Dopo la lite sul prezzo e il colloquio Giorgetti-Spohr le parti hanno trovato l’intesa sui punti delicati. Dopo il via libera (definitivo) della Ue, Roma e Francoforte dovranno siglare il closing

Il ministero dell’Economia e Lufthansa ritrovano la sintonia sul futuro di Ita Airways e confermano le nozze. E senza sconti sul valore dell’investimento. Una settimana dopo le forti frizioni sul prezzo, Roma e Francoforte hanno aggiornato l’accordo siglato nel 2023 e inviato nei tempi previsti all’Antitrust Ue il pacchetto di «rimedi» per avere il via libera finale all’unione tra le aviolinee. In tarda serata è arrivata la conferma del dicastero. Che aggiunge: «Si attende con fiducia l’approvazione definitiva della Commissione europea per procedere al closing dell’operazione».

La conferma

Il colosso europeo verserà nelle casse del vettore tricolore 325 milioni di euro, rilevando così il 41%. Le trattative di questi giorni sono servite a superare i disaccordi sulla seconda tranche — sempre da 325 milioni, per un altro 49% — e su come ricalcolare il valore degli asset dell’azienda un anno e mezzo dopo la firma dell’accordo. Dopo la lite della serata di lunedì, 4 novembre, il Mef non ha messo la sua firma sui contratti commerciali da inviare all’Antitrust Ue e siglati con i vettori rivali che dovranno tutelare la concorrenza sulle rotte problematiche (10 di breve raggio, 3 intercontinentali) e a Milano Linate dopo la celebrazione delle nozze italo-tedesche.



















































L’investimento

Dopo l’irritazione, il riavvicinamento è stato possibile soltanto in seguito a un incontro — «politico» e riservato — che si è tenuto mercoledì al Mef tra il ministro Giancarlo Giorgetti e il ceo di Lufthansa Carsten Spohr, spiegano due fonti al Corriere. Un faccia a faccia che è servito a confermare l’intenzione di salvare l’operazione avviata nel gennaio 2023. A riannodare i fili ci ha pensato Marcello Sala, direttore generale del Dipartimento dell’Economia al ministero e capo delle partecipate.

I negoziati

In via XX Settembre fanno sapere che «le condizioni economiche previste non hanno subito variazioni rispetto all’accordo già siglato». Per raggiungere la nuova intesa sul prezzo — per i tedeschi l’esborso della seconda tranche andava ridotto rispetto a quanto pattuito — si è deciso di aggiornare l’investment agreement intervenendo sulle clausole relative al «saldo di cassa», proseguono le fonti. 

Le modifiche

Le parti hanno allora concordato — firmando il «Second amendment agreement» verso l’ora di cena — che gli ultimi aerei presi da Ita saranno calcolati nel cash balance, rafforzandone la cassa. Sulla somma c’è il massimo riserbo. Due fonti parlano di «tre cifre», mentre una terza indica il valore in «circa 110 milioni». Sono stati rivisti anche altri punti dell’accordo alla luce dell’andamento dell’azienda italiana nel cosiddetto «interim period», la finestra temporale tra il signing (nel 2023) e il closing. 

Le misure salva-concorrenza

Poi poco dopo le 23 Mef e Lufthansa hanno spedito il pacchetto di «rimedi» a Bruxelles per avere l’ok definitivo all’investimento. Due fonti Ue a conoscenza delle trattative confermano al Corriere che sui voli di breve raggio e Linate l’intesa è con easyJet (con la cessione a titolo definitivo di 30 slot giornalieri). Sul lungo raggio gli accordi commerciali sono stati siglati con Air France-Klm e Iag (holding di British Airways, Iberia): questi gruppi dovranno aiutare a migliorare la connettività indiretta tra Roma Fiumicino e San Francisco, Washington, Toronto, una delle condizioni stabilite dall’Antitrust. Entrambi hanno chiesto di avere nel complesso 14 slot a Linate.

11 novembre 2024 ( modifica il 12 novembre 2024 | 01:50)