
Il flusso di giovani skilled verso l'estero continua. Partono soprattutto laureati e residenti nel ricco nord.
Le ragioni sono l'occupazione, 80% di chi sta all'estero é occupato contro il 60% del nord Italia, le retribuzioni ma anche la qualità della vita. Non per niente per 9 giovani che se ne vanno entra in Italia uno straniero con caratteristiche simili : l'Italia è il paese europeo con minori attrattive verso il resto d'Europa.
by red_and_black_cat
28 comments
Il sole e il mare evidentemente non bastano a tenere qui la gente quando al posto dello stipendio ti danno la paghetta
Sarà anche vero, ma 9 a 1 mi sembra TANTO TANTO ottimistico come rapporto.. Troppo, ottimistico.. Direi che 30 a 1 mi sembra più realistico..
Rega’, 550mila sono un BOTTO..
scs a me qui dicono che siamo una grande, invidiabile potenza mondiale. c’è qualcosa che non mi torna lol
tornando dall’estero in Italia, ho capito perchè molti vanno fuori. In generale non è nemmeno lo stipendio il problema principale, ma che è tutto così fumoso senza regole ed indicazioni precise. Inizio a lavorare adesso, e in 30 anni cambierà 50 volte il sistema pensionistico, le tasse e chissa quanto altro, diventa impossibile fare un piano. Poi sono dipendente, e vedo intorno a me gente che paga il 15% di tasse.
Retribuzioni in Italia ferme al ’90, nel resto di Europa per lo stesso identico lavoro pagano fino 3 volte con molti più diritti. In passato non è che il fenomeno non fosse presente, era semplicemente limitato dalla scarsa conoscenza delle altre lingue. Oggi i ragazzi parlano inglese al livello (e ogni tanto meglio) dell’Italiano, molti sanno anche delle lingue addizionali. perchè non dovrebbero spostarsi?
Eccoci qua, a gennaio mi trasferirò a Vienna con la mia ragazza.
Immagina essere pagato in Italia per 15 ore di lavoro 60 euro e lí 200
E fanno bene. Magari torneranno per godersi la pensione…O forse no, vista la tassazione fuori di melone.
Si tratta di circa il 10% dei nati negli ultimi 13 anni (Istat dice circa 5,9 milioni dal 2011 al 2023).
A me fa ridere perché solo nella mia cerchia di conoscenti:
– Coppia giovane: estero
– Coppia giovane con 2 figli (di cui un neonato): estero
– Coppia giovane con 2 figli (di cui un neonato): tornati in Italia dopo anni all’estero, hanno deciso di ritornarci
– Coppia giovanissima non italiana: per ora niente figli, ma stanno già guardando all’estero
– Coppia giovanissima (lui italiano, lei straniera): estero
Tutte coppie 25/35 anni, tutte con lauree magistrali/PhD in campi molto specializzati (medici, ingegneri, professori universitari, ricercatori). In un solo colpo di spugna questo fa 10 persone in età lavorativa (e fertile) e 4 bambini. E non è che conosca cantinaia di persone.
Non si può neanche dire che questo sia colpa del Governo Meloni, qui c’è un’ignavia e un’incompetenza *by design* che va avanti da decenni.
E qui non ho manco incluso tutti gli immigrati che ho conosciuto che sono venuti qui, hanno fatto università “con i controcazzi”, e poi se ne sono semplicemente andati. Perché è inutile dirlo, se fai lo sforzo di arrivare da migliaia di km di distanza per studiare, non ti cambia nulla di farne altrettanti per trovare un posto migliore dove mettere a frutto la tua esperienza.
Mi fa ridere perché alcuni dei paesi esteri sopracitati sono quelli che poi vengono puntualmente sbeffeggiati “perché noi siamo meglio”. MMh.
Sono uno di loro, solo che non sono né laureato né del “ricco nord” (sono ligure). In Italia avevo mandato CV dovunque (ristoranti, negozi, supermercati, magazzini, centro dell’impiego…), dato disponibilità 24/7/365 per qualsiasi tipo di lavoro, in un raggio di 50km da casa mia e non c’è stato un cazzo da fare, ogni volta o non mi pagavano o mi mandavano a casa dopo due mesi o non mi prendevano proprio. Fanculo a tutti guarda. Sono emigrato in Inghilterra senza saper far niente né conoscere nessuno e dopo due mesi al lavoro mi han dato il tempo indeterminato. Sí il mare il sole e quello che vuoi ma adesso mi pagano 3.000€ al mese (ripeto da non laureato) e posso permettermi di vivere come un adulto. Per me possono continuare a darmi tutte le statistiche che vogliono per cercare di convincermi che non è tutto rose e fiori ma ‘sticazzi allora andateci voi a lavorare dal capo padrone bastardo che ti paga quando e quanto ne ha voglia
Dopo 10 anni all’estero, l’anno prossimo probabilmente rientro. Posto fisso da professore nell’università in cui mi sono laureato, sgravi fiscali buoni al punto che lo stipendio è comparabile a quello che prendo a Londra. L’alternativa sarebbe un posto nello Stato di NY, ma viste come sono andate le elezioni un po’ ci spaventa, dato che stiamo aspettando un bimbo per l’anno prossimo.
Speriamo bene! 🤞
Io sto attivamente cercando lavoro fuori, spero di andarmene presto, e non è neanche una questione di stipendio, sono semplicemente stanca di vivere in un Paese decadente con una cultura del lavoro tossica
Consigli su come cercare più efficacemente sono molto ben accetti, come paesi target ho selezionato Paesi Bassi e Irlanda, sto cercando annunci su LinkedIn ma mi chiedevo se potesse avere senso contattare qualche recruiter
L’idea di lavorare sottopagati in aziende con leccaculo, figli di papà, raccomandati, incompetenti, manager ridicoli, ed in realtà facenti parte ai soliti amiconi di Comunione e Liberazione e circolini vari, è una discreta ragione per sfancularsi fuori da questo paese.
Finché ci pagano un terzo rispetto all’estero nonostante il costo della vita ormai sia quasi uguale, c’è poco da stupirsi. A monaco da stagista prendevo 2400 euro netti al mese, in Italia neanche dopo 5 anni. Poi è chiaro che se vivi a Caltanissetta il costo della vita è minore ma se ti devi affittare un appartamento a Milano ti costa quasi di meno vivere a monaco, dove guadagni 3 volte tanto
Sarebbe fantastico se la si smettesse finalmente di chiamare giovani i 30enni.
Esperienza personale:
Anni fa, ero alla ricerca di un posto di lavoro. E come non mi giravo non riuscivo ad uscire da “stage a €500/mese”. Scelgo uno stage tra tanti (con promessa di assunzione a fine stage). Poco prima della fine dello stage, mi licenziano; tutt’oggi non conosco il motivo.
Decido di partire per l’Inghilterra (Liverpool, costo della vita un pochino più basso di quello di Roma). Primo lavoro, skill 0, £1500/mese. Mi permetto di pagarmi l’affitto di una stanza doppia con bagno privato. £500/mese (bollette incluse).
Magari le cose, soprattutto dopo la brexit e il covid saranno cambiate pure lì, non so. Ma ricordo che mi sentivo libero di pensare ad un futuro migliore.
Sono tornato in Italia da libero professionista.
p.s.
Con il regime forfettario, tra INPS e Tasse, che ci crediate o no pago quello che pagavo lì con il regime normale (Hanno tasse un poco più basse, ma si possono scaricare cose senza troppe restrizioni – sempre però che sia inerente all’attività – qui col regime ordinario hai dei massimali in somme e percentuali che ti puoi scaricare spesso in base al codice ATECO)
Eh vabbè, ma vuoi mettere la gente fredda degli altri paesi? Qui puoi fare l’aperitivo con i colleghi, pardon, famiglia.
E dove lo metti il cibo più buono del mondo, il sole e la cultura? /s
Io per ora lavoro da remote per l’estero. Appena sistemo una questione che ho in sospeso penso di andarmene.
Parlando da sviluppatore sw il problema non é tanto trovare lavoro o lo stipendio (che sono cose che avendo un po’ di esperienza non mancano), ma la qualità del lavoro. Nel mio lavoro la maggior parte delle aziende sono indietro di un decennio sia nella modalità di lavoro che negli aspetti tecnici. così non si cresce ed é impossibile migliorare. Io ho sempre fatto i salti mortali per lavorare in aziende che potessimo farmi avanzaree alla fine le ho trovate solo all’estero.
Eccoci qua amici. Reporting nei paesi bassi, da 6 anni, con zero intenzione di tornare ✨
Eccolo! Dottorato in intelligenza artificiale e carriera decentemente lanciata, cosa dovrei fare se fuori mi danno 200k all’anno mentre in Italia mi darebbero un sorriso e 1200 euro al mese?
L’unica roba che mi manca è il cibo buono, ma me ne sono fatto una ragione
Con la maggiore mobilità globale sempre di più vanno nei paesi migliori, che si rinforzano, a spese di quello meno competitivi, che soffrono. La disuguaglianza tra paesi si amplia, ma tra individui si riduce.
Venni in Italia per ruabre un lavoro, ma non trovai nulla, e alla fine dovetti emigrare di nuovo per ruabrlo altrove
Stupisce zero perché sappiamo tutti come funziona
Il 95% dei miei amici è laureato/sta finendo l’università
Gli unici che hanno un lavoro decente sono quelli che sono usciti dall’italia (laboratori di ricerca, studi legali…) mentre quelli rimasti qui fanno commessi, babysitter, camerieri in nero o lavorano al KFC…
Attendo con ansia i soliti fenomeni che chiedono agli espatriati di ripagare i costi dell’educazione ricevuta in Italia
Waiting for the next
>”I giovani non hanno voglia di lavorare. Fornaio offre 3000 euro al mese ma nessuno accetta il lavoro”
articolo di giornale.
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la situazione è ben chiara
Fondentalmente il problema è che avere un’economia fatta da piccole-medie imprese spesso a conduzione famigliare è una piaga. Non assorbono laureati e lavoro specializzato, non investono e non crescono.
“Ora faccio sei mesi di stage a 500€ al mese, poi passo all’apprendistato dove prendo prima 1500, poi 1600 e poi 1700€ al mese. Poi se sono bravo mi danno l’indeterminato. Con 10/15 anni di esperienza arrivo tranquillamente a 2200€ al mese (a 40/45 anni). Se non ti sta bene cazzi tuoi, sono tutti così se non peggio e fuori c’è la fila”
Essendo dei nostri loro sono giovani in cerca di un futuro e non migranti economici.
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