in ospedale comunque valuto molto “il lato umano”, ovvero come ti trattano, come si occupano di te gli infermieri e i medici insomma. Tante volte negli ospedali più piccoli mi trovo meglio, mi sento più “seguito” che un semplice numero/nome sulla lista degli interventi.
mi viene da ridere. Come se bastasse questo a fare di un ospedale un buon ospedale.
Come si dice? Se torturi abbastanza i dati alla fine finiscono per dirti quello che vuoi sentirti dire?
Ridicoli.
>Dati con cui è stata stilata una top 20 dei grandi ospedali – non una “classifica” delle migliori performance ci tengono a precisare dal ministero – che emerge dopo aver selezionato gli ospedali con maggior numero di dimissioni ospedaliere (l’11%di tutta la casisistica per ricovero ordinario e day hospital) a cui viene poi assegnato un punteggio frutto di un mix di due indicatori: il peso medio della casistica dei Drg (la complessità dei casi trattati) e l’attrattività dei pazienti in arrivo da altre regioni (la mobilità).
Così su due piedi mi sembra una metodologia del cazzo per avere conclusioni che non servano a nessuno, se non forse a qualche opportunista che abbia bisogno di tirare fuori una classica (che però non è una classifica).
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Io quando vado in ospedale comunque valuto molto “il lato umano”, ovvero come ti trattano, come si occupano di te gli infermieri e i medici insomma. Tante volte negli ospedali più piccoli mi trovo meglio, mi sento più “seguito” che un semplice numero/nome sulla lista degli interventi.
mi viene da ridere. Come se bastasse questo a fare di un ospedale un buon ospedale.
Come si dice? Se torturi abbastanza i dati alla fine finiscono per dirti quello che vuoi sentirti dire?
Ridicoli.
>Dati con cui è stata stilata una top 20 dei grandi ospedali – non una “classifica” delle migliori performance ci tengono a precisare dal ministero – che emerge dopo aver selezionato gli ospedali con maggior numero di dimissioni ospedaliere (l’11%di tutta la casisistica per ricovero ordinario e day hospital) a cui viene poi assegnato un punteggio frutto di un mix di due indicatori: il peso medio della casistica dei Drg (la complessità dei casi trattati) e l’attrattività dei pazienti in arrivo da altre regioni (la mobilità).
Così su due piedi mi sembra una metodologia del cazzo per avere conclusioni che non servano a nessuno, se non forse a qualche opportunista che abbia bisogno di tirare fuori una classica (che però non è una classifica).