
Buongiorno camminatori di reddit Italy! Sono Alessandro una Guida Ambientale Escursionistica e faccio trekking in giro per l'Europa e Italia da circa 8 anni. È iniziata la stagione delle camminate in montagna e dato che l’argomento non è praticamente mai stato affrontato su questo sub potrebbe essere interessante affrontarlo insieme e discuterne.
Gli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico sono in aumento stagione dopo stagione anche a causa del fatto che sempre più persone decidono di andare a fare trekking e di avvicinarsi al mondo dei cammini.
Il titolo di per se è “fuorviante”. Andare in montagna in sicurezza non è possibile. Ci sarà sempre una quantità di rischio intrinseco dovuto all’attività e all’abimente in cui ci stiamo muovendo. È però possibili minimizzarlo, gestirlo e prevenirlo.
Di seguito dividerò per macro-capitoli gli elementi di rischio e come prevenirli.
ABBIGLIAMENTO: “Gli escursionisti sono come le cipolle”.
In montagna il meteo può cambiare molto (molto) velocemente e se veniamo colti da un improvviso acquazzone è possibile sviluppare un principio di ipotermia anche con temperatura ambiente di 15/20°C se le condizioni sono sfavorevoli e non siamo vestiti adeguatamente. L’unica cosa che ci può difendere sono i nostri vestiti.
Anche se andiamo a fare un’escursione di qualche ora è importantissimo avere un abbigliamento adeguato. Non deve essere iper tecnico e costoso ma ci deve proteggere da tre elementi fondamentali: pioggia, vento e freddo. Per questo è necessario vestirsi a strati e portare sempre con se anche quelli che non sembrano essere necessari.
- Strato base: maglietta/camicia sintetica o lana merino per allontanare il sudore dal corpo e farlo evaporare. Cotone male male perchè trattiene e rallenta l’evaporazione del sudore che quindi andrà a “raffreddarci” maggiormente e per più tempo. Meglio portarne una di ricambio.
- Strato medio: un pile, anche da 10 euro del decathlon da indossare se la temperatura scende. Ci permette di muoverci non ad alta intensità senza sudare troppo grazie alla sua traspirabilità. Bonus: trattiene il calore anche se leggermente bagnato. O da indossare quando ci fermiamo.
- Giacca impermeabile: da portare sempre! Un temporale estivo può arrivare così de botto e le temperature possono calare in modo inaspettato. Senza una giacca impermeabile, o un poncho, finirai per bagnarti e rischiare un principio di ipotermia. Se puoi dovesse tirare anche molto vento la combo finale è completa. Per escursioni brevi e saltuarie bastano anche i primi prezzi Decathlon.
- Piumino: non indispensabile in estate ma anche qui, in montagna, le temperature possono cambiare bruscamente e metti caso che abbiamo maglietta e pile zuppi, il piumino ci salverà da una possibile ipotermia. NON INDOSSARE MAI IL PIUMINO IN MOVIMENTO. Il piumino non è un capo "attivo" ma statico, non traspira e se bagnato non isola.
Bonus: metti gli indumenti da mantenere asciutti "no matter what" in un sacco di plastica del pattume all'interno dello zaino. Così se anche dovessi essere completamente zuppo avrai un cambio asciutto.
SCELTA DEL SENTIERO: Scegliere un sentiero che rispecchi le nostre conoscenze e capacità fisiche può essere difficile e finire per trovarci su un sentiero attrezzato in preda al panico non è sicuramente il top.
Esistono vari tipi di sentieri:
- T: Turistico, su stradine o mulattiere e sempre ben segnalati. Poche difficoltà, dislivello positivo in genere inferiore ai 500m.
- E: Sentiero escursionistico, su sentiero, pascoli o pietraie. Di solito segnalato, richiede maggiori capacità di orientamento e presenta un dislivello positivo compreso tra i 500m e i 1000m.
- EE: Escursionisti Esperti, su sentieri a volte non segnati, scoscesi e impervi a volte esposti su dirupi e ghiaioni ripidi. Dislivello superiore ai 1000m positivi. Per chi ha già tanta esperienza e allenamento.
- EEA. Escursionisti Esperti Attrezzati, sono sentieri che nella quasi totalità richiedono attrezzatura da ferrata (imbrago, moschettoni, dissipatore, casco). Evitare di fare senza adeguata preparazione, ricerca e attrezzatura. Si possono trovare info su tutti i sentieri attrezzati su Ferrate 365.
Se scendi dal divano e non hai esperienza di trekking orientati verso i percorsi turistici o al massimo parti ridotte di sentieri escursionistici previa ricerca online di relazioni (sono presenti descrizioni di praticamente ogni sentiero) di difficoltà e caratteristiche. Parti con itinerari che portano ad un rifugio a quote non troppo elevate (1500m sldm) e che presentano indicazioni chiare con dislivelli inferiori ai 500m positivi.
Bonus: puoi utilizzare un sacco di siti come alltrails, koomot, wikilock per trovare sentiero con ottime descrizioni che rispecchino il tuo livello di allenamento. Sono ottime anche come strumenti di navigazione. Il mio consiglio spassionato è però quello di evitare luoghi troppo affollati. Negli ultimi anni posti (bellissimi eh) come alcune località delle Dolomiti o alcuni bivacchi, hanno subito una pressione antropica enorme che rischia di danneggiare sentieri ed ecosistema. Quindi prova a cercare luoghi meno "famosi" hanno comunque un sacco di servizi!
INFORTUNIO: questo purtroppo può capitare a tutti anche ai più allenati ma possiamo applicare alcuni concetti di prevenzione anche in questo caso.
- Storte e slogature: scarpone o scarpa da trail? Il grande quesito ceh fa litigare praticamente tutti. Ma nel dubbio NO ALLE SCARPE DA GINNASTICA! Le scarpe da ginnastica oltre a non fornire un’adeguata protezione contro rocce e radici non offrono assolutamente un grip adeguato su terreni anche leggermente fangosi. Questo aumenta esponenzialmente il rischio di scivolare e di farsi male. Inoltre le scarpe da ginnastica vengono acquistate di una taglia troppo piccola per accogliere l’espansione naturale del piede durante la camminata. Lo scarpone offre sicuramente più protezione contro le contusioni e i fondi duri come pietraie e sassaie, ma “bloccando” la caviglia ne limita la mobilità e costringe il ginocchio a compensare. Questo ci rende meno agili ma in certi tipi di terreno a dei vantaggi. Se invece abbiamo una propiocezione del piede allenata e desideriamo una maggiore mobilità una scarpa da trail non troppo morbida con un buon grado di protezione può fare al caso nostro.
- Dolori articolari: se durante le nostre prime escursioni di prova ci troviamo ad avere dolori articolari specialmente al ginocchio e in discesa e consigliato rivolgersi ad un fisioterapista e iniziare un percorso di allenamento specifico. Personalmente ci ho messo più di un anno di allenamento per eliminare (quasi del tutto) i dolori alla patella. Se siamo a conoscenza di questi dolori, per evitare quindi di doverci far portare a valle dall’elisoccorso scegliamo sentieri con poco dislivello negativo.
- Cadute: molte persone che iniziano a fare trekking hanno molta paura di camminare su sassi, rocce e di fare discese ripide. Questo perchè non hanno ancora sviluppato una propiocezione adeguata e costruito una memoria muscolare e una confidenza su questi terreni. Per evitare cadute nei momenti più difficile è importate mantenere il baricentro basso piegando leggermente le gambe senza sbilanciarsi di lato per cercare appigli che rischierebbero solo di farci scivolare.
- Disidratazione: la disidratazione può comportare sintomi come nausea, mal di testa e capogiri per questo è importate bere costantemente durante la giornata, conoscere la posizione di eventuali fontane. Per questo le prime escursioni è meglio farle vicino a rifugi o ambienti urbanizzati per poter reperire acqua in modo più semplice.
- Colpo di sole e bruciature: essenziale un cappellino UV proof, se fa molto caldo bagnarlo per raffreddare la testa e per evitare di ustionarsi (ricordiamoci che più saliamo più l’esposizione agli uv aumenta) incremarci abbondantemente con protezione 50.
METEO: È essenziale controllare almeno il giorno prima di partire le condizioni meteo per poter decidere se andare o meno. Come farlo? Se piove o tira abbastanza vento dal farti demordere dall'uscire a fare una passeggiata in città allora è il caso di non andare in montagna. Con il tempo ognuno costruisce una propria base di "resistenza" e conoscenze in grado da farlo stare più a proprio agio nella pioggia o in altre condizioni. Ma se stai iniziando forti piogge o vento non fanno ancora per te. Ricorda che in montagna il meteo può essere molto variabile. Specialmente in estate i temporali pomeridiani sono molto frequenti per via della formazione di cumulo nembi. Questi portano anche eventi di tipo temporalesco come i fulmini. In montagna il rischio di essere colpiti è molto più elevato per via della morfologia del terreno.
Se senti in lontananza un tuono o vendi una formazione temporalesca avvicinarsi, scendi subito a valle o trova un rifugio o un bivacco dove fermarti. In alternativa se sono previsti eventi temporaleschi evita proprio di camminare in quel momento della giornata.
Concluderei con alcuni punti fermi da tenere a mente:
- Se non ti senti a tuo agio a continuare lungo un sentiero torna indietro, potrai sempre tornare un'altra volta.
- Se avevi previsto di impiegare 5 ore per arrivar al rifugio ma in 3 ore non sei ancora a metà strada, fai una pausa, mangia qualcosa e torna indietro. Il rischio di rimanere in giro con il buio, di perdersi per via della stanchezza non sono da sottovalutare.
- Se non dovessi vedere segnali bianchi e rossi o segnaletica per un po', fermati e controlla la tua app o carta escursionistica. Chiedi ad altri escursionisti e ritorna suoi tuoi passi, non continuare!
- Se inizi a sentire dolori fai una pausa e valuta se continuare o meno. Nessuno sta valutando la tua performance. Meglio fermarsi e ritornare un'altra volta che farsi male e stare fermi per settimane.
- Se sei in gruppo e qualcuno ha un passo più lento degli altri per mancanza di allenamento (in questo caso è stato scelto un percorso troppo difficile da principio) o infortunio è essenziale aspettarlo e di conseguenza modificare il percorso. No discussioni o litigi. Priorità massima alla persone in difficoltà.
Sentitevi liberi di aggiungere o commentare!
Ps. Scusate per la lunghezza XD
by walking_nose
31 comments
Post stupendo! Sono informazioni di base per chi frequenta le montagne, ma è assolutamente importante ribadirle
Da (dog) trekker da diversi anni portando in giro i miei cani in più sentieri soprattutto in zona appennino tosco/emiliano grazie mille per questa guida, io mi ritengo alquanto preparato, ma la quantità di gente che incrocio in sentieri anche piuttosto complicati con Jordan 1 o Converse ai piedi mi fa incazzare alquanto, quindi spero venga letta fa più gente possibile
Bonus point per komoot, lo uso da un paio di anni e si sincronizza pure col il mio garmin watch, per capire in che punto sei del sentiero e soprattutto trovarne nuovi e capirne la difficoltà è veramente ben ben fatto
Il tuo post è davvero utile per chi si approccia alla montagna senza la guida di associazioni (CAI) o in compagnia di gente esperta. Mi permetto di aggiungere che un’assicurazione per gli infortuni sarebbe necessaria: facendo le corna, il soccorso alpino costa!
>**Dolori articolari:** se durante le nostre prime escursioni di prova ci troviamo ad avere dolori articolari specialmente al ginocchio e in discesa e consigliato rivolgersi ad un fisioterapista e iniziare un percorso di allenamento specifico.
Aspetta, aspetta, potresti dirmi un po’ di più su questo? Di che cosa si tratta quando fa male la parte esterna del ginocchio soprattutto in discesa? Non ho mai fatto trekking (vorrei iniziare perchè ho trovato un gruppo di ragazzi che organizza uscite insieme), però questo esatto dolore mi è venuto ad Aprile dopo aver camminato ad Amsterdam una cosa come 20km al giorno per 5 giorni (la normalità era 7k passi in quel momento). Mi ha dato molto fastidio per un bel po’ e paradossalmente la cosa che sembra avermelo risolto è stata allenare gambe in palestra
>**EEA. Escursionisti Esperti Attrezzati**, sono sentieri che nella quasi totalità richiedono attrezzatura da ferrata (imbrago, moschettoni, dissipatore, casco). Evitare di fare senza adeguata preparazione, ricerca e attrezzatura. Si possono trovare info su tutti i sentieri attrezzati su [Ferrate 365](https://www.ferrate365.it/)..
Come posso imparare a fare una ferrata in sicurezza? Sono le cose che più mi attirano della montagna d’estate.
Ultima domanda, quanta esperienza serve più o meno per rendere fattibili escursioni di più giorni?
ottimo post, grazie! Un’altra cosa che si è rivelata utile è portarsi sempre un pranzo “d’emergenza” nel caso non si riesca ad arrivare al rifugio in cui si sperava di rifocillarsi. Niente di peggio che dover tornare indietro di corsa perché si è affamati.
Ah e i cani vanno al guinzaglio, escono fuori dai percorsi tracciati e spaventano la fauna locale. Sia uomini che amici cani devono stare sempre sul sentiero. Se una scorciatoia fosse davvero una scorciatoia sarebbe una strada.
Aggiungo una cosa per coloro i quali portano i cani in montagna: se siete su un percorso particolarmente pietroso, passatemi il termine, legate i cani e fate attenzione che non facciano scivolare sassi a valle lungo i sentieri.
Può capitare, ci mancherebbe, ma ho visto spesso persone che non si interessavano minimamente a questo aspetto che può essere molto fastidioso oltre che pericoloso
>Sentitevi liberi di aggiungere o commentare!
Ps. Scusate per la lunghezza XD
Ottimo post, 10/10
Una nota di commento: ottimo komoot, ma è meglio avere sempre una mappa escursionistica cartacea con sè (e saperla leggere). Nove volte su dieci su percorsi turistici ed escursionistici non serve ad orientarsi ma a dare un nome a quello che ci sta attorno…ma quella volta ogni dieci anni che perdi la traccia del sentiero la carta ti salva da una telefonata imbarazzata al soccorso alpino. E salva tempo e risorse dei soccorritori.
Basterebbe IMHO una mappa seria (non quelle stilizzate che ti danno gli alberghi) ed un paio di buone scarpe da trekking per abbattere già di un buon 40% il fattore rischio a cui si espongono le persone che muovono i primi passi in montagna.
Post-COVID ovunque io vada sulle Alpi trovo gente che non sa esattamente dove sta andando, ma ha deciso di andarci perché ha visto quello scorcio su Instagram o un reel su TikTok e “dai proviamoci”. Poi magari, come scrive u/Aru10, sono in giro con le Converse…e senza acqua né mappa, giusto per non farsi mancare nulla.
Aggiungerei un po’ di cose.
* Se si va da soli, di avvisare sempre qualcuno del percorso che si intende fare e degli orari, a grandi linee, in cui si dovrebbe terminare, in modo che si possa dare l’allarme se non rientrate. Sarebbe meglio, per livelli superiori a quelli che si è abituati a fare, andare in compagnia magari di qualcuno che ha già affrontato quel tipo percorsi.
* Non abbiate paura di chiedere informazioni se non siete sicuri di dove state andando, di aggregarvi se sentite il bisogno, di chiedere aiuto (anche cibo o acqua se disgraziatamente siete stati così poco previdenti da finire senza), nessuno rifiuterà di aiutarvi.
* Per le escursioni invernali: Artva, pala e sonda possono fare la differenza tra la vita e la morte, nei casi in cui ci sia possibilità di finire sotto una valanga (anche piccola)
>Gli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico sono in aumento stagione dopo stagione anche a causa del fatto che sempre più persone decidono di andare a fare trekking e di avvicinarsi al mondo dei cammini.
AKA la gente vede i reel su Instagram di qualche influenzers e pensa “oh che bello, dopo 12 estati passate in Riviera, fammi andare a 2500 metri per postare qualcosa di diverso”.
>Se non ti senti a tuo agio a continuare lungo un sentiero torna indietro, potrai sempre tornare un’altra volta.
Questo è forse il consiglio migliore di tutti. Andare sempre con qualcuno che è in grado di conoscere i tuoi limiti e dire, ok si torna indietro, alla prossima.
Leggo ora il tuo username, sei per caso lo stesso del canale YouTube?
Comunque bellissimo thread, me lo salvo così me lo leggo con calma post lavoro.
Ti prego, mi aiuti a capire che percorso professionale devi intraprendere per fare il trekker di professione? Grazie mille
In questo periodo l’elisoccorso qui a Trento è praticamente sempre in volo.
Questa guida è oro, materiale come questo salva le vite.
Assolutamente OT ma volevo ringraziarti dopo anni per la recensione della tenda della decathlon da 28€ (la seconda versione)
Ha svolto perfettamente tutti i suoi compiti e l’ho anche modificata aggiungendo un’asola per un tirante extra sulla parete posteriore
Ho una domanda: perché in Italia diciamo Trekking e nel resto del mondo dicono Hiking
Le bacchette hanno cambiato drasticamente le mie camminate in montagna. Le snobbavo da “giovane”, ora senza non parto nemmeno.
Hai omesso una cosa fondamentale.
Si parte PRESTO!
Perché le ore di luce che si hanno in più sono la differenza tra rientrare in sicurezza e farsi la notte fuori, magari con una caviglia slogata.
Quando alle 2/3 di pomeriggio sto già rientrando (ed è tardi per i miei canoni) e trovo gente a metà salita che si prenderà in faccia i temporali da calore mi chiedi perché? Se vi piace dormire fate un altro sport.
Poi come detto. Una bella slogatura a metà discesa magari nel bosco, alle sette di sera ed ecco che la notte divertente è assicurata.
Non entro nel merito delle app perche uso solo le cartine. Pianifico su windy (che ha segnati tutti i sentieri) e poi ho con me la cartina. . Ci manca solo che mi faccio male e si scarica il telefono/cade ecc ecc.
Però diciamo che sotto i 2700 mslm si è ancora a livello turistico per i posti in cui andavo di solito.
**ACQUA**: portate tanta acqua, specie d’estate. Difficile specificare quanta, varia molto in base alle condizioni meteo e a quanto sudate e siete abituati a bere. Come base calcolate circa mezzo litro ogni ora di cammino, ma come detto è una cosa molto soggettiva. Se preferite, potete metterci dentro dei sali minerali oppure thermos con tè. Cercate di capire se sul sentiero ci sono sorgenti o fontanelle (app “fontanelle d’Italia”) da cui rifornirsi.
👏👏👏
Aggiungo due cose:
* In montagna, almeno se si è alle prime armi (ergo: se il post di OP serve) ci si va per divertirsi, guardare il panorama, tenersi in forma e rilassarsi, non per far vedere che si ha il cazzo lungo. Specialmente all’inizio, prediligere sentieri turistici e facili. La parola “dislivello” non deve nemmeno esistere nel proprio vocabolario.
* Non è vietato andare da soli in montagna, anche se si è alle prime armi, ma la scelta del sentiero è fondamentale. Iniziare da turistici facili, ben segnalati e principalmente pianeggianti. Avete presente i sentieri che percorrono le valli (tipo a Pragelato, dove d’inverno fanno la pista da sci di fondo) o che raggiungono castelli turistici (tipo: da Gressoney Saint Jean fino al castello della Regina Margherita)? Ecco. Si può cominciare da quelli. Per prendere le misure e capire in che forma fisica ci si trova sono ottimi, sono ben segnalati, sono pieni di gente e quindi non serve per forza organizzare la carovana per andare.
* Quando si va in gruppo su sentieri un po’ più lunghi e impegnativi, va fatta rispettare una regola: la persona più esperta va al FONDO del gruppo e nessuno deve restare indietro (ergo: ci si aspetta, non si mette fretta alle persone), mentre la seconda persona più esperta va messa a capofila. Se vi trovate in mezzo a gente che corre per farsi figa, gente che mette fretta, gente che porta allo stremo le persone meno allenate o che comunque non è in grado di rendersi conto quando è ora di rinunciare, CAMBIARE GRUPPO.
Basta non essere terroni
Non ho nulla di particolare da aggiungere ma solo da ringraziarti per la spiegazione sicuramente utile per chi ha in mente di andare in montagna quest’estate!
Quello di cui non sapevo aver bisogno! Grazie!
Bellissima guida, grazie!
>Se sei in gruppo e qualcuno ha un passo più lento degli altri per mancanza di allenamento (in questo caso è stato scelto un percorso troppo difficile da principio) o infortunio è essenziale aspettarlo e di conseguenza modificare il percorso. No discussioni o litigi. Priorità massima alla persone in difficoltà.
Mi ricorda tanti anni fa quando mi ero appena trasferito all’estero, dei miei amici di università mi invitarono a fare un giro in montagna che doveva essere facile. Poi per qualche motivo hanno deciso (senza dirmelo) che era *troppo* facile e hanno fatto un “detour” fuori percorso. Io non conoscevo la zona mi son fidato, e mi son fatto male, e loro mi hanno piantato li in maniera incerimoniosa. Sono sceso a valle fino alla funivia strisciando per terra (erano i tempi pre cellulari). Bei tempi. Non sono più andato in montagna in gruppo.
Assolutamente tutto condivisibile, aggiungerei solo che per inizia è meglio che non vada da solo ma che si aggreghi a qualche gruppo, in modo da essere consigliato ed eventualmente aiutato in caso di difficoltà.
Scritto molto bene, ma una piccola aggiunta sull’abbigliamento. Buttate in zaino un paio di guanti (di pile o windstopper, economici). Non pesano niente e fanno la differenza se davvero il meteo si mette male o se avete calcolato male le temperature.
Ciao! Innanzitutto grazie per le dritte, utilissime! Vorrei chiederti un corollario su chi comincia e ha bambini piccoli (3 e 5 anni) e un bernese di 2 anni. In particolare se ci sono percorsi turistici adatti (o siti ad-hoc) e quanti metri/km max programmeresti a giornata. Andrò a fiera di primiero/San Martino di castrozza ad Agosto. Grazie ancora!
Bel tema
Purtroppo buona parte di chi spiega o si mette in mostra sui vari social è idiota o si vanta di atteggiamenti pericolosi.
Si può essere cazzoni eh, ma non mostrarsi come esempio pubblico.
Mi lamentavo l’altro giorno di quanti coglioni si filmano a scalare o su ferrate, ma non padroneggiano né tecnica né cervello, che sono la base per escursioni divertenti e sicure (tra virgolette). Aneddoto a parte: in alcuni sentieri ho visto anziani col casco, ma senza imbraghi. Non capivo se facevano scalate slegati: no, avevano il casco perché sapevano che era zona caduta sassi, quindi erano pure più furbi/informati di me che avrei messo il casco solo all’attacco della via (i sassi si sa, cascano, ma a volte cadendo raggiungono distanze che non immaginiamo).
Secondo aneddoto: uscita in 3, avevamo 3 differenti telefoni/tariffe, siamo riusciti a sbagliare sentiero e cannare di 3h aggiuntive il rientro (ovviamente 3h di riserva acqua non calcolate), avessimo stampato la cartina non avremmo perso la via (vabè abbiam guadagnato un’avventura e ci sorrido su)
Edit: andare per gradi ti porta lontano. Man mano che ti alleni capisci dove puoi andare e dove non è ancora possibile (o non lo sarà mai). Un passo alla volta da tante soddisfazioni se con costanza
Ottima guida!
Aggiungerei anche che, per quanto riguarda il meteo, oltre che essere sempre essenziale controllare il meteo ogni volta che si organizza un trekking, una buona fonte dove reperire previsioni meteo per la montagna (in trentino) è meteotrentino. Sono molto accurati e danno anche informazioni sul meteo in base all’altitudine.
Ottima guida, un paio di aggiunte che mi verrebbero cosi su due piedi:
Portarsi un minimo di primo soccorso, specialmente cerotti per le fiacche (accorgersi in cima che ne si hanno un paio e non avere i cerotti appositi è una tragedia), qualche cerotto, benda. Coperta termica (quelle “metalliche” oro e argento) porta via meno spazio di un fazzoletto e puó fare la differenza sia con il caldo che con il freddo. Non prendetevi troppo spazio ma meglio averli che no. Portatevi anche un fischietto, se per qualche motivo dovete attirare l’attenzione di altri escursionisti o soccorsi è uno dei metodi piu semplici e immediati.
Tenete sempre a mente che il bosco/sentiero è di tutti, umani e animali, si ride si scherza e si chiacchiera ma evitare di fare il rumore del mercato del pesce sarebbe meglio per tutti (e qui ci aggiungo un odio personale per il rumore dei droni quando sei al rifugio/in vetta)
E mi raccomando, salutate sempre, tutti, sul sentiero, non c’è bisognno di un motivo, si fa e basta 🙂
Mettila una virgola ogni tanto comunque, ho il fiatone già a leggere
tutto molto corretto. però c’è un consiglio importante che non hai scritto: non si dovrebbe andare in montagna tra luglio e agosto durante il giorno, specialmente nei percorsi esposti, troppo sole e troppo caldo! molto meglio le notturne.