Marco Cappato sta pensando ad una legge di iniziativa popolare su discriminazioni, adozioni, fecondazione assistita e matrimonio egualitario

17 comments
  1. 2021: l’anno in cui gli italiani scoprono che possono proporre loro i referendum e pubblicizzarli via internet per avere più visibilità

  2. Sui matrimoni egualitari si potrebbe fare, non saremmo il primo paese e credo proprio ormai che vincerebbe il sì. Sarò ignorante ma la fecondazione assistita non é già legale?

  3. Le leggi di iniziativa popolare purtroppo in media vanno a morire di sonno in qualche cassetto della Camera o del Senato, ma se riescono a congegnare un referendum abrogativo per legalizzare il matrimonio fra persone dello stesso sesso ovviamente sarebbe un’ottima cosa. Mi chiedo però se si riesca a mettere assieme un quesito legale che abbia questo effetto.

  4. Secondo me è un modo di pensare sbagliato. Se butti tutto insieme in un pentolone e poi dici “se non voti sei omofobo” è esattamente il motivo per cui il DDL Zan è morto.

    Baby steps.

  5. A me sembra che quest’uomo stia facendo la storia andando a dimostrare la potenziale inutilità di chi fa il legislatore di mestiere, quasi come se si stesse rimboccando le maniche lui per fare quello che gli altri non vogliono fare (ma vengono pagati per fare)

  6. Come altri, credo che una legge di iniziativa popolare non abbia molto da dire come strumento, visto la lista lunghissima di precedenti morti (anche solo questa primavera fu depositata la proposta di legge “Stazzema” per il divieto della propaganda nazista e fascista, invece adesso stiamo ancora qui a girare intorno sui fatti di Roma e su Forza Nuova). Però immagino che Cappato pensi ad una legge di iniziativa popolare “plebiscitaria”, cioè magari portare in Parlamento non già le 50 mila firme, ma 500 mila come per i referendum abrogativi, o di più. Vista l’introduzione della firma digitale questo numero di firme potrebbe creare dinamiche politiche nuove e diverse pressioni sui rappresentanti eletti, come alcuni dicono che succederà per i referendum.

    Secondo me per quel che chiede Cappato sarà praticamente impossibile raccogliere grandi numeri di firme, sarebbe meglio riproporre lo stesso identico testo del ddl Zan o uno equivalente come iniziativa di legge popolare; questo sì che potrebbe raccogliere molte firme.

  7. A me pare un calderone troppo grande. Perchè a prescindere da quello che penso io, persone da origini diverse potrebbero molto probabilmente avere opinioni diverse su questi 3 argomenti, opinioni complesse perchè sono argomenti complessi, anche se simili.

    Quello che vuole fare Cappato invece é ridurre tutto a un dibattito “alla internet”: o sei con me o sei omofobo/razzista/sessista. Questa è oclocrazia.

    Inoltre, specie se devi convincere l’opposizione, sicuramente bisogna procedere un po’ alla volta e non pretendere tutto assieme

  8. No, il referendum su queste questioni no.
    Non ha senso sottoporre al voto e al veto popolare un diritto umano, anzi, è offensivo. Parlando da omosessuale: la maggioranza parte da una posizione di forza. Anche quando “bontà sua” ci accetta e ci attribuisce pari dignità lo fa a sua discrezione, mentre il suo posto nel mondo non viene mai rinegoziato o messo in discussione. Per questo motivo i diritti non devono essere soggetti alla gentile concessione o al capriccio di chi va a votare. E’ lo Stato a doverne assicurare la godibilità e legiferare in merito. I diritti inalienabili delle minoranze vanno difesi dai colpi di mano e dall’arbitrarietà del giudizio della maggioranza

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