Ritorno al carbone, gas nazionale e importazioni dagli Usa: il piano di Draghi per la crisi energetica – Open

19 comments
  1. Il presidente del consiglio ventila la possibilità di un temporaneo incremento dell’uso del carbone per fronteggiare la crisi energetica; indica inoltre la burocrazia come il maggiore ostacolo alla transizione verso le fonti rinnovabili.

    Basta veramente soltanto installare più impianti di energia rinnovabile e aumentare quindi la capacità, o ci sono sfide rilevanti anche sul fronte della rete attuale?

    Quanto sarebbe d’aiuto una collaborazione di livello europeo su questi temi, in relazione anche alla possibilità citata da Draghi di creare un’infrastruttura di stoccaggio comune per il gas naturale?

  2. Ovviamente Click-Baiting, Mentana fa tanto la morale agli altri ma poi:

    Ha detto che il carbone sarà utilizzato solo per coprire particolari richieste e che le principali fonti verranno da combinazioni di più fattori: gas usa (compatibilmente alla capacità di rigassificarlo e di stoccarlo) , gas da tap, da algeria e libia, gas nostro, poi forte sburocratizzazione sulle rinnovabili e soltanto alla fine il carbone.

  3. Salterà fuori che lo scopo di putin era farci tornare al carbone per accellerare il riscaldamento globale di cui sono praticamente i soli a beneficiare.

    Draghi parlava anche del fatto che il gas che possiamo importare dagli stati uniti è limitato. Non è una questione di costo ma abbiamo una quantità limitata di rigassificatori che non possono riconvertire la quantità di gas necessaria al fabisogno nazionale quindi centrali a carbone.

  4. Ci sono un bel po’ interessi da contemperare in questa situazione, dove la coperta è più corta che mai: se i rubinetti russi venissero chiusi, le conseguenze sarebbero tragiche economicamente e il passaggio al carbone… (non mi immagino i Gretini cosa potrebbero dire); se i rubinetti russi rimangono aperti, beh si “finanzia” la guerra dello «Tsar» in Ucraina.

    È una bella gatta da pelare, e la figura di merda, nazionale e internazionale, è dietro l’angolo.

  5. Dovrebbero dichiarare una emergenza energetica eliminando tutta la burocrazia e i permessi necessari ad installare parchi solari ed eolici.

    Specialmente il solare che “pericoli” può generare?

    Fare un campo solare dovrebbe essere facile quanto lasciare un terreno incolto.

  6. Del resto, ci ritroviamo come un branco di pirla a pagare le bollette più alte d’Europa…NO al NUCLEARE (acquistiamo però a caro prezzo energia nucleare prodotta a pochi km da noi) NO agli INCENERITORI (rifiuti in discarica o caricati sulle navi perché vengano bruciati all’estero al doppio del prezzo) NO alle TRIVELLAZIONI nel Mediterraneo (quel gas se lo prenda la Croazia che costa dieci volte meno) NO a NUOVI RIGASSIFICATORI per diversificare l’acquisto del gas (che rende vano anche acquistare gas liquido dagli USA, se non riusciamo a riconvertirlo in gas in volume sufficiente per l’utenza)…ed eccoci qua, a pagare costi energetici esorbitanti e a non comprendere che siamo noi responsabili della attuale situazione, la guerra è il colpo di grazia

  7. Se c’è una cosa positiva delle guerre, é che spingono a decisioni veloci invece di rimanere stagnanti. Certo poi bisogna vedere con i fatti

  8. Tra tutti i personaggi di cui non mi aspettavo di intervenire sulla questione, su fanpage è stata rilasciata quest’intervista di De Luca (https://youtu.be/qK9Vvs8hs0k) in cui discute del tema energia in questo periodo. Boh il personaggio è quello che è, però a me sembrava aver ragione sulla questione dell’indipendenza energetica.
    Spero che la crisi in Ucraina permetta all’Italia di svegliarsi sul tema energia, soprattutto rinnovabile e nucleare.

  9. Se c’è una cosa di cui ringraziare Putin, ovviamente in senso estremamente figurato, è di averci fatto ricordare come funziona il mondo reale, soprattutto in campo energetico.

  10. Nel frattempo, nella stragrande maggioranza dei centri storici italiani non si possono installare impianti fotovoltaici per motivi paesaggistici, come se ai piccioni fregasse del colore dei tetti su cui cagano.

  11. Gli italiani, dall’alto della loro laurea all’università della vita, hanno scelto di opporsi al nucleare e più in generale continuano a dimostrarsi ignoranti sul tema dell’energia.

    Raccoglieranno semplicemente ciò che hanno seminato. E che non si azzardino a piangere, perché è solo colpa loro.
    Girano le palle perché ne pagheremo tutti le conseguenze, sia dal punto di vista della salute (in barba alla decarbonizzazione) sia da quello del portafogli.

  12. Qualcuno potrebbe spiegare ad una piccola capretta in materia come mai i tempi di realizzazione di una centrale nucleare sono così lunghi? Componentistica? Catena di montaggio? Burocrazia del trova un posto, convinci laggente ecc? Non esiste un “metodo Genova” come fatto per il nuovo viadotto che possa aiutare a ridurre i tempi?

    Cioè quello che mi chiedo è, lavorando ipoteticamente su 3 turni 24/7 ci vogliono 10 anni? o ci vogliono 10 anni lavorando come Aspi che fa manutenzione alle autostrade liguri?

    Da TOTALE ignorante in materia sono genuinamente curioso.

    Grazie

  13. Peccato che la fonte del gasdotto TAP sia l’Azerbaijan, stato in mano a Putin. Il 23 Febbraio hanno firmato un accordo che specifia chiaramente come l’Azerbaijan non possa perseguire politiche contrarie a quanto voluto dal cremlino.

    Point 4 stipulates that the two countries, “holding the same or similar positions on topical international issues, deepen constructive cooperation.”
    Point 7 obliges them to “refrain from any actions that, in the opinion of one of the Parties, damage the strategic partnership and allied relations of the two states.”

    Il punto 7 in particolare da alla Russia il potere di supervisionare ogni azione tra le due che vada a minare la sua posizione strategica.

  14. Dimostra di essere uomo pragmatico.

    Carbone e’ un pessimo combustibile per le emissioni, ma per andare col SUV elettrico da 3 tonnellate in palestra a 4km da casa a correre 2km sul tapis roulant elettrico mi sembra una delle poche soluzioni praticabili se vogliamo che Putin si infili le canne del gas dove so io.

    Un’altra ottima iniziativa sarebbe consumare meno. Il risparmio energetico e’ la miglior fonte rinnovabile.

  15. Nel 2022 ritorniamo al carbone e la nostra energia dipende così tanto da un altro paese che dobbiamo farcela arrivare dall’altra parte dell’oceano. Nel frattempo la Francia avvia la nuova costruzione di centrali atomiche ma noi no “che non sia mai succede qualcosa!”. Ma porco il mondo che mi sta sotto i piedi ma cosa vuoi che cambi visto che le loro strutture stanno letteralmente a un rutto di distanza da noi?
    Senza un minimo di indipendenza energetica siamo, e resteremo sempre, una barzelletta.

  16. Qui c’è bisogno di una politica (un po’ protezionista purtroppo) che potenzi la rete nazionale e le capacità di provvedere internamente alla maggior parte del fabbisogno energetico. Non è sostenibile in questi momenti difficili (che potrebbero peggiorare in futuro) non essere in grado di sostenere la propria popolazione per mancanza di lungimiranza. Tutto è sempre stato lasciato in mano a referendum per lavarsene le mani e mai prendere una seria decisione sul futuro di questo paese in quanto a risorse energetiche. Ora la mossa sarebbe investire sul rinnovabile e sulla ricerca verso una nuova generazione di energia nucleare. Tornare indietro al carbone, per quanto soluzione immediata è una toppa inammissibile.

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