https://www.ilsole24ore.com/art/nascite-picchiata-sud-meno-40percento-ultimi-20-anni-resistono-parma-e-bolzano-AEtex0BB

Il [report annuale Istat](https://www.istat.it/it/archivio/264784) sulle nascite, che elabora i dati del 2020, certifica il costante calo della natalità italiana, con una forbice dal -13% su 20 anni a Roma, al -40% di molte regioni del sud.

A integrazione dell’articolo de il Sole 24 ore, che contiene anche una comoda visualizzazione interattiva, e del report Istat, aggiungo il simulatore di piramide demografica dell’Istituto Nazionale di Studi Demografici francese, con dati per gran parte dei paesi del mondo inclusa l’Italia:

https://www.ined.fr/en/everything_about_population/population-games/tomorrow-population/

Con questo potete seguire l’evoluzione della popolazione italiana secondo i modelli ONU, oppure divertirvi a provare parametri diversi per vedere come cambia la struttura di classi d’età in futuro.

31 comments
  1. Io penso che, nella generale disfunzione e paralisi della politica italiana, la demografia sia uno di quegli argomenti che non possono che finire nel dimenticatoio di fatto (al di là dei discorsi di rito in occasioni come la pubblicazione di questo report).

    Tuttavia per un paese come il nostro rimane uno dei fattori più determinanti: siamo la [terza nazione più vecchia del mondo](https://www.statista.com/statistics/264727/median-age-of-the-population-in-selected-countries/), tolti alcuni microstati con valori falsati dalle residenze fiscali di comodo. Avere una così alta proporzione di anziani crea un problema contingente di sostenibilità del sistema pensionistico, e uno assoluto (cioé indipendente dalla contingenza finanziaria) di gestione delle necessità personali, di salute, di socialità ecc. di questa grande massa di anziani che andrà crescendo per decenni.

  2. Come si può contrastare il calo delle nascite?

    E sì, scopare è la soluzione ovvia ma io vorrei leggere idee economiche e sociali più che la solita battuta.

  3. Boh, a me sembra strano, dove lavoro vedo molti pancioni di varia grandezza appioppati a donne di varia etnia ed età e bimbi piccoli o_O (lavoro in un centro commerciale)

  4. lavoro

    stipendi/salari decenti

    maternità

    asili nido scuole e doposcuole efficenti

    volete che facciamo i figli? dateci le opportunità di farli.

  5. Rendere paritaria permessi di paternità e maternità sarebbe un inizio, come nei paesi nordici.
    Il problema poi sta a monte, chi lo fa un figlio con l’inflazione in crescita, gli stipendi (se trovi lavoro) sempre uguali a 20 anni fa e con i prezzi delle case alle stelle?

  6. > con questo potete seguire l’evoluzione della popolazione italiana secondo i modelli ONU, oppure divertirvi a provare parametri diversi per vedere come cambia la struttura di classi d’età in futuro

    Molto interessante la simulazione. Purtroppo sull’asse verticale (“Age in years”) non ci sono riferimenti a parte lo 0 e il 100, quindi è abbastanza difficile seguire lo spostamento del picco ed estrarre conclusioni più quantitative di “ci sarà uno sbotto di vecchi”.

  7. Io la butto lì, al mondo siamo circa 8 miliardi. Il calo delle nascite non è un problema, anzi, è auspicabile; bisogna smettere di pensare ai nuovi nascituri solo in termini economici (chi ci paga la pensione poi?), e cominciare invece a pensare a un modello economico sostenibile col calo delle nascite. Con l’avanzare della tecnologia ogni individuo consuma sempre più risorse, ed è da anni che questo trend è insostenibile a livello ecologico. Un calo della natalità a livello globale sarebbe un buon inizio, e la diminuzione dei consumi magari metterebbe anche un piccolo freno allo strapotere delle multinazionali che continuano a produrre per accumulare capitale senza scopo se non l’accumulo stesso. Il mio probabilmente è wishful thinking, e se le condizioni economiche non fossero quello che sono molto probabilmente il calo delle nascite non ci sarebbe, ma mi piace vederla come un’imprevista possibilità

  8. Si tratta di un problema complesso da risolvere e che tende quindi ad essere messo da parte dai politici ed anche dai gruppi sedicenti progrssisti.

    Magari preferiscono mettere delle e rovesciate per favorire l’inclusivita’ sentendosi all’avanguardia. Certo parlare della cronica mancanza di asili nido e di doposcuola, di resvizi di aiuto alle madri risulata essere una cosa noiosa. Ancora di piu’ andare a parlare delle discriminazioni che le donne subiscono se in eta’ fertile nel mondo del lavoro e di come la maternita’ possa andare a colpire la carriera se non il posto di lavoro delle donne.

    In questo modo, oltretutto le donne laureate o con dottorato di ricerca fanno figli tardi, e questo porta ad avere meno figli sia per ragioni fisiologiche che di tempo.

    Per di piu’ il livello di attenzione che ci si aspetta che i genitori abbiano sui figli rendono avere i figli costoso in termini economici e vanno ad assorbire molto tempo ai genitori.

  9. Non è così difficile da credere. Gli ultimi anni sono stati tragici dal punto di vista sociale ed economico. Ci sono nuclei famigliari (con o senza figli) che a stento arrivano a fine mese. Come fai a crescere un figlio senza avere una stabilità economica minima?

  10. >Nascite in picchiata: al Sud meno 40% negli ultimi 20 anni

    È quasi come se fare figli e mantenerli costasse soldi, e al sud ci fossero problemi di

    * carenza di lavoro

    * redditi bassi

    * carenza di servizi pubblici adeguati

    Non so, forse dovremmo provare con un altro superbonus per stimolare il mattone ed il bonus per acquistare le culle. Non credo che servano interventi strutturali, facciamo un paio di clickday più magari qualche detrazione aggiuntiva e si vola

  11. Penso che procreare come si faceva una volta sia un concetto superato e basare il benessere di un paese su questo è aberrante. Ogni generazione rispecchia la situazione economica e mentalità di allora: i miei nonni hanno diversi fratelli e sorelle (N>5), mia madre ha oltre me altri due figli (ma è sempre stata indecisa se fermarsi a due o tre per questioni economiche e familiari) e per quanto riguarda me potrei anche non averli e stare bene, oppure massimo 1 se vivrò in condizioni economiche agiate (23 M). Nel mio ideale se tra 10 anni cambiassi idea preferirei avere un figlio/a in un altro paese, uno che sa agevolare da questo punto di vista entrambi i genitori.

    Quando ascolto i discorsi di mio fratello e la sua fidanzata che vanno verso i 30 ed elencano tutti i problemi legati all’avere un bambino (dove vivere, spese, come accudirlo quando entrambi i genitori lavorano) mi viene la pelle d’oca, non è stato neanche procreato e già ci sono una bella sfilza di problematiche annesse…

  12. Io faccio l’impiegato in una azienda al sud.

    Azienda che sta bene, in salute, ricavi in crescita da più di 10 anni.

    Prendo uno stipendio ridicolo per la ricchezza che in realtà produco e sono cresciuto pochissimo rispetto a quanto è cresciuta l’azienda.

    Ovviamente il mio esempio non vale per tutti ma vedo purtroppo moltissimi altri imprenditori della zona fare così.

    Si nascondono dietro la scusa delle troppe tasse ma non possono nascondere la vita che fanno.

    Macchinoni cambiati in continuazione, e non sto parlando di volkswagen o volvo ma di auto di fascia alta, vacanze ovunque e ogni volta che ci sono due giorni liberi, per non parlare dello stile di vita nel quotidiano.

    Poi se chiedi 100 euro di aumento partono i drammi e i conti fatti al millesimo con la solita scusa delle tasse tirata in ballo.

    Le tasse esistono, ci sono, sono pressanti, non sono poche ma se tu fai uno stile di vita che ti permette di avere 3 figli e comunque di andartene in giro col macchinone e fare vacanze dappertutto, mentre i tuoi impiegati devono farsi i conti su ogni spesa da affrontare solo per potersi permettere di vivere, senza chissà che pretese, e inoltre con i soldi che guadagnano non possono neanche lontanamente pensare di avere figli, allora qualcosa che non va forse c’è.

    Ora lo so che arriveranno gli imprenditori del reddit a dirmi che fare impresa in Italia è follia e che le tasse sono molte ecc. ma la verità è che la disparità esiste e la forbice si sta allargando.

  13. Ormai siamo in una situazione in Italia tale per cui il punto di non ritorno è perfino passato. Ascoltavo un podcast al riguardo e diceva che si aspetta che nei prossimi anni nascano meno di 400k bambini e già ci sono un terzo di 30enni in meno rispetto al numero di 50enni.
    Senza contare il numero di neet tra i più alti nel mondo.

  14. **Problema**: la gente non fa figli perché non può o non vuole rinunciare alla propria condizione economica.

    **Soluzione**: trasformare i figli da un costo economico ad una fonte di reddito

    **Implementazione**: ridurre le tasse in modo significativo in base al numero di figli. Con 1 figlio tagliamo le tasse del 25%. Con due figli togliamo il 75% di tasse. Con tre figli azzeramento delle tasse e si fornisce un reddito (“reddito di promiscuità”) che cresce ad ogni figlio successivo. Aggiungiamo un parametro sul reddito per rendere il tutto più equo ed il gioco e fatto.

    Easy peasy 🍋 squeezy

  15. Quando la casa, l’alimentazione ecc.. non sono un diritto garantito (visione socialista/anticapitalista) o non ci sono vere opportunità lavorative con buoni ricavi (visione liberista), che cosa ci si aspetta?

  16. Forse al sud si stanno rendendo conto che con uno stipendio di 800/1000 euro e nessuna garanzia sul posto di lavoro non conviene fare figli. Dico forse perché ancora ne vedo di persone che stentano ad arrivare a fine mese però figliano come se non ci fosse un domani.

  17. Eh chissà, chissà perchè non si fanno più figli.

    A parte l’ovvietà dell’aspetto economico, a parte l’incertezza per un futuro sempre più grigio, penso che TANTE persone arrivino all’età in cui si “dovrebbe” pensare a figliare non pronti psicologicamente ad una cosa così importante e ad una responsabilità così grande.

    Non vorrei passare per arrogante, quindi mi includo, almeno parzialmente, in questa descrizione, ma sempre più spesso a parlare con amici, vedere coetanei sui social, sentire gente che parla in palestra e via dicendo, mi sembra di vivere in un mondo di dive e manchilds.
    Gente di 25, 30 o 35 anni senza un piano per il futuro, dove tutto è un carpe diem, dove l’unico pensiero è quale capitale europea visitare nei prossimi 3-4 giorni di ferie (mi han detto che Lisbona va forte negli ultimi tempi, però tappa obbligatoria a Sintra almeno un giorno, sennò il viaggio è sprecato) o il chiodo fisso dell’estate perchè dopo 2 estati rubate dal COVID, bisogna recuperare i bagordi persi e le serate croccanti al bar in spiaggia, che le storie instagram degli ultimi tempi sono state un po’ noiose.

    Ora, nessuno è obbligato a fare figli, tirar su una famiglia, etc., ma l’impressione è che ci si stia sempre più muovendo verso una società dove i bambini sono solo una rottura e chi può li evita fino all’ultimo momento, se non del tutto. Fino ai 40 anni si è giovani e quindi fino ai 40 anni ci si diverte, si gira il mondo e le relazioni stabili sono per il dopo.
    Ognuno ha ovviamente il diritto di fare le proprie decisioni, ma non riesco a fare a meno di pensare che a lungo termine, non sia esattamente una strategia vincente per la nostra società.

  18. io per ora alla risonante età di 35 anni…. non amo i bambini, non mi piacciono e

    # per ora

    non ne voglio, ci godiamo la vita di coppia senza pensieri sul badare a qualcuno.

  19. Idea per lo stato: rendi l’aborto illegale, alzi i prezzi dei contraccettivi, chiudi le università alle donne e impedisci loro di lavorare!

    Nasceranno immediatamente tantissimi meravigliosi figli della patria!

    Scusate, ho avuto una brutta giornata e sento l’acidità. Però nessuno mi toglierà dalla testa che uno dei principali motivi per cui nei paesi ricchi si fanno meno figli é perché chi ha una buona cultura, soprattutto se donna, ci pensa due volte al giorno d’oggi prima di stravolgere completamente la propria esistenza per un figlio. Le priorità sono cambiate, non si è più considerate delle zitelle fallite dalla società se a trent’anni non si hanno famiglia e figli. Il proprio lavoro, la propria indipendenza, la propria libertà sono considerati da tante persone più importanti che costruirsi una famiglia. Probabilmente anche per il fatto di essere figli delle ultime generazioni che hanno sacrificato completamente le loro esistenze per fare figli, non vogliamo diventare frustrati come la generazione dei nostri genitori che non fa altro che lementarsi di tutti i sacrifici fatti. Aggiungiamoci pure la facilità di reperire contraccettivi per le donne e la maggiore predisposizione degli uomini ad usare il preservativo rispetto alle generazioni passate. Per ogni generazione i desideri cambiano e forse la nostra non ha tra le priorità quella di fare figli, perché non é più visto come obbligo morale, sociale, religioso ma come cosa che fanno le persone che non hanno proprio altro da fare per riempire le proprie vite (molte persone fanno figli per noia e si rivelano genitori di merda) o chi invece li desidera intensamente come scopo nella vita. In ogni caso, saranno sempre meno che ai tempi dei nostri genitori o nonni, dove il figlio capitava e te lo tenevi punto e basta.

  20. Molti preferisco un cane o un gatto ad un figlio in quanto hanno meno pretese…semplice.

    Si è tutto vero, i figli costano, lo stato non ti aiuta, bisogna fare tanti sacrifici…ah ecco la parolina magica…sacrifici.
    Molti della classe media non ne vogliono sepere mezza di fare sacrfici, un cane è meno impegnativo e puoi andare a fare tutti gli apericene che vuoi senza lo sbatti di dover cambiare un pannolino.

    Io ho 42 anni, la mia compagna 32 e quest’anno avremo il nostro primo figlio.
    Paghiamo il mutuo sulla casa, le spese condominiali, le bollette, la spesa ma non per questo rinunciamo a farci una famiglia.

    E non è che guadagnamo chissà quali cifre…io ho una ral di 35k e lei di 28k. Siamo ricchi? Non credo…il bambino ci costerà molti soldi? Si…però chissene.

  21. Il problema è solo uno, l’economia di merda.
    Tutto l’edonismo e la de-responsabilizzazione che hanno i millennials è dovuta alle condizioni precarie. Come si può anche solo immaginare di mettere su una famiglia quando i salari medi sono più bassi che 30 anni fa? Mentre il costo della vita è raddoppiato e il costo delle case quadruplicato ?
    Ma il lavaggio del cervello riuscitissimo fa credere agli stessi millennials di non voler figli per potersi ‘godere la vita’ quando non fanno altro che le stesse 3 giornate in croce in loop tutto l’anno, perché é l’unica cosa che possono permettersi. Date un’occhiata alle famiglie di ceto alto, noterete un numero mediano di figli sopra i 3.
    E il discorso ‘eh ma i poveri invece figliano tanto, guarda in Africa’ non regge, perché grazie al cielo l’istruzione media e le possibilità di usare contraccettivi di un italiano sono un livello diverso da quello di un contadino in Liberia

Leave a Reply