
In seguito ad un sondaggio di Adecco emerge un problema spesso taciuto che subisce buona parte dei lavoratori, la paura di chiedere ferie.
Citando dall'articolo:
Tra le principali cause emerge il 'carico di lavoro' per il 28% degli intervistati, seguito dalla possibilità di un giudizio negativo da parte del proprio capo che scoraggia il 17% dei lavoratori dal richiedere giornate off. Infine, il 13% rinuncia a chiedere ferie dichiarando di provare senso di colpa nei confronti dei colleghi.
La prima motivazione,il carico di lavoro, a mio avviso è spesso sintomo di impossibilità a delegare i propri compiti per carenza di personale nello stesso ruolo (Eg. Nessuno è indispenspemsabile però non andare in ferie perché il tuo lavoro lo sai fare solo te).
La seconda e la terza sono invece instillate come senso di colpa che viene anche detto "lealtà all'azienda" che molto spesso non fa nemmeno riconoscere i sintomi di burnout o rende incatenate, fino ad un cambio psicologico, le persone in un ruolo in cui non stanno bene, pur di non rassegnare le dimissioni.
Cosa ne pensate? Avete anche voi sperimentato questa problematica?
Link all'articolo: https://www.adnkronos.com/lavoro/lavoro-ferie-richiesta-fonte-stress-per-italiani_6KdUtdu4aAUVFxkxjWeOkU#google_vignette
by kamir86
26 comments
Colpa di intere generazioni tirate su convinte che le ferie fossero un privilegio.
Ogni volta che sono a casa (anche banalmente in smart working) i miei genitori mi chiedono se non “stia tirando troppo la corda che poi la prendano male”.
Fortunatamente gli ambienti di lavoro che ho frequentato hanno sempre visto le ferie come qualcosa di ovvio, e il lavoro da remoto come lavoro e basta. Però la vedi che c’è ancora questa mentalità in giro. Se non altro, almeno per quanto riguarda le ferie, ci sono leggi che obbligano i datori a farle fare, pena pesanti multe.
Cosa ne penso? che sono scemi chi subisce questi atteggiamenti.
Fare pippa davanti ai padroni su un DIRITTO è il risultato di un plagio ubiquo: il feticcio della produttività in un contesto lavorativo incerto aiuta chi comanda a tenere al guinzaglio chi lavora per sfruttarlo meglio, bene bene fino all’osso. Se mi sento dire “non siamo un’azienda, siamo una famiglia” io scappo, perché è SEMPRE un tentativo di manipolazione. Lo stesso dicasi per ogni stronzata aziendalista del genere (guardo voi, PNListi). Il vero motivo è che il profitto ha sempre la precedenza e noi siamo carne da usare, non “parte del team”. Siamo parte del team solo quando c’è da fare straordinari non pagati, mai quando c’è da ottenere un aumento.
Il “carico di lavoro” è un problema dei manager: se non sono capaci di fare il lavoro con le risorse umane che hanno è un problema esclusivamente loro.
Lo scoraggiamento del capo come sopra, pura manipolazione, da cui dipende anche il restante 13% – perché quale modo più efficace di tenerti al guinzaglio che convincerti che tu sia responsabile del benessere di tutti? Il senso di colpa è un ottimo strumento di controllo.
Brutto a dirsi ma dipende molto di più da te che da altro. L’azienda è ovvio che se gli dai un dito ti prende il braccio, devi imparare a mettere paletti e modulare la cosa. Certo, quando inizi ad educare gli altri è dura, certo c’è chi romperà le palle o farà battutine, ma se l’alternativa è il burnout sti gran cazzi, no?
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A me succede come ogni volta i miei amici mi dicano scherzando o meno “Ma te non lavori mai?”. Fortunatamente posso gestirmi le ferie come voglio, quindi evito di farmi le 3 settimane a Ferragosto e le 2 a Natale per preferire il mettere ferie in spot tattici che me ne richiedano il meno possibile. Questo fa sembrare che io sia sempre in ferie ma questo genere di battutine iniziano a rompere abbastanza.
Uno dei vantaggi di essere un lavoratore autonomo. Spengi il telefono e stai in ferie. Niente padroncini del cazzo da mandare a cagare.
23 giorni di ferie, 13 ore di ROL e 56 ore in banca ore.
Richiedo un singolo giorno per una visita: eh no, ma sai, non possiamo darti questo giorno perché é un problema per l’azienda, poi scusa, ma perché un giorno intero per una visita? Al massimo mezza giornata dai!
Figurati chiedere ferie. Le donne con bambini vengono spesso forzate a prendere la parentale perché non danno un cazzo di giorno di ferie nemmeno a pagare
Io mi prendo tutti i giorni e le ore di permesso/rol che mi spettano più i giorni liberi per la donazione del sangue, e ai miei colleghi di reparto dico sempre la stessa cosa:
Se avete bisogno, non chiamatemi che non rispondo.
Lavoro 8 ore al giorno quando sono a lavoro, oltre a quelle sono straordinari (che rifiuterò di fare).
Mi è capitato, 2-3 colleghi che appena comunico le ferie sono li a dire eh si chi fa la bella vita e altri commentini. Peccato che sia io che il mio coordinatore ci prendiamo solo questi 15 giorni del cavolo, mentre loro settimane casuali durante l’anno più altre giornate. Ma si parla della tipica gente “faccio tutto io qui e senza di me crolla tutto”, classica gente con la bocca grande e niente di concreto, quindi li lasci parlare o li zittisci in fretta (anche se non ascoltano)
Interessante che la ricerca parta da un azienda che fondamentalmente fa caporalato.
Comunque il quadro è interessante e rispecchia un po’ ciò che vedo negli uffici da “consulente”. Le aziende tagliano sui costi del personale affidandosi alla buona volontà delle persone che è portata a tappare i buchi delle disorganizzazioni aziendali.
Il problema in azienda diventa un problema personale che viene trascinato fuori dall’orario di lavoro anche dai quadri, gente convinta di essere dirigente con 2 euro di paga oraria in piu rispetto a un dipendente.
In generale vedo una propensione spiccatissima a volerla prendere nel ()() dall’azienda.
Io ho lavorato per Adecco e loro stessi rompevano le balle per le ferie.
Giornate off. Ma che problemi hanno i giornalisti? Giornate di ferie! Si chiamano giornate di ferie! E non parliamo nemmeno di “vacation shaming” o “burnout”.
Che strano, nella mia esperienza le persone tendenzialmente rispettano molto i giorni “off” e se scoprono che sei in ferie si scusano per averti disturbato, per lo meno tra aziende diverse.
E’ una cultura molto tossica quella che trasforma i diritti in privilegi. Non per caso sono emigrato dall’Italia, lo scopo era proprio quello di fuggire da questa cultura che é molto, troppo diffusa. Quando arrivai nel Regno Unito non ne trovai traccia, anzi rimasi stupito del contrario: ai colloqui di lavoro mi chiedevano se avessi ferie/vacanze imminenti e facevano di tutto per accomodare le date del nuovo lavoro attorno alle vacanze! Qui viaggiare e andare in vacanza non solo é considerato un diritto sacrosanto, ma anche un’esperienza formativa. Se nel curriculum hai un anno di pausa tra un lavoro e l’altro il recruiter si aspetta che tu gli risponda “ho passato un anno sabatico viaggiando per il mondo”, ovvero l’unica risposta giusta – a meno che tu non stia studiando o abbia passato un anno in coma.
Adesso ho circa 30 giorni di ferie (ferie, non festivi forzati) l’anno e volendo ne posso comprare 5 in piu’, e va benissimo cosi’. Nessuno ha vergogna di andare in vacanza, e quando si torna dai viaggi é obbligatorio portare un po’ di dolcetti tipici del posto per i colleghi. Mi pare l’approccio piu’ sensato.
Lol detto da Adecco, ma con che faccia
Io sono ancora traumatizzata dall’ultimo lavoro. Nel momento in cui, avevo bisogno di chiedere un giorno di permesso, mi veniva proprio l’ansia 😭😭 ho rimandato così tante visite mediche perché non riuscivo a prendere dei giorni liberi
Io odio quelli che riversano sui lavoratori il carico di lavoro. Se si tratta di un paio di giorni ancora ancora, ma se il problema è costante è solamente colpa del/dei manager incapaci. Devono assumere altre persone.
Successo giusto ieri, sono stato in ferie per due settimane (durante le quali mi hanno abbondantemente rotto il cazzo per inciso) e mi sono preso altri due giorni di compensazione (non ho straordinari ma monte ore extra che devo consumare perché arrivato a 60 ore quelle aggiuntive vanno nel cesso) ed il capo del mio capo mi fa ‘eh nemmeno rientrato già di nuovo in vacanza?’.
O anche, sempre lo stesso personaggio con il quale gioco forza devo avere a che fare, ‘eh il tuo capo si è fatto approvare 4 settimane di ferie nella la vita in Norvegia eh!’
Parlo di grossissima multinazionale non della pizza e fichi snc
Dacci oggi l’ennesima cagata che non hanno manco avuto voglia di tradurre perché guai a usare troppo il cervello
Vietnam memories di quando lavoravo in Italia.
però scusate, se le ferie non vengono prese vengono pagate giusto?
Quindi i datori di lavoro preferiscono pagare le ferie?
Anche io faccio shaming a chi non va mai in ferie, generalmente gli dico “ma che cazzo stai a lavoro a fare?”
AHAHAHHAHAHAHAHA e poi ci sono io che devo trasferirmi in una nuova scuola e ho già preso le ferie per settembre
Io davvero non voglio fare sempre quello che “all’estero funziona tutto” perché assolutamente non è vero, ma quest’aspetto è davvero vergognoso in Italia. In Germania dove lavoro ora, ho 35 giorni di ferie l’anno (più ~10 giorni di ferie comandate e 3 giorni di ferie regalate dal datore di lavoro) e il mio capo mi rompe le palle perché vuole che io le prenda queste ferie. Perché il mio capo capisce un concetto davvero di base: un lavoratore rilassato è un lavoratore produttivo e soddisfatto.
Vado in ferie per quattro settimane da metà settembre a metà ottobre (per mia scelta, odio le ferie ad Agosto e vivo comunque al lago) e le ferie sono state firmate senza battere ciglio.
Da noi c’è il “problema” opposto.
Verso metà marzo iniziano a chiederti la programmazione di tutte le ferie, e fino a che non hai inserito l’intera disponibilità dell’anno ti arriva un reminder che devi completare il piano ferie.
Infatti ho inserito pure un periodo a settembre in cui non ho niente da fare e non andrò via… Starò a casa a grattarmi le palle/fare lavoretti.