L’altra crisi importante è quella del maggior gruppo automobilistico, Volkswagen, stretto tra la riduzione delle vendite in Europa e quelle, molto più importanti essendo il 40 % del totale, in Cina.
In Europa si sconta la diminuzione del mercato, in Cina, mercato in crescita, la concorrenza molto agguerrita dei produttori locali e i ritardi di VAG nel motore elettrico.
Questo ha conseguenze sull’occupazione in Germania (300 k occupati) e sull’industria italiana che fornisce il settore automobilistico tedesco (la Germania è il primo cliente dell’Italia.
Sta soffrendo le conseguenze delle proprie azioni? E quelle del governo tedesco in generale?
Il settore automobilistico europeo è praticamente morto. Il prossimo è il chimico.
Il tramonto dell’Europa dopo secoli di prosperità, addio amici.
Sta succedendo che la tanto celebrata Angelona alla fine non ha avuto tutta sta vision, anzi. In più quando salti cicli di innovazione, come hanno fatto diverse industry Europee, di solito finisci sbranato.
Il problema è che come ha scritto qualcun altro qui noi siamo attaccati al culone della Germania e quindi coleremo serenamente a picco con loro.
Auguri.
STE CA**O DI AUTO COSTANO TROPPO!!!!!!!!!!!!
La buonanima di Adolf Hitler aveva tanti difetti, ma sapeva come prezzare un’auto rispetto al suo target. Che Dio lo abbia in gloria. Manca tanto uno come lui nell’automotive. *Auto del popolo*, diamine, auto del popolo.
Fanno wagen che sono poco volks. E Volks non possono più permettersi i Wagen.
Beh hanno alzato tutti i prezzi del 50%, così, de botto (genio!), poi si sono lanciati sui suv mezzi suv per il margine abbandonando il volk.
Ma tienila una cazzo di macchina base. Pure la fiat.
Io posso solo dire che prima con 25k mi compravo una polo full optional o una golf allestimento intermedio. Oggi con 25k forse manco la polo base.
Lo stipendio è rimasto ovviamente uguale. E pare che sto problema dei prezzi delle auto sia sentito non più solo in Italia ma in tutta Europa.
Ne traggano le loro conclusioni le care case automobilistiche
Il problema è che farà la gente impiegata nella metalmeccanica eu morente? Non tutti possono fare i programmatori o i mental coach.
La domanda su cui le varie parti in campo dovrebbero ragionare seriamente tutti insieme è come cercare quantomeno di attenuare questa crisi del settore automobilistico europeo, visto che è uno dei settori più importanti delle nostre economie.
Penso che questo sia uno dei problemi economici più urgenti su cui lavorare.
La situazione con il costo dell’ energia attuale si fa sempre più complicata per industria ad alto consumo energetico. Alla fine con la scusa e causa della scarsa domanda e con non vera volontà di un cambio industriale ci troviamo che l’ automotiv europea emigra. Oltre al Volkswagen, un altra bella situazione sarà tutto l’ indotto di Mirafiori che pian piano chiuderà. Tenuto conto che gran parte dell’ esport italiano e trainato dall’ esportazione di macchinari in Germania si ha davvero bisogno di ripensare in modo europeo una strategia da stati uniti europei se no si crolla. Pensando con una Germania che fisiologicamente rallenta e USA e Cina che ovviamente sono in conflitto rischiamo di rimanere schiacciati. C’è davvero bisogno di pensare di fare rete tra industri europee e imprenditori e non pensare individualmente.
13 comments
La Germania è in recessione e questo è [noto](https://www.confindustria.it/home/centro-studi/prodotti/previsioni/rapporto/focus/rapporto-previsione-economia-italiana-autunno-2023/8d9da7b3-de3f-4dfa-9800-4e93d1426854).
L’altra crisi importante è quella del maggior gruppo automobilistico, Volkswagen, stretto tra la riduzione delle vendite in Europa e quelle, molto più importanti essendo il 40 % del totale, in Cina.
In Europa si sconta la diminuzione del mercato, in Cina, mercato in crescita, la concorrenza molto agguerrita dei produttori locali e i ritardi di VAG nel motore elettrico.
Questo ha conseguenze sull’occupazione in Germania (300 k occupati) e sull’industria italiana che fornisce il settore automobilistico tedesco (la Germania è il primo cliente dell’Italia.
Sta soffrendo le conseguenze delle proprie azioni? E quelle del governo tedesco in generale?
Il settore automobilistico europeo è praticamente morto. Il prossimo è il chimico.
Il tramonto dell’Europa dopo secoli di prosperità, addio amici.
Sta succedendo che la tanto celebrata Angelona alla fine non ha avuto tutta sta vision, anzi. In più quando salti cicli di innovazione, come hanno fatto diverse industry Europee, di solito finisci sbranato.
Il problema è che come ha scritto qualcun altro qui noi siamo attaccati al culone della Germania e quindi coleremo serenamente a picco con loro.
Auguri.
STE CA**O DI AUTO COSTANO TROPPO!!!!!!!!!!!!
La buonanima di Adolf Hitler aveva tanti difetti, ma sapeva come prezzare un’auto rispetto al suo target. Che Dio lo abbia in gloria. Manca tanto uno come lui nell’automotive. *Auto del popolo*, diamine, auto del popolo.
Fanno wagen che sono poco volks. E Volks non possono più permettersi i Wagen.
Beh hanno alzato tutti i prezzi del 50%, così, de botto (genio!), poi si sono lanciati sui suv mezzi suv per il margine abbandonando il volk.
Ma tienila una cazzo di macchina base. Pure la fiat.
Io posso solo dire che prima con 25k mi compravo una polo full optional o una golf allestimento intermedio. Oggi con 25k forse manco la polo base.
Lo stipendio è rimasto ovviamente uguale. E pare che sto problema dei prezzi delle auto sia sentito non più solo in Italia ma in tutta Europa.
Ne traggano le loro conclusioni le care case automobilistiche
Il problema è che farà la gente impiegata nella metalmeccanica eu morente? Non tutti possono fare i programmatori o i mental coach.
La domanda su cui le varie parti in campo dovrebbero ragionare seriamente tutti insieme è come cercare quantomeno di attenuare questa crisi del settore automobilistico europeo, visto che è uno dei settori più importanti delle nostre economie.
Penso che questo sia uno dei problemi economici più urgenti su cui lavorare.
La situazione con il costo dell’ energia attuale si fa sempre più complicata per industria ad alto consumo energetico. Alla fine con la scusa e causa della scarsa domanda e con non vera volontà di un cambio industriale ci troviamo che l’ automotiv europea emigra. Oltre al Volkswagen, un altra bella situazione sarà tutto l’ indotto di Mirafiori che pian piano chiuderà. Tenuto conto che gran parte dell’ esport italiano e trainato dall’ esportazione di macchinari in Germania si ha davvero bisogno di ripensare in modo europeo una strategia da stati uniti europei se no si crolla. Pensando con una Germania che fisiologicamente rallenta e USA e Cina che ovviamente sono in conflitto rischiamo di rimanere schiacciati. C’è davvero bisogno di pensare di fare rete tra industri europee e imprenditori e non pensare individualmente.