Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente sulle «Ecomafie», in Italia negli ultimi 30 anni sono stati accertati 902.356 reati ambientali (uno ogni 18 minuti, 3,3 all’ora, 79,7 al giorno).
C’è poi una conferma: il 45,7% degli illeciti ambientali si verifica nelle regioni dove è più forte la presenza mafiosa.
La Campania registra la più alta percentuale di reati commessi nel ciclo del cemento e dei rifiuti. Mentre nel nord Italia in testa alla classifica c’è la Lombardia, che da anni è terra di conquista per la ndrangheta.
Dopo Campania, Calabria, Sicilia e Puglia, al quinto posto si piazza il Lazio.
In 309 inchieste – poco più della metà del totale – è stato possibile valutare il numero dei rifiuti sequestrati: ammonta a 60,576 milioni di tonnellate. Il 40,49% sono fanghi di depurazione, il 39,64% è rappresentato da rifiuti industriali di varia natura. Legambiente ha contato 378 clan mafiosi che commettono reati ambientali, per un fatturato che si aggira intorno ai 260 miliardi di euro.