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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – «L’Europa e l’Italia devono continuare ad avere un ruolo guida nella transizione energetica globale» e nell’incentivare il sistema finanziario globale a sostenere lo sviluppo sostenibile delle economie emergenti. Lo ha detto in un’intervista a Radiocor Achim Steiner, l’amministratore dell’Undp (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo), in Italia in occasione del G7 dei ministri dello Sviluppo che si terrà dal 22 al 24 ottobre a Pescara. Proprio il summit abruzzese – che «sotto la presidenza italiana ha attribuito un ruolo centrale all’Africa e ha coinvolto il settore privato» – sarà un momento chiave per fare il punto su come le maggiori economie del mondo stanno affrontando la crisi climatica, in vista di Cop29, il summit sul clima di Baku (in Azerbaigian). Le sfide sono moltissime: «le guerre e la pandemia di Covid 19 hanno introdotto nuovi fattori di pressione sia sulle economie in via di sviluppo, appesantite dai debiti, sia sul sistema finanziario globale, in un momento in cui abbiamo bisogno di centinaia di migliaia di dollari per decarbonizzare le nostre infrastrutture energetiche, i trasporti e il nostro sistema di produzione del cibo», ha detto Steiner.
Negli ultimi anni «i finanziamenti per la transizione e l’adattamento sono aumentati in maniera notevole», con piani come il Green New Deal europeo e l’Inflation Reduction Act statunitense. «Anche Stati emergenti, come la Cina e l’India, che sono tra i maggiori beneficiari dei fondi per lo sviluppo, stanno mobilitando risorse record per i trasporti puliti e le energie rinnovabili», ha spiegato l’amministratore dell’Undp. Questo, grazie anche all’intervento del settore privato, «con gli investimenti delle banche e delle società finanziarie». Il discorso è diverso nei Paesi più poveri, dove faticano ad arrivare i capitali esteri. Per esempio, «l’Africa nel 2022 è riuscita ad attrarre solo il 2% degli investimenti internazionali in energia pulita, nonostante questi possano essere un driver fondamentale per lo sviluppo» afferma l’amministratore dell’Undp. In questi casi, oltre ai sussidi internazionali, sono fondamentali le «operazioni di coinvestimento», che l’Undp, l’Italia e l’Ue stanno mettendo in campo.
«Cerchiamo di creare canali di finanziamento per investimenti ibridi tra il pubblico e privato, oppure forniamo garanzie per rendere i capitali privati accessibili ai Paesi africani a tassi d’interesse che non siano proibitivi», ha detto Steiner. Anche in un momento tragico con numerosi conflitti, come quello in Medio Oriente o quello in Ucraina, «stiamo cercando di usare le future ricostruzioni come opportunità per realizzare infrastrutture green». In questo contesto, è però importante che «le maggiori economie rispettino i loro impegni sul clima, per dare fiducia nella transizione anche a quelle più povere». Per questo motivo, le resistenze alle politiche di decarbonizzazione «che vediamo in alcuni Stati europei sono un po’ preoccupanti, anche se non troppo – dice l’amministratore – L’Ue non deve rallentare nel suo percorso verso la sostenibilità, perchè in questo modo spingerebbe anche il resto del mondo a fare lo stesso. E rallentare adesso potrebbe essere la ricetta del disastro».
