La cooperazione tra Arabia Saudita ed Egitto nel Mar Rosso rappresenta un elemento cruciale della politica di sicurezza regionale, rafforzando i legami tra due potenze arabe in un’area strategicamente sensibile. Il recente incontro tra il principe ereditario saudita Mohammad Bin Salman (MBS) e il presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi, tenutosi al Cairo il 15 ottobre 2024, ha posto l’accento sull’importanza di un’alleanza solida per proteggere le rotte marittime del Mar Rosso, una delle vie di transito più trafficate e vitali per il commercio globale e la sicurezza energetica.

Durante il vertice, i due leader hanno discusso dettagliatamente delle strategie per rafforzare la cooperazione in ambito marittimo e militare, concordando sulla costituzione di unità navali congiunte. Queste forze marittime combinate avranno il compito di monitorare e proteggere le acque territoriali di entrambi i Paesi, soprattutto nelle aree critiche come il Golfo di Aqaba e lo stretto di Bab el-Mandeb, punti d’accesso essenziali che collegano il Mar Rosso all’Oceano Indiano. La presenza di queste unità contribuirà a garantire un flusso sicuro per le navi commerciali e le petroliere, riducendo al contempo le minacce rappresentate dalla pirateria e da potenziali attacchi terroristici.

In aggiunta alla protezione delle rotte marittime, Arabia Saudita ed Egitto stanno pianificando di implementare sistemi di difesa avanzati per monitorare e neutralizzare minacce esterne. Questi includono l’installazione di radar marittimi di ultima generazione, droni per la sorveglianza e navi equipaggiate con sistemi missilistici a lungo raggio, in grado di rispondere rapidamente a qualsiasi tentativo di violazione delle acque territoriali. La collaborazione prevede anche lo scambio di informazioni di intelligence per migliorare l’efficienza operativa e prevenire attività ostili lungo le coste dei due Paesi.

L’accordo per la creazione di unità navali congiunte segna un ulteriore passo verso la stabilità nel Mar Rosso, ma i piani dell’Arabia Saudita non si fermano qui. Riyad sta lavorando per ampliare la cooperazione con altri Paesi della regione, come il Sudan, la Giordania e Gibuti, in modo da costruire un’alleanza marittima multilaterale in grado di coordinarsi su vasta scala. L’Arabia Saudita vede infatti il Mar Rosso come una zona di interesse collettivo, e la sua visione mira a coinvolgere tutti i paesi rivieraschi in un sistema di sicurezza comune, capace di gestire anche le emergenze regionali e di contrastare l’influenza di attori esterni.

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Dal punto di vista economico, questa partnership di sicurezza gioca un ruolo fondamentale per i piani di sviluppo di entrambi i Paesi. L’Arabia Saudita, con il suo ambizioso progetto Neom, una città futuristica situata lungo la costa del Mar Rosso, considera la sicurezza della regione essenziale per attrarre investimenti internazionali. Allo stesso modo, l’Egitto punta a sviluppare la regione di Suez e a valorizzare le infrastrutture marittime, con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo di leader nei trasporti e nella logistica del Medio Oriente e del Nord Africa.

La collaborazione tra Arabia Saudita ed Egitto nel Mar Rosso è anche un segnale di resistenza all’influenza di attori internazionali nella regione. Entrambi i Paesi hanno espresso preoccupazioni rispetto all’ingerenza di potenze esterne, e la creazione di un’alleanza regionale autonoma è vista come un modo per preservare la stabilità e l’autonomia politica. La loro intenzione di espandere la cooperazione ad altri Stati del Mar Rosso testimonia la volontà di formare un fronte unito contro minacce comuni, consolidando la loro posizione nell’arena geopolitica regionale e promuovendo un modello di sicurezza regionale indipendente.

In sintesi, la cooperazione tra Arabia Saudita ed Egitto nel Mar Rosso è un progetto ambizioso che mira a garantire la sicurezza e la stabilità di una delle aree più strategiche per il commercio internazionale. Con la costituzione di unità navali congiunte e l’installazione di avanzati sistemi di difesa, i due paesi stanno consolidando un’alleanza che va oltre la semplice difesa marittima, promuovendo una visione di sviluppo e sicurezza integrata.

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