
Come immagino buona parte di voi, non appartengo al target di riferimento tipico del Festival di Sanremo, manifestazione che negli ultimi trent’anni avrò visto per un paio d’ore in tutto, ricavandone di solito una significativa dose di fastidio. Allo stesso tempo però, riconosco mio malgrado al Festival di Sanremo una rilevanza culturale notevole, se non dal punto di vista qualitativo sicuramente da quello quantitativo. Si tratta, tra l’altro, di una manifestazione che negli ultimi anni ha saputo anche “ringiovanirsi” in maniera significativa, vuoi per via dell’apertura ad un certo tipo di musica, vuoi per cose come il fantasanremo, che sono riuscite ad attirare nuovamente quel pubblico che per decenni l’ha evitato come la peste.
E insomma quest’anno, dopo la cacciata in pompa magna del sovversivo Amadeus, il nuovo e rivoluzionario plenipotenziario Carlo Conti ha deciso di fare del Festival «Un micromondo fatto di famiglie e rapporti personali, molto intimo e umano», dal quale temi come la guerra e l’immigrazione saranno banditi. D’altra parte perché mai, in questo mondo in cui tutti vivono sereni e privi di preoccupazioni, parlare di cose così spiacevoli e spiazzanti?
Ora, non è che da Sanremo, lo spettacolo nazionalpopolare per definizione, io mi aspettassi chissà cosa, ma il pezzo “di protesta”, per quanto all’acqua di rose, per quanto velata, per quanto filtrata, ha sempre fatto parte della storia del Festival. Quest’anno invece pare che no, niente proteste. Dall’alto si è deciso che sarà solo sole, cuore e amore, e che dovremo volerci tutti bene – cosa che, d’altronde, già facciamo, no?
…Ma solo io trovo questa cosa agghiacciante?
by Abiduck
18 comments
Diciamo che è una mossa altamente autoritaria
che schifo
*Questa è l’Italia del futuro: un paese di musichette mentre fuori c’è la morte* [2010]
Censura pura.
Evviva sto paese di stronzi!
E soprattutto, maledetti chi di voi ha votato sti maiali!
Effettivamente ha i colori di una svolta autoritaria. Telemeloni colpisce ancora. Sono deluso da Carlo Conti, che mi piaceva come conduttore. Io ho cominciato a guardare religiosamente il festival di Sanremo da pochi anni, ma non accetto che il prossimo sarà una simile farsa. Ogni anno viene dedicato uno spazio alla società, alla riflessione, alla contemporaneità, oltre che alle risate becere. Sono deluso. Così Sanremo sarà la vetrina di un’Italia impoverita.
>*Salgo sul palco dell’Ariston e dico: “Continuate il genocidio*” Adesso il direttore della Rai è il mio migliore amico
Parleranno di quanto è *petaloso* il vestito della soubrette di turno?
Spero vivamente che chi sta criticando questa mossa non sia anche uno di coloro che ha partecipato alle polemiche di gestioni di questioni delicate negli anni scorsi, perchè altrimenti sarebbe il colmo dell’ipocrisia, dinanzi a questa volontà di evitare inutili pantani.
Panico tra i cantanti, non potranno dire banalità e scemenze varie per sembrare profondi e di sinistra. Dovranno oda saper cantare veramente
Bene non lo guarderò quest’anno, appello a tutti quelli che si stanno lamentando… non guardatelo poi
Ok, ora voglio tutte canzoni su Salvini per protesta.
La vera domanda è quanti anni dovremo aspettare prima che il festival di Sanremo faccia la fine di Miss Italia? Fino a quando i millennial non avranno 60 anni?
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam
Un altro buon motivo per non guardare sanremo
Ahahaaha! Bene! Total Buonisti Death! E ora di che parleranno i poveri “artisti” di sinistra?
pagliacci
Se è così Carlo Conti mi scade come presentatore e come uomo
>«Un micromondo fatto di famiglie e rapporti personali, molto intimo e umano»
sono d’accordo, quello che serve è qualcosa che può ricucire i rapporti internazionali. Un ballo più umano, più vero.
Bisogna riportare in auge il Pippero.
Comments are closed.