Perché si indaga ancora sulla morte di Marco Pantani

10 comments
  1. Letto l’articolo: da quel che ho capito il motivo è che un supplemento d’indagini non si nega a nessuno, la famiglia non si rassegna all’idea del suicidio e il PM ci vede un’occasione per farsi pubblicità.
    Elementi concreti per la riapertura delle indagini: zero.

  2. Boh, io continuo a credere che la faccenda si sia svolta come emerso dalle indagini iniziali. Overdose, volontaria o meno, camorra e scommesse, l’amico con la solita solfa de ‘non si sarebbe mai suicidato’. Marco era solo, depresso e con forte dipendenza. All’epoca ero poco più che bambino, oggi a 30anni l’epilogo tragico della sua vita non mi stupisce nemmeno più

  3. Mi chiedo come mai non si voglia lasciare riposare in pace questa persona che tanto ha fatto emozionare gli appassionati durante i tempo d’oro della sua attività.

    La sua vicenda dovrebbe essere presa d’esempio di come il doping e tutto ciò che ne consegue non abbiano solamente rischi fisici, ma anche psicologici che rischiano di trascinare le persone in un vortice da cui prima o poi si esce, ma non sempre nel migliore dei modi.

  4. per la morbosità verso fatti di cronaca nera che è nell’elenco dei diritti fondamentali tutelati dalla nostra costituzione

  5. Fa bene l’articolo a ricordare il test di madonna di campiglio. Sarebbe quello da approfondire, e non l’epilogo a le rose.

    Un test che non quadra ne col precedente (e in quegli anni purtroppo erano tutti bravissimi a tenersi attorno al 49) ne col successivo (eseguito in laboratorio), aggiungiamo anche la possibilità che di provette ce ne fosse solo una o il famoso pentito che aveva dichiarato “pantani non finisce il giro”.

    L’epo è un pezzo che l’abbiamo scoperchiato, a livello sportivo non c’è assolutamente piu nulla da salvare su quel periodo.

  6. Che idolo, vi giuro che se penso ai 9 minuti ficcati ad Ullrich sul Galibier mi vengono ancora le lacrime agli occhi. Nemmeno i Mondiali del 2006 mi fecero emozionare così.

Leave a Reply