Mick Foley, i tre volti dei wrestling: intrattenimento, violenza e umorismo. La storia dietro al match più pazzo del mondo, fatto dal guru dell’hardcore wrestling contro The Undertaker.

5 comments
  1. Uno dei wrestler più amati della storia è senz’altro Mick Foley. Non ha mai fatto della tecnica la sua arma vincente, è distante anni luce da Kurt Angle, Chris Benoit e quant’altri, ma ogni volta che saliva sul ring lanciava il cuore oltre l’ostacolo. 28 giugno 1998: se adesso la stipulazione Hell in a Cell è così famosa nel mondo del wrestling, lo si deve anche a Mick Foley, che all’evento King of the Ring affrontò Undertaker in un incontro definito il più violento della storia della WWF/WWE. Come potete leggere nell’articolo, Foley fece due voli spaventosi dalla cima della gabbia, ma se il primo era organizzato, il secondo di meno, infatti la struttura cedette al peso di Mick Foley, con la sedia, anch’essa non preventivata, che cadde con lui, finendogli sulla bocca e facendogli saltare un dente. Undertaker stesso, dopo il secondo volo, gli disse di stare giù, farsi contare e aspettare i soccorsi, ma Foley volle finire stoicamente l’incontro, entrando di diritto nella leggenda. Nel suo libro “Have a nice day” affermò che non ricordava molto del match, e la moglie che gli telefonò subito dopo confermò: parlava in modo sconclusionato, non era presente mentalmente.

  2. Mai guardato il wrestling, ma mi sono imbattuto in questo pezzo circa un anno fa. E mi sono guardato il combattimento su YouTube.

    È normale che mi abbia messo una tristezza ed ansia assurda? Cioè vedere lui che letteralmente rischia di morire dopo una caduta assurda, il pubblico in delirio, lui che torna, le puntine da disegno. Ci sono stato male direi.

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