Le regioni con i numeri più alti di “100 e lode” sono anche quelle che arrancano nella classifica delle prove Invalsi

31 comments
  1. La mia ragazza ha da poco fatto il PF24 (se non erro), ed una tra le cose che hanno detto i vari proff è che “il test invalsi non da risultati attendibili con lo studio in dad”

    Poi non so cosa voglia dire, ma me lo ricordo nelle lezioni

  2. Incredibile quello che succede quando un test imparziale e oggettivo come le invalsi si scontra con valutazioni totalmente soggettive e arbitrarie dei prof ( come il voto di maturità )

  3. Forse una scissione dell’Italia non sarebbe così sbagliata in fondo

    Downvotatemi pure ma onestamente è un fatto che ci sono aree in cui vigono delle regole e aree in cui vigono altre regole. A sto punto rendiamolo ufficiale e basta con la farsa.

  4. Quando la maggior parte degli studenti sono incapaci (INVALSI bassi) e c’è una forte componente culturale che vede nello studio un’occasione di rivalsa sociale, i pochi ragazzi bravi hanno i voti pompati. Sia per via della loro bravura, che è notevole in termini relativi, sia per via del fatto che i loro insegnanti si sentono moralmente obbligati a sostenerli per ragioni culturali.

  5. Sono un boomer e non sapevo manco cosa fossero le prove invalsi. Ora lo so eh.. So usare Google 😅

  6. Al di là della facile ironia, una considerazione che esula dai problemi dell’istruzione nelle regioni del sud, è una storia a parte. Uscire dall’esame di maturità con il massimo dei voti permette di non pagare le tasse universitarie il primo anno. Conoscendo in genere la situazioni socioeconomica delle famiglie dei propri studenti meritevoli o ritenuti tali i professori spianano la strada, offrono un futuro a chi non potrebbe permetterselo. I criteri per l’esenzione dalle tasse universitarie cambiano da ateneo ad ateneo, in alcuni questa regola è stata abolita o non c’è mai stata, in altri basta il voto di 95/100, in altri ancora vale solo il 100 e lode, fra di queste la Federico II di Napoli.

    Il metodo per dare una chance in più a studenti di famiglie non ricche è molto discutibile, tra l’altro vale solo per il primo anno, poi se non ricordo male conta la media degli esami e lì il merito deve essere autentico, ma dietro c’è un intento nobile. Sarebbe meglio che i 100 e i 100 e lode fossero premiati dalle borse di studio, ma in Italia sono poche, e quindi si ripiega su un’esenzione che vale solo all’iscrizione e che premia in prevalenza le solite Regioni; così è.

  7. Il voto della maturità é una minchiata. Nella mia scuola, oltre ai 100 regalati, i prof hanno deciso di fare anche gli stronzi nei miei confronti mettendomi il voto minimo ad un progetto dove ho lavorato quasi solo io. Ho preso 98 per colpa del ribasso enorme sulla media visto che con tutti i 9 non riuscivo ad alzare tre 6.

    Oltre al fatto che durante il mio esame (75 minuti) il docente esterno si é messo a parlare con gli altri prof facendomi spesso bloccare.

    É stato bello vedere i due docenti appena arrivati nell’istituto che mi cercavano di aiutare il più possibile mentre i docenti “veterani” hanno fatto di tutto per non farmi avere 100.

  8. Le prove INVALSI sono diverse dall’esame di maturita’.
    Inoltre le prove INVALSI non vanno a fare media con le altre prove per il giudizio finale. A questo punto, per quale motivo uno studente si dovrebbe preparare ad un esame a crocette quando deve prepararsi ad un esame fatto in modo completamente diverso?

    Saper scrivere un tema, oppure risolvere un problema di fisica o di analisi matematica in due ore oppure anche fare un esame orale richiede preparazioni e capacita` diverse rispetto a quello di prepararsi a rispondere a crocette.

    Io all’universita` ho sempre avuto meno difficolta` con gli esami tradizionali, tre esercizi da 10 punti ed orale che gli esami a crocette. Anzi, gli esami a libri aperti son stati quelli in cui ho avuto migliori risultati. Esami in cui i maghi delle crocette venivano bocciati clamorosamente.

    Il giornalaio medio non ha le idee molto chiare su come sia fatta la prova INVALSI e su cosa serva. Si sorprendono ad esempio quando un terzo degli studenti viene bocciato, senza sapere che la prova viene strutturata per ottere questo obiettivo.

  9. Io ho preso 100L al liceo a Palermo a zero fatica, 110L al PoliTO triennale in tempo lavorando come mai mi sarei immaginato (ho anche avuto qualche lavoro una volta ogni tanto). I miei compagni del liceo rimasti a Palermo per l’uni fanno corsi ridicoli e voti pompati. In alcuni casi i professori l’ultima esercitazione risolvono l’esame che faranno all’appello successivo.

    La maggior parte della gente che conosco che prese 100 o 100L al liceo sono incapaci patentati, il sistema d’istruzione è tutto da rivedere e bisogna trovare un modo per rivedere questi abusi da parte dei professori sotto questo punto di vista, idem all’Università, perché è ingiusto che chi si fa una mazza a PoliTO prenda 90 e sa fare più cose e meglio rispetto ad uno uscito da unipa con 110L e menzione della tesi che non ti sa fare una derivata o un’analisi di complessità di u non algoritmo.

  10. Io ho vissuto al Sud per 18 anni prima di partire all’estero per l’università, e vi posso dire che c’è una differenza pazzesca tra gli studenti. C’è una percentuale di direi almeno 20-30% a cui culturalmente non gliene frega niente di studiare e i risultati a scuola si vedono. C’è anche una parte di popolazione direi almeno il 30-40% che vede lo studio come unica maniera per avere un buon futuro e tende ad eccellere.

    Per avere un’idea migliore della situazione, si dovrebbero comparare (in grandi numeri, e non con esempi di mio cugino e mia sorella) gli studenti del sud emigrati al Nord per l’università (che sono molti di quelli che prendono 100 e lode) e gli studenti del Nord rimasti al Nord per studiare.

    Se quelli del Nord vanno meglio, allora si che al Sud i voti degli studenti erano pompati. Se sono uguali o quelli del Sud vanno meglio, ci si può sciacquare la bocca.

  11. Sfortunatamente c’è anche l’altro modo di vederla questa notizia. In alcune scuole e università la media bassa dei voti degli studenti viene usata per mostrare il prestigio della scuola.

    “Questa scuola è difficile, pensa che bocciano tutti. Mica come quella cagata che vuoi fare te”, si sente spesso.

    Ora, non so se i professori abbiano un mega consorzio in cui decidono arbitrariamente che abbasseranno i voti in massa per fare i fighi, o se è una questione di “lo fa lui quindi lo faccio io” o ancora se è suggestione “questa è una scuola difficile quindi devo essere più severo”, ma sicuramente questo fenomeno è presente.

    Io mi ricordo del liceo scientifico “difficile” che spaventava i genitori mentre il mio, sempre liceo scientifico a 10 minuti dall’altro, era “facile”. Non che la preparazione effettiva fosse diversa, però uno era “difficile” perché bocciava il 30% invece del 20%. Da me i 100L non lo davano proprio alla maturità, già il 100 era raro, non penso fossimo troppo scemi con le invalsi quindi vedi che si sposta il rapporto voto invalsi/numero lodi

    Stessa cosa all’università, gli studenti arrivano preparati più o meno allo stesso modo dopo aver seguito corsi più o meno equivalenti ma a Padova la media esame è 24 mentre a Bologna è 27, perché fa figo immagino. (Università a caso eh)

  12. Vabbe’ ma che i voti di maturità siano una minchiata colossale si sapeva o (o almeno lo sapevo) da sempre. In terza liceo, pur avendo la media piú alta *di tutta la scuola*, non mi diedero il massimo dei crediti perché stavo sulle palle alla preside. Alché cambiai scuola per gli ultimi due anni.

    Alla fine della quinta andai nella mia vecchia scuola per salutare i miei ex compagni e guardai i tabelloni coi risultati; vi giuro sulla mia testa che c’erano varie persone con risultati simili: “Mario Rossi, crediti terzo anno: 6, crediti secondo anno: 6, crediti terzo anno: 7, totale: 25”. Ovvero scrissero nero su bianco che tanta gente aveva accumulato 18-20 crediti nei tre anni ma che furono contati come 25 (il massimo) e ovviamente ci fu una pioggia di 100 e 100L.

    Questo confermò ciò che già sapevo, ovvero che il voto di maturità conta come il due di picche e che chi se ne vanta è un poveretto. Ebbi varie discussioni coi miei professori anche nella mia scuola nuova al punto che per dimostrar loro quanto avessero torto feci scena muta all’esame orale per protesta e passai ugualmente.

    Avevo una vita felice ai tempi delle superiori ma non rimpiango per nulla le scuole e i professori. Manica di ignoranti frustrati.

    P.S. tutto questo nel glorioso nord Italia tanto per precisare.

  13. di tutti i 110 e lode che ho conosciuto un 70% erano pugliesi, e non è che erano proprio delle gran cime… tra l’altro con questi voti si sono fatti finanziare concorsi e master grazie a borse di studio europee.

  14. Comunque, con tutto il rispetto, su r/italy vi occupate di questioni di cui oggettivamente non avete nè i dati, nè le competenze necessarie per affrontarli in maniera decente. Diciamo che spesso vi comportate come dei cinquestelle un po’ più acculturati. Ci vorrebbe un po’ di umiltà, riferito sia ai neoborbonici che ai padani.

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    Pur riconoscendo che qualche fondo di verità c’è, vi lascio due articoli che sono sicuramente più illuminanti del ciclico post su stampa nazionale.

    [https://www.roars.it/online/le-scuole-meridionali-i-100-e-lode-li-regalano/](https://www.roars.it/online/le-scuole-meridionali-i-100-e-lode-li-regalano/)

    [https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S109094430900012X](https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S109094430900012X)

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    Vi lascio anche simpatici aneddoti, sparsi e senza pretesa, anche magari non coerente con il topic: dalla Federico II di Napoli e dalla Sapienza di Roma, dove nel lontano nel 1980 gli esami di Anatomia Patologica a Medicina erano di una difficoltà immane e ai limiti della fattibilità, la gente emigrava in Sicilia, a Messina, dove con la stessa preparazione fioccavano 30 e 30L.

  15. Probabilmente è pure dovuto ad una mancanza di “competitività” all’interno delle classi del sud. Quindi per un professore è pure difficile valutare quanto effettivamente un 100 e lode sia meritato, siccome è uno dei pochi che effettivamente si impegna all’interno della classe.

    Al nord invece, queste situazioni probabilmente tendono a ridursi visto che in una classe, come dimostrano le prove invalsi, il livello è mediamente più alto.

  16. Chiunque abbia partecipato ad un qualunque tipo di concorso per titoli lo sapeva già.

    Nella mia carriera ho incontrato tante persone con votazioni illustri che sapevano – a malapena – l’italiano.

  17. Pazzesco come questo argomento produca un effluvio così violento di animosità contrastanti.

    È da considerare la possibilità che al Sud ci sia più differenza tra alunni più “forti” e alunni molto deboli? Può essere questo, almeno in parte, il motivo per cui più alunni “forti” finiscono per avere valutazioni esagerate?

    Può essere che al Nord ci sia meno distanza tra alunni in posizioni estreme degli spettro?

    Questo potrebbe spiegare almeno in parte il dato che siamo osservando

  18. NEXT – perché il numero più alto di lavoratori con la 104 è nel pubblico e in misura maggiore al sud? #correlationdoesnotimplycausation

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