Gli Anelli del Potere: una tra le più costose serie mai prodotte, che si è presa il peso di raccontare una storia che non tutti I produttori avrebbero fatto (anche se la reputo la scelta più consona). Amazon rispetterà le aspettative dell’immaginario Tolkeniano con questa produzione titanica?

41 comments
  1. Ho aspettato così tanti anni avendo solo un mezzo cartone animato sul Signore degli Anelli, per poi ottenere un capolavoro. Sapevo, visto i trailer, fosse stupendo. Tanto bello che a Jackson perdono le sviste, e le “licenze” che si è preso sull’Hobbit (che non rivedo quasi mai).

    Ora invece ho molta più paura di vederlo ed essere terribilmente delusa. Aspetterò le review, prima di vederlo e bestemmiare eventualmente.

  2. Che ti devo dire, mi ci approccerò come a un po’ tutti gli adattamenti che stanno facendo in questo periodo: aspettative bassissime, si guardano un paio di episodi e si vede come va. A meno che le review non siano unanimi nel ritenerla terribile (es: foundation), perché alla fine di cose da guardare ce ne sono mille mila.

    Certo è che dopo la fine di the expanse mi farebbe piacerebbe avere un’altra serie “epica” da guardare.

  3. Io più di tutto temo l’ammontare di personaggi e sottotrame inventate per poter riempire 5 stagioni a fronte di, complessivamente, poche pagine usate per raccontare un’era di un mondo fantastico: un capitolo intero, poi note sparse, estratti di lettere, racconti incompiuti, e poco altro. Mi preoccupa molto di più come potrebbero dialogare i personaggi prima ancora di come appaiono: quel che ha lasciato Tolkien in questo senso è pari a poco più di zero. E ci hanno dovuto fare più stagioni. Lo Hobbit è sempre li a ricordarci come un adattamento usato come espansione possa diventare ridondante e brutto con le sue invenzioni, vero Tauriel/Kili? Come si può pensare di creare in quest’universo già stabilito una storia d’amore tra un Elfo e un Umano più interessante di quella tra Beren e Luthien, di Tuor e Idril, di Aragorn e Arwen? Davvero ci si vuole cimentare in quest’impresa?

    Detto questo, trovo le polemiche sugli attori scelti per l’elfo e la nana abbastanza spropositate. Se Disa si mette a cantare con la voce di Sophia Nomvete canti nanici, può essere un bello spettacolo. Detto anche questo, trovo però ridicolo che si usi la questione degli elfi oscuri per dire quanto sia giustificabile: gli elfi oscuri di Tolkien sono elfi che non hanno mai visto la luce degli alberi di Valinor, e nella mitologia Norrena sono assimilabili a dei nani. E in entrambi i casi, non sono esempi positivi (vero Maeglin?).

    Edit: aggiunta parola

  4. Annunciai il flop quando lessi che avevano speso circa 1 miliardo di dollari per la serie. Troppi per poi vedere mezzo trailer e due foto con costumi imbarazzanti livello the witcher (che almeno è trash e te la ridi mentre la vedi)

  5. > Amazon rispetterà le aspettative dell’immaginario Tolkeniano con questa produzione titanica?

    Lo scherzo, lo scherno, la derisione, la beffa, la canzonatura, la bricconata, la burla, il motto, il motteggio, la facezia, la buffonata, il lazzo, il pesce d’aprile, la bricconata, la canagliata, la cattiva azione, la furfanteria, la mascalzonata, la ribalderia, la birbanteria, la marachella, il comico, lo humor, l’umorismo, la comicità, la risata, la sghignazzata, il riso, il divertimento, lo spasso, la simpatia, la farsa, la buffonata, la commedia, la pagliacciata, il troll ,il funny, il kek, il lol, il tranello, il trabocchetto, l’inganno, l’insidia, il parentario, il buffo, il grottesco, il bizzarro, la burla italiana, la goliardia, la rideria, il cabarettismo, l’intrattenimento ilare, la barzelletta, il colmo, la freddura, la parodia, lo sbellicarsi, lo scompisciarsi, il sogghignare, il ridacchio, il sorriso, la ridarella, la risatina, il sogghigno, la smorfia, il grande ridere, la celia, la ludica affermazione, lo spasso, il divertimento, l’ironia arguta, la conia, il dileggio.

  6. No, ma non l’ho nemmeno mai sentita come realmente appartenente a Tolkien. La prenderò come una qualsiasi serie fantasy, abbandonabile dopo pochi minuti se brutta

  7. Sinceramente la cosa che mi preoccupa di più è il livello di scrittura e recitazione; soprattutto la seconda, che nelle produzioni Amazon recenti è veramente scandalosa e mi stupisce non venga fatta notare più spesso (frase a mezza voce con tono scazzato – dieci secondi di pausa intensa a fissare l’orizzonte – fai due passi e fermati sulla X – altra frase mornorata come se il mondo ti avesse già stancato a diciassette anni). Wheel of Prime è una delle cagate peggio interpretate e dirette che abbia avuto la sfortuna di vedere, lo stesso vale per altra robaccia tipo Shadow and Bone. Se devo essere pessimista riguardo a ThE RiNgs Of PoWeR (gran titolo di merda, tra l’altro), è più per questo che per questioni di barbe capelli e melanina. Ah, e per la CGI mostrata nel trailer, cristo dio ho visto Nathan Drake arrampicarsi in modo più credibile dieci anni fa che nella scena di Galadriel (?) sull’Helcaraxë (?!?).

  8. Aspettative a zero dopo le ultime rivelazioni, la guarderò perché non mi piace dare giudizi senza aver guardato ma la poca cura dei dettagli e la totale mancanza di rispetto per la lore scritta da Tolkien che sono intuibili dalle foto e dal riassunto della trama non mi lasciano ben sperare. E sia chiaro non mi riferisco al colore della pelle dell’elfo non mi interessa, mi riferisco a Galadriel con la stella di Feanor sul petto, al fatto che hanno preso quasi tremila anni di storia della Terra di Mezzo e hanno deciso di condensarli in un singolo punto temporale, Isildur a quanto pare è contemporaneo di Celembrimbor ora, la storia di amore tra un elfo e un umano, quando Tolkien specifica che ce ne sono state solo quattro in tutta la storia e l’aggiunta di personaggi non necessari come la sorella di Isildur che ha un nome che di numenoreano non ha nulla

  9. Trovo le polemiche sulla wokeness abbastanza assurde, ma allo stesso mi sembra incredibile che qualcuno possa davvero avere alte aspettative.
    Non stiamo parlando di un appassionato che ha avuto un’idea e l’ha voluta raccontare, ma di un consiglio di amministrazione che ha sfogliato l’elenco dei possibili franchise e ha deciso di comprare questo, per poi assumere qualcuno per riempirlo in qualche modo.
    Se non sarà una cagata ci sarà da stupirsi.

  10. Questa serie è fatta in modo diametralmente opposto alla trilogia di Jackson, ossia mentre quelli erano “il film indipendente più costoso mai fatto” qui continuano a pensare che montagne di soldi possano fare la qualità. E si vede insomma.

  11. Da patito di lunghissimo corso, ho speranze molto scarne per la serie, che al momento sembra seguire il trend di voler creare una generica storia fantasy sfruttando l’IP dell’universo tolkieniano.

    Elementi che mi fanno disperare:

    – la scelta di comprimere enormemente la timeline della Seconda Era, in modo da non dover cambiare i protagonisti mortali: qui già va tutto a puttane, cambia la logica e la natura di tutta la vicenda, nell’arco di una vita (e nemmeno di una vita numenoreana estesa, dato che ci sono protagonisti mortali non numenoreani) dobbiamo far succedere migliaia di anni di eventi, cosa ovviamente impossibile

    – il focus pesantissimo sulle scene di azione: già una pecca della trilogia originale, acuita nello Hobbit, a guidicare dal trailer prosegue se non peggiora in questa serie

    Poi, parliamone visto che purtroppo non si può evitare: il casting. Non c’è bisogno di girarci tanto attorno: gli attori di colore sono stati presi esplicitamente per “rappresentatività”, ce lo dicono [i produttori stessi](https://www.vanityfair.com/hollywood/2022/02/amazon-the-rings-of-power-series-first-look), la cui logica è:

    > “It felt only natural to us that an adaptation of Tolkien’s work would reflect what the world actually looks like,”

    La giustificazione, seguita subito da acuse di razzismo per chi ne fosse critico (e intendo proprio in quello stesso articolo), è la solita condiscendenza passivo-aggressiva che viene dall’ambito woke.

    Intanto no, non è ovvio che un mondo inventato rifletta il mondo reale (perché mai?); ma, soprattutto, le loro scelte di casting non riflettono il mondo reale, bensì l’immaginario razziale americano, imperniato sulla dicotomia bianchi/neri, con gli ispanici jolly e gli asiatici se avanza posto (al momento nel casting pare che non ne avanzi, vedremo andando avanti). Infatti uno dei “Tolkien scholar” della produzione dice:

    > “Obviously there was going to be push and backlash,” says Tolkien scholar Mariana Rios Maldonado, “but the question is from whom? Who are these people that feel so threatened or disgusted by the idea that an elf is Black or Latino or Asian?”

    Il fatto che quelle siano le etnie elencate la dice lunga sulla concezione completamente americanocentrica della “rappresentanza”.

    Che valore aggiunto dovrebbe fornire a me (o a chiunque, a dire il vero) il fatto che la produzione voglia riprodurre l’ideologia razziale americana nelle sue scelte di casting? nessuno, anzi se mai è un disvalore: incastra una politica malata, fallita ed estremamente locale sopra un portato culturale cui non appartiene e con cui non c’entra nulla.

    Quindi la produzione ha avuto due scelte: far finta di niente, piazzando personaggi di colore in mezzo a popoli dalla pelle chiara senza particolari spiegazioni, creando quell’effetto “sala di attesa di un aereoporto” che cozza con l’ambientazione; oppure arzigogolarsi in spiegazioni che non possono che risultare posticce, dato che la scelta non deriva appunto da una direzione artistica ma politica.

    E dire che c’era una scelta talmente ovvia che era praticamente un gol a porta aperta: esplorare Harad, aprire finalmente questo “grande sud” che proprio in quest’epoca viene connesso all’Ovest grazie all’esplorazione numenoreana, e dare impulso a quell’intuizione di Tolkien che se Sauron poi arriverà a dominarlo lo farà comunque contro una resistenza che probabilmente è determinante nella sua sconfitta. Un avventuriero haradrim che si spinge a Ovest sarebbe stato un personaggio fighissimo che avrei voluto vedere.

  12. Nessuno parla della grande pulizia etnica implicata da questa serie.

    Seconda era -> personaggi di colore

    Terza era -> no personaggi di colore

    Adesso immaginatevi che deve essere successo in mezzo XD

  13. Dopo la tremenda fine di The Man in the High Castle, GoT e The Expanse e dopo aver visto quella trashata di The Hobbit ho smesso di avere aspettative.
    Gli americani adesso hanno una situazione politica decisamente polarizzata tra i fasci e i razzisti da un lato e il woke dall’altro che si menano di santa ragione. E sta cosa per forza si riflette anche nella produzione di libri, film e serie.
    Sta serie su Lotr userà Lotr come mezzo per parlare agli americani dei problemi americani, solo in secondo luogo sarà Lotr. Quindi ci metto la croce sopra e parto senza speranze

  14. Non mi stancherò mai di ripeterlo, ma secondo me uno dei (se non il) problemi più grossi dei media, di Hollywood in particolare, è che hanno sbagliato approccio nel cercare di rendere l’industria più inclusiva.

    Viviamo in un mondo enorme, variegato, con un sacco di storia, allora perchè ti ostini a prendere storie già raccontate e rifarle cercando di inserirci il minority token di turno? Perchè prendi racconti ambientati palesemente in un nord/est Europa medievale con eventuali creature mitologiche appartenenti a quel folklore e le cambi? Inevitabilmente alcune persone avranno da ridire, vuoi perchè non rispettano l’imaginario collettivo, vuoi per altri motivi.

    Cazzo, l’Africa è assolutamente enorme e ci sono migliaia di gruppi etnici, centinaia di nazioni, il Medio-Oriente e l’Asia hanno a loro volta un sacco di storia, di miti, di leggende, di letteratura, perchè non prendere qualcosa di originale e investire lì? Con quel miliardo di dollari ci potevi fare 20 serie TV su 20 argomenti diversi. Chessò, raccontare l’arrivo di Mansa Musa in Egitto? Un racconto semi-fantasy sui vari Dei che accompagnano gli schiavi africani verso il nuovo mondo e come si scontrano/fondono con quelli sud americani? Qualche viaggio epico con protagonista un San Bushman? La lista è infinita praticamente.

    Tutte cose che se fatte bene guarderei più che volentieri, specie mitologia africana perchè alcuni libri di Wilbur Smith mi hanno fatto venire voglia di saperne un po’ di più sulle varie culture dell’Africa profonda, prima che ci fosse contatto con gli Europei.

  15. Mi rendo conto solo ora di quanto siamo stati fortunati che a Jackson sia venuto in mente di fare la trilogia del Signore degli Anelli più di 20 anni fa e non ai giorni nostri.

    Chissà che cavolo di pastrocchio ne sarebbe uscito.

  16. >Amazon rispetterà le aspettative dell’immaginario Tolkeniano con questa produzione titanica?

    Ho come l’idea che sarà la sagra del “dobbiamo rappresentare forzatamente ogni minoranza USA, anche se nella storia di Tolkien non ha senso”, quindi penso proprio di no.

  17. No, è una produzione americana. Qualsiasi cosa adattino deve raprresentare la società americana quindi verrà fuori uno schifo. E adesso che ho scritto mi viene in mente che allora sarà una perfetta rappresentazione di quello schifo che è la cultura moderna americana.

    Non ne abbiamo bisogno, pass.

  18. Dopo la ruota del tempo sembra che siano sulla strada giusta per distruggere un’altra splendida serie di libri

  19. a me del contenuto della serie importa poco, ma ho visto il trailer e la prima cosa che ho pensato è stata “minchia che fotografia di merda”, non siamo ai livelli del maestro Duccio, ma un pelo sotto. Ma che gli hanno fatto le ombre?

  20. La nostra epoca è molto particolare. Abbiamo dei mezzi per fare materiale audiovisivo mai visti primi, enormi capitali per produrre kolossal fino a pochi anni fa impensabili, abbiamo la possibilità di vedere tutto e subito, eppure produciamo quasi solo monnezza. Siamo nell’era del fast food mediatico e le possibilità che questa roba sia guardabile è pressoché inesistente.

  21. > Amazon rispetterà le aspettative dell’immaginario Tolkeniano con questa produzione titanica?

    Assolutamente no. Avrei avuto molta più fiducia se la serie fosse stata prodotta da HBO (infatti ho grosse aspettative per *House of the Dragon*), ma da i woke in Amazon Studios mi aspetto solo schifo.

  22. Sti continui dumpster fire di serie televisive fantasy e non, politicizzate a bestia mi fa solo sperare che il panorama europeo inizi finalmente ad espandersi a serie tv e film di genere diverso dal solito crimine e biografico.

  23. “Evil cannot create anything new, it can only corrupt” è il commento che si ripete in diverse lingue sotto il trailer su YouTube. A occhio e croce mi sa che non sia proprio apprezzatissimo dall’audience. In effetti dal trailer sembra Narnia…

  24. mi rincuora vedere che anche voi, come me, la vedete malissimo e avete zero aspettative positive… mi sento davvero fra la mia gente!
    provo a lasciare un pensiero positivo nel thread: se viene fuori una (altra) schifezza^^^battaglia5eserciti, almeno il compianto Christopher non dovrà conoscerla.

  25. A me mi sta talmente sul cazzo Bezos che il pensiero che la serie sia di Amazon mi darà fastidio e quindi non riuscirò a guardarla senza essere arrabbiato.

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