Sembra una barzelletta che il Ministero Made in Italy chiami aziende cinesi in Italia, ma tant’è…

Altri articoli parlano di Mirafiori come stabilimento e ci sarebbe un supporto/intervento del Ministero del Made in Italy.

Sono in fase avanzata le trattative con l’azienda automobilistica cinese Dongfeng Motors con l’unità di attrazione degli investimenti esteri del Mimit per la realizzazione di uno stabilimento produttivo in Italia che funga da hub per tutta l’Europa. Il progetto potrebbe coinvolgere anche imprese italiane del settore della componentistica e/o una partecipazione pubblica di minoranza. A inizio luglio, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato nel corso della sua missione a Pechino i vertici dell’azienda cinese proprio per discutere di potenziali investimenti in Italia.

Dal Corriere della Sets: Auto, Dongfeng verso la fabbrica in Italia (con lo Stato che entra nel capitale)

Il progetto potrebbe coinvolgere anche imprese italiane del settore della componentistica e una partecipazione pubblica di minoranza

Da Il Giornale: Dongfeng sbarca in Italia. Spunta l’opzione Mirafiori – il Giornale

Sta di fatto che il colosso cinese, per insediarsi, sarebbe alla ricerca di un’area che un tempo ospitava linee produttive. Il polo industriale di Mirafiori, in proposito, visti i tanti capannoni dismessi e non più utilizzati da Stellantis, farebbe al caso giusto

by giuliomagnifico

19 comments
  1. Non so a me sembra pazzesco. Il Ministero del Made in Italy che chiama i cinesi?! Capisco che le auto sarebbero “fatte in Italia” ma sembra una presa per il c..o che usino know how cinese e operai italiani.

    Sarebbe come se sui prodotti Apple, invece di essere scritto *“Designed in California, assembled in China”*, ci fosse scritto *“Designed in China, assembled in Italy”*.

    Poi addirittura una partecipazione dello Stato in un’azienda Cinese?! Follia…

  2. Il ministero del made in italy ha lo stesso vibe di x (twitter). Un nome del cazzo dato da un’idiota con troppa influenza.

  3. Questo governo, che vorrebbe essere nazionalista, non ha le capacità né la credibilità tantomeno le persone adatte, in quanto messe in posti decisionali solo per accontentare tutti, per attuare un qualsivoglia progetto adeguato, corretto ed a lungo termine per fare qualcosa di buono.

  4. Il Made in Italy vero in Italia non può esistere perché qualsiasi forma di protezionismo atta a tenere la produzione in Italia si scontra contro l’EU che caga il cazzo sulla competizione (vedi Alitalia 2018). Per cui favorire aziende italiane è un *No, no*, mentre vendere un marchio italiano al conglomerato francese di turno è un *Sì!*.

    Quindi ben vengano i Cinesi. Ignorando i facili meme Dongfeng porta lavoro, e questa è l’unica cosa che conta. Io sono a favore della Via della Seta, dobbiamo sbattercene dell’Europa quando si parla di creare posti di lavoro.

  5. a me interessa solo una cosa, a che prezzo venderanno queste macchine “cinesi fatte in italia”?

    perchè se riescono a vendere a prezzi concorrenziali con le cinesi importate bisogna iniziare a farsi 2 domande sulla crisi di quelle europee…

    a questo punto forse il problema non è piu il costo di produzione ma è tutto il carrozzone che non sta in piedi?

  6. È roba fatta per mettere pressione a Stellantis. Se anche fosse, sarebbero __assemblate__ in Italia.

  7. Si è giunti a questo perchè nei primi anni 10 rifiutammo di far aprire uno stabilimento toyota in calabria (marchionne mise il veto)

    Il bello è in questi anni abbiamo chiesto noi i giapponesi di tornare ottenendo un cortese rifiuto.

  8. Se lo stabilimento è in Italia, non si applicano i dazi doganali recentemente approvati in UE.
    Saluti alla Commissione, è bene che l’Italia torni a fare la profumiera come durante il secondo dopoguerra, prendevamo capitali da ambedue gli schieramenti e stavamo decisamente meglio.

  9. Sono sincero: se portano posti di lavoro in Italia ben venga. Non bisogna fare sempre polemica inutilmente.

  10. Lo sapevo che dalla visita della Meloni in Cina non poteva uscire nulla di buono 

  11. Ma esattamente, considerando che in cina i costi di produzione sono inferiori, queste aziende cosa ci guadagnano a produrre in italia? Ricevono sussidi?

  12. Stellantis ricatta il governo dal suo insediamento

    Dongfeng detiene l’1.50% circa di azioni Stellantis dopo aver ridotto la partecipazione nel 2022. La trattativa non è frutto del governo, ma dei ricatti dei francesi. Conoscendo un po’ la dietrologia dell’automotive si capisce immediatamente che questa operazione è frutto di Stellantis e non del governo, che ha trovato solo le carte pronte e la discussione avviata.

    A sto giro Dongfeng si accolla uno dei troppi impianti Stellantis completamente in crisi a 3 lire; ed è tutto un forse. A vincere è solo ed esclusivamente Stellantis che si leva dal groppone uno dei tanti impianti che non vogliono, loro devono produrre nel terzo mondo a 3 lire. I cinesi ci entrano solo per la volontà di ampliare lo share in europea, ma è un grandissimo forse sopratutto con Dongfeng e non uno degli altri marchi come MG-BYD. Avendo risorse illimitate e finanziamenti statali garantiti stile Fiat-Agnelli, si accollano il rischio di produrre stock invenduto in Europa. Cosa che Stellantis non può più fare, dato che ora come ora ha dimezzato gli utili e non riesce a farne altri

  13. così potremmo metterci le bandierine italiane sugli specchietti

  14. Andando leggermente offtopic, sarebbe molto interessante importare come utilizzano gli scooter elettrici in cina. ho visto video di scooter in cina dove per ricaricare vanno in zone sparse in giro per la città dove posi la tua batteria e prendi quella ricaricata di un altro e cosi via. un pò quello che succede con gli scooter-bici elettriche sharing dove vai in posti dove fai scambio di batteria e via cosi.

  15. Ammettiamo che domani inizino a produrle.

    La domanda è: QUANTO COSTEREBBERO?

    Le auto cinesi costano “poco” rispetto a quelle europee, ma se la manodopera è indigena addio prezzi bassi… O no?

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