Qua senza paywall: Fitto perde la direzione generale per le Riforme, dominio franco-tedesco tra gli alti funzionari Ue

Mi sembra abbastanza nel silenzio dei media, Fitto non avrà più la guida della direzione generale per le Riforme (che prima era di italiano):

l’ex ministro del governo Meloni conserverà le deleghe alle politiche di Coesione e alle Riforme, ma – a differenza della portoghese Elsa Ferreira che lo ha preceduto in quel ruolo –, perderà la guida della direzione generale per le Riforme, destinata a diventare sempre più cruciale in vista della possibile riforma del bilancio che punta a legare la distribuzione dei fondi Ue all’effettiva realizzazione delle riforme da parte dei singoli Stati. La struttura per la quale lavoravano circa 200 funzionari (e che fino a marzo aveva come direttore generale un italiano: l’ex presidente della Consob, Mario Nava) verrà infatti affiancata alla task force Recovery e inglobata nel segretario generale della Commissione. Dunque, finirà sotto il diretto controllo di von der Leyen.

Anche “nell’ordine gerarchico” di chi avrà il compito di presiedere le sedute in caso di assenza della presidente von der Leyen, risulta il meno importante.

Von der Leyen ha messo nero su bianco l’ordine gerarchico, che servirà per esempio a stabilire chi avrà il compito di presiedere le sedute in caso di assenza della tedesca: la prima in grado è la spagnola Teresa Ribera, seguita nell’ordine dalla finlandese Henne Virkkunen, dal francese Stéphane Séjourné, dall’estone Kaja Kallas e dalla romena Roxana Minzatu, mentre Fitto risulta essere l’ultimo della lista

In generale l’italia avrà pochissimi ruoli importanti:

Il risultato è il minimo sindacale: ci sarà un solo capo di gabinetto italiano su ventisette. Si tratta di Vincenzo Matano,

l’Italia è riuscita a piazzare solo due vicecapi di gabinetto da due commissari che tra l’altro ricadono già sotto la supervisione di Fitto

Di tutt’altro tenore i risultati ottenuti dai tedeschi e dai francesi. La Germania ha ben quattro capi di gabinetto (che guideranno i team di von der Leyen, Dombrovskis, Sefcovic e Zaharieva) e cinque vice, mentre la Francia – nonostante un governo traballante – ha un solo capo di gabinetto, ma ben sette vice (tra cui quelli della presidente von der Leyen e dell’Alto Rappresentante Kallas).

by giuliomagnifico

7 comments
  1. Grazie a Dio perché parliamo di Fitto. D’altra parte ennesima sconfitta italiana per merito di chi ha sempre abbaiato al nemico Europa e ora che c’è dentro riesce a starne fuori per perpetuare la logica solita.

  2. Le nostre destre si alleano con gli scappati di casa e poi si lamentano che in Europa non possono fare niente.

    Meglio così, sarebbe peggio fargli fare qualcosa.

  3. Sarebbe potuto esser Draghi, chiaramente incontestabile da nessuna persona con un neurone vagabondante nel cervello, compresi i leghisti o i lepeniani ma invece no, tocca vedere gente come Fitto.

  4. forse perché la sinistra vota contro un vicepresidente italiano, dando l idea di un Paese di ritardati? la butto lì eh 🤣

  5. L’Europa non ci dà rappresentivitá, ma in qualche modo si ci arrabbia col governo italiano. Idiotly pls.

  6. Incredibile che una persona che non sa l’inglese non abbia un ruolo centrale in un ambiente internazionale e multiculturale. Scioccante.

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