Beh, hanno decisamente ragione. Peccato che sarà l’ennesimo sciopero inutile ed inascoltato.
>…il neo-nato sindacato per il sostegno dello smart working, Smart Workes Union…
Solo in Italia!
Ma fare uno sciopero generale a novembre 2020 no?
[deleted]
A me sta bene a patto che gli si impongano degli obiettivi da raggiungere perché ci è già bastata l’esperienza del lockdown dove non si capiva esattamente cosa ci fosse di “smart” e soprattutto chi ci stava a “working”.
I disservizi vergognosi (molto più del solito) io non li dimentico.
Ma con tutti i privilegi che hanno si lamentano pure? In smart working poi devono fare ancora meno
Per esperienza posso dire che ci sono casi allucinanti ma anche persone/dipartimenti che lavorano in maniera seria e professionale
Se mai riuscirò a passare un concorso saranno per me 3 giorni di rasponi a due mani e champagne.
ma non erano i “boomer” quelli della presenza?
Che sogno lo smart working.
Ho un’idea: assumiamo più lavoratori pubblici dove servono, e li facciamo andare a lavorare in presenza a rotazione.
Io sono per il rientro della pubblica amministrazione non perché voglia far pagare i ristoranti e la benzina ai lavoratori come certi politici, ma perché le organizzazioni pubbliche hanno bisogno di processo più lento e graduale per non fare le robe alla cazzo. In più c’è bisogno di alcuni chiarimenti sulle leggi.
Io sono in smart working (telelavoro) da 2 anni e quindi devo stare zitto, ma vedere che le carte d identità te le fanno dopo 3 mesi dall appuntamento e che adesso per mail giocano ad un ping pong che fa impallidire quello reale, mi farebbe godere ritornassero. E non perché lavorerebbero di più (non vedo perché dovrebbero farlo, io non lo farei fossi in loro), ma solo per abbassare la loro qualità della vita come loro hanno abbassato ancora di più la qualità della pa (parlo solo di quella allo sportello)
Nessuno si accorgerà della differenza
Ma perché chiamarlo smart working quando qui in Italia si intende tutt’altro
Voja de fare… saltame dosso, che me sposto!
Io nella PA ci lavoro e personalmente ho scelto di fare due giorni di telelavoro in totale.
Per mia esperienza sinceramente penso che rivendicare questa opzione come standard senza che a monte ci siano una preparazione adeguata del personale, strumenti ed uniformità tecnica che impedisca cose tipo rallentamenti della vpn per cui *inviare una PEC* prende via dieci minuti di orologio è veramente sciocco e controproducente.
Semplicemente i tempi non sono maturi per spostare tutto fuori dagli uffici.
Ho la fortuna di essere in uno degli Enti virtuosi d’Italia (nessun arretrato o rallentamento delle procedure, fatture saldate ai fornitori in 7 giorni anche in piena pandemia/zona rossa), ma anche da qui ho visto e sentito storie di ordinaria incompetenza informatica da far rabbrividire. Roba da ‘*come si converte un file txt in pdf’*, non che io sia esattamente un hackerone eh.
Penso sinceramente che, nell’interesse primario dei cittadini e della sicurezza dei dati trattati, tornare in ufficio e starci finché almeno gradualmente non si è in grado di garantire condizioni di efficienza minime e risultati stabili è l’unica opzione onesta.
O quantomeno un ricambio generazionale praticamente totale (campa cavallo…).
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Beh, hanno decisamente ragione. Peccato che sarà l’ennesimo sciopero inutile ed inascoltato.
>…il neo-nato sindacato per il sostegno dello smart working, Smart Workes Union…
Solo in Italia!
Ma fare uno sciopero generale a novembre 2020 no?
[deleted]
A me sta bene a patto che gli si impongano degli obiettivi da raggiungere perché ci è già bastata l’esperienza del lockdown dove non si capiva esattamente cosa ci fosse di “smart” e soprattutto chi ci stava a “working”.
I disservizi vergognosi (molto più del solito) io non li dimentico.
Ma con tutti i privilegi che hanno si lamentano pure? In smart working poi devono fare ancora meno
Per esperienza posso dire che ci sono casi allucinanti ma anche persone/dipartimenti che lavorano in maniera seria e professionale
Se mai riuscirò a passare un concorso saranno per me 3 giorni di rasponi a due mani e champagne.
ma non erano i “boomer” quelli della presenza?
Che sogno lo smart working.
Ho un’idea: assumiamo più lavoratori pubblici dove servono, e li facciamo andare a lavorare in presenza a rotazione.
Io sono per il rientro della pubblica amministrazione non perché voglia far pagare i ristoranti e la benzina ai lavoratori come certi politici, ma perché le organizzazioni pubbliche hanno bisogno di processo più lento e graduale per non fare le robe alla cazzo. In più c’è bisogno di alcuni chiarimenti sulle leggi.
Io sono in smart working (telelavoro) da 2 anni e quindi devo stare zitto, ma vedere che le carte d identità te le fanno dopo 3 mesi dall appuntamento e che adesso per mail giocano ad un ping pong che fa impallidire quello reale, mi farebbe godere ritornassero. E non perché lavorerebbero di più (non vedo perché dovrebbero farlo, io non lo farei fossi in loro), ma solo per abbassare la loro qualità della vita come loro hanno abbassato ancora di più la qualità della pa (parlo solo di quella allo sportello)
Nessuno si accorgerà della differenza
Ma perché chiamarlo smart working quando qui in Italia si intende tutt’altro
Voja de fare… saltame dosso, che me sposto!
Io nella PA ci lavoro e personalmente ho scelto di fare due giorni di telelavoro in totale.
Per mia esperienza sinceramente penso che rivendicare questa opzione come standard senza che a monte ci siano una preparazione adeguata del personale, strumenti ed uniformità tecnica che impedisca cose tipo rallentamenti della vpn per cui *inviare una PEC* prende via dieci minuti di orologio è veramente sciocco e controproducente.
Semplicemente i tempi non sono maturi per spostare tutto fuori dagli uffici.
Ho la fortuna di essere in uno degli Enti virtuosi d’Italia (nessun arretrato o rallentamento delle procedure, fatture saldate ai fornitori in 7 giorni anche in piena pandemia/zona rossa), ma anche da qui ho visto e sentito storie di ordinaria incompetenza informatica da far rabbrividire. Roba da ‘*come si converte un file txt in pdf’*, non che io sia esattamente un hackerone eh.
Penso sinceramente che, nell’interesse primario dei cittadini e della sicurezza dei dati trattati, tornare in ufficio e starci finché almeno gradualmente non si è in grado di garantire condizioni di efficienza minime e risultati stabili è l’unica opzione onesta.
O quantomeno un ricambio generazionale praticamente totale (campa cavallo…).