Latte: riesplode la protesta dei pastori sardi

11 comments
  1. Purtroppo per loro stavolta non ci sono elezioni regionali in ballo, per cui dubito otterranno qualcosa.

    Ciò premesso, mi sfugge il loro obiettivo.
    O meglio: capisco che vorrebbero veder pagato il latte un prezzo superiore a quello attuale, con una (ulteriore) integrazione da parte dello Stato.
    Però allo stesso tempo, il loro prodotto costa di più altri analoghi? Nel caso, ha senso accanirsi a sostenere un settore in perdita?

  2. Per chi c’era allora ricordo la querelle infinita dei Cobas del Latte nel ’96 e seguire…il pomo della discordia erano le multe europee ai produttori italiani perché avevano sforato ripetutamente negli anni le quote massime di produzione.

    Anni di *abbergonnia sfruttatoriiii* urlati sui social e latte versato per strada per protesta, seguiti da ospitate TV, proclami deliranti e manifestazioni grondanti populismo…finché nel ’01 il governo (magguarda te che caso) a guida Casa delle Libertà AKA Berlusconi & friends non condona il 75% delle multe agli allevatori. Nel senso che l’Europa non è che le ha cancellate, lo Stato Italiano le ha pagate direttamente di tasca sua. Nostra, scusate. Di tasca nostra di noi contribuenti

    Fast forward 2019, il tribunale di Roma che stava indagando sulla questione dichiara che tutto il casino è nato da una sistematica negligenza delle Regioni, che un po’ per incompetenza ed un po’ per connivenza simil-mafiosa non hanno controllato il settore agricolo ed hanno permesso anni di abusi.

    Giusto per dire che quando ci sono in gioco alcuni settori tipo agricoltura (o anche edilizia, gestione dei rifiuti e così via) la situazione di solito è molto più complessa di quel che sembra, ed a pensar male si farà magari peccato ma 9 volte su 10 si vede anche giusto

  3. Una cosa che non ho capito è che il miele ad esempio, ITALIANO viene venduto ad un prezzo relativamente alto (in confronto a quelli EU) e viene stabilito da un consorzio di allevatori, dite che i pastori non hanno questo livello di organizzione o/e potere?

  4. il loro settore va riformato, non sussidiato, il pecorino non è una necessità di base, che si consorziano e si mettono a smerciare i prodotti loro stessi, se il mercato non li vuole che chiudano, io la mia cascina l’ho ceduta mi sono messo a fare altro

  5. Premetto che sono ancora uno studentello in triennale di economia e commercio, però mi chiedo: ma che senso ha, per un paese del G7, sovvenzionare il settore agroalimentare?

    A me sembra difficile credere che il settore privato non possa autonomamente fornire, a prezzi convenienti per il consumatore medio, prodotti agricoli oggi come oggi(ormai con la meccanizzazione si hanno rese elevatissime).

    In un’economia avanzata l’agricoltura impiega una percentuale risibile della forza lavoro e costituisce una quota del GDP trascurabile. Apparte la perdita secca derivante dal trasferimento monetario ai produttori, in questo modo non teniamo in piedi aziende improduttive che altrimenti non riuscirebbero a stare sul mercato?

    In sintesi, perché non abolire del tutto gli incentivi all’agricoltura?

  6. Comunque a me fa ridere chi sostiene che la Sardegna dovrebbe competere contando solo sulle proprie forze con regioni super industrializzate dello stesso paese come se l’insularità da sola non fosse un ostacolo abbastanza alto e che aumenta i costi e senza contare che non abbiamo infrastrutture degne del paese in cui viviamo.

    Se fossimo in un paese sensato i prodotti Sardi avrebbero una tassazione differenziata che terrebbe conto dei costi che ha importare materie prime ed esportare prodotti finiti almeno nella penisola. Invece non è così.

    Non è solo colpa del governo italiano, ma anche di una classe dirigente che si fa i fatti propri e degli amici da anni e che pur di farsi eleggere è disposta ad attaccarsi a partiti come la lega sfruttando la disperazione del momento. Ma che ci siano basi di partenza molto diverse tra il latte e il formaggio prodotti in sardegna e quelli prodotti nel resto d’italia è un dato di fatto.

    Se si deve competere lo si faccia ad armi pari. Dire che un intero tessuto produttivo deve morire perché signora mia il capitalismo si regola da solo senza aiuti di stato (come se tutto il settore alimentare non fosse sovvenzionato in tutta italia) è semplicemente ignorante.

  7. Mamma mia quante cose oscene ho letto nei commenti, comunque è lo stesso discorso delle arance o di altra frutta pagata al contadino 50 centesimi al chilo venduta al supermercato a 5, il problema è che fanno le aste al ribasso, se non cambia questo sistema e la gente non capisce che produrre alimenti costa e non poco non se ne esce, perché se aumentano il latte di 20 centesimi al litro la gente si scandalizza, però un telefono da 1000 euro per fare due foto di merda e guardare i porno è una spesa giustificata. Comunque ogni nazione produce latte diverso e quello italiano è qualitativamente migliore .

  8. Ma basta co sto latte. Come puoi pretendere di competere quando stai su un’isola? Non si può vivere perennemente di sussidi. Il resto del mondo cambia, i pastori sardi no, ma ci mancherebbe meglio far casino così vediamo se facciamo un altro paio di anni di sussidi e mi faccio il land cruiser.

    (Andateci a vederli i pastori, da fonni a arborea, la mentalità disgraziatamente é questa).

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