
Pronto il decreto di Salute, Mef e Innovazione tecnologica che mira a centralizzare, proteggere e ottimizzare la gestione dei dati sanitari. Attraverso portali dedicati, i cittadini potranno consultare il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, aggiornato in tempo reale con referti medici, prescrizioni, vaccinazioni e informazioni diagnostiche. Una novità particolarmente rilevante è il Dossier Farmaceutico che sarà una sezione specifica del FSE che raccoglie e organizza informazioni sulle prescrizioni, sull'erogazione e sulla somministrazione dei farmaci
Mah, che dire…non mi da fastidio avere tutto in digitale, anzi è comodissimo ma non mi piace l’idea che i dati sanitari di tutti gli italiani siano “chiusi in qualche database” sconosciuto. Dovrebbe essere tutto molto più trasparente, almeno per dovere di informazione. Spero che qualcuno (giornalisti) riesca a fare un’indagine su come/dove/con-che-misure/ecc… sono conservati questi dati.
by giuliomagnifico
12 comments
Per carità, niente di brutto… ma che amarezza vedere la parola innovazione sempre associata a ‘ste quattro scartoffie e mai dove conta davvero.
Piccolo OT
Da quando in reparto si è passati alla cartella informatizzata il consumo di carta è raddoppiato
Poi succede come i dati compromessi di Synlab. Da quando è successo a mia nonna arriva almeno una volta al mese una telefonata scam di persone che si fingono un familiare morente o che ha avuto un incidente e che vuole soldi.
Mi sono messo il cuore in pace che ormai nelle directory giuste nel dark web possono anche trovare il nome della prima morosa.
Posso garantire con assoluta certezza, lavorando in ospedale da anni, che si continuerà ad usare e sprecare carta a centinaia di tonnellate per ogni minima cazzata. Potrei fare un elenco chilometrico, anzi rispondo volentieri a qualsivoglia domanda in merito per farmi due risate.
Che poi sia più facile per noi recuperare determinati dati, lo spero, ma vista la qualità ridicola di siti e applicativi sanitari voglio vedere quanto effettivamente il tutto sarà funzionale.
Pensavo fosse già così in tutta Italia: in Lombardia il portale del fascicolo sanitario mi pare ci sia da una decina di anni, con referti, ricette, prescrizioni, prenotazioni esami ecc ecc
Roba che come concetto esiste degli anni 2000 è innovazione.
La verità è che con 10mila db diversi ci guadagnavano gli amici degli amici ma guai a tagliare quegli sprechi.
Mi pare ovvio che lo facciano: l’hanno messo come traccia per l’esame di maturità di quest’anno agli ITIS, dopotutto.
Ma quindi l’innovazione dov’è? E’ l’estensione a tutt’italia dell’FSE che abbiamo qui in ER?
Non entro nel dettaglio ma, se non hanno cambiato nulla di recente, centralmente sarà presente un database contenente solo il riferimento all’esame (metadati), il referto sarà memorizzato sui sistemi dei singoli enti sanitari che hanno erogato la prestazione
Pronti a farsi hackerare dal primo che passa lmao
Ma non c’è già il Fascicolo Sanitario? Un altro?
>Spero che qualcuno (giornalisti) riesca a fare un’indagine su come/dove/con-che-misure/ecc… sono conservati questi dati.
[Il regolamento cloud per la PA](https://www.acn.gov.it/portale/cloud/regolamento-cloud-per-la-pa) è in vigore dal 1 agosto 2024. Tutte le pubbliche amministrazioni devono classificare i propri dati e servizi tra ordinari, critici e strategici, in base a questo hanno la possibilità di utilizzare servizi cloud e infrastrutture digitali con livelli di qualifica diversi. Tutti i fornitori devono essere qualificati, cambiano gli obblighi in base alla categoria. Tutti i servizi cloud e le infrastrutture digitali accreditate sono elencati pubblicamente [in un catalogo presso l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale](https://www.acn.gov.it/portale/catalogo-delle-infrastrutture-digitali-e-dei-servizi-cloud).
Nella pratica, per i dati sanitari critici i fornitori si dividono in tre categorie: aziende informatiche con grossi data center (Microsoft, Amazon, Oracle, ecc.), data center regionali pre-esistenti ed adeguati a queste prescrizioni, il nuovo [polo strategico nazionale](https://www.polostrategiconazionale.it/) con data center gestiti dallo Stato. Ciascuna azienda sanitaria farà la propria scelta, però il PSN ha detto che 130 ASL vogliono migrare sui suoi data center, presumo che le rimanenti possano aver scelto invece i data center regionali pre-esistenti, credo che alla fine nessuna o quasi metterà i dati critici su data center di aziende private anche se tecnicamente permesso.
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