Di che cosa stiamo parlando

Ogni anno lo Stato italiano raccoglie entrate, principalmente attraverso le tasse, per coprire i costi dei servizi pubblici offerti ai cittadini, tra cui quelli relativi a sanità, istruzione, difesa e pensioni. Se lo Stato non riesce a incassare risorse sufficienti per svolgere le sue funzioni, contrae debiti sui mercati. In questo caso, la differenza annuale tra le entrate e le spese totali è negativa. Quando ciò accade, si dice che lo Stato ha un indebitamento netto negativo.

Ogni anno, poi, lo Stato italiano deve ripagare gli interessi sui debiti contratti negli anni precedenti. Se non ha risorse sufficienti per farlo, deve indebitarsi di nuovo. Ma se non ci fossero le spese sostenute per coprire i debiti degli anni precedenti, lo Stato potrebbe avere più entrate che spese: in questo caso si dice che lo Stato genera un avanzo primario.

Per avanzo primario si intende, appunto, una differenza positiva tra le entrate e le spese delle amministrazioni pubbliche, al netto della spesa per pagare gli interessi sui debiti contratti. In parole semplici, l’avanzo primario indica quanto risparmierebbe lo Stato ogni anno se non dovesse ripagare i debiti contratti in precedenza. 

Ricapitolando: si ha un avanzo primario se, tolta la spesa per ripagare gli interessi sul debito, lo Stato incassa di più di quanto spende. In caso contrario, si ha un disavanzo primario. Per questo motivo c’entra la spesa pubblica: un governo di turno potrebbe ridurla con l’obiettivo di ridurre le uscite, e aumentare l’avanzo primario.

In generale, l’avanzo primario è un indicatore utile perché fa capire se uno Stato sarà mai in grado di ripagare il proprio debito. Infatti, spendere di meno di quanto si incassa comporta che, in prospettiva, il debito pubblico verrà ridotto. La velocità con cui il debito pubblico diminuirà dipende però dall’entità dell’avanzo primario e dall’ammontare del debito contratto: a parità di avanzo primario, maggiore è la spesa per interessi, maggiore è il tempo che lo Stato impiegherà a ripagare il suo debito e viceversa.