Da mesi la Basilicata si trova a fronteggiare una grave emergenza idrica, che – sorprendentemente – sembra ricevere poca attenzione sia dai media nazionali che dal governo centrale. Nel capoluogo di regione, Potenza, e in altri 28 comuni, i cittadini sono costretti a convivere con un razionamento dell’acqua che interrompe l’erogazione dalle 18:00 fino al mattino successivo. Una situazione che, giorno dopo giorno, alimenta disagi e preoccupazioni.

La principale responsabile di questa emergenza è la Diga della Camastra, ormai ridotta a poco più di uno stagno. Tra i fattori che hanno contribuito a questa situazione critica, si ipotizzano le nuove normative antisismiche che potrebbero aver limitato la capacità dell’invaso e, ovviamente, il cambiamento climatico, che ha portato a una drastica riduzione delle precipitazioni.

Per far fronte alla crisi, il governo ha riconosciuto lo stato di emergenza e stanziato fondi per la costruzione di un impianto che consenta di convogliare acqua (poca) dal fiume Basento alla Diga della Camastra. Tuttavia, il Basento è un corso d’acqua che da sempre gode di una pessima reputazione, sollevando dubbi sulla reale efficacia e sicurezza di questa soluzione.

Nonostante le rassicurazioni di Acquedotto Lucano e dell’ARPA, i cittadini restano scettici. La mancanza di fiducia ha spinto la popolazione, insieme al neonato Comitato Acqua Pubblica, a scendere in piazza più volte, chiedendo con forza interventi più incisivi e una soluzione definitiva al problema.

È quasi ironico, se non fosse tragico, che una regione come la Basilicata – storicamente ricca di risorse idriche, tanto da esportare acqua verso altre regioni – si trovi oggi costretta al razionamento. Una crisi che dura ormai da mesi e che, ad oggi, perfino con l'avvicinarsi delle feste, sembra priva di una vera prospettiva di risoluzione.

Per chi volesse approfondire:

by Rexam14

6 comments
  1. Ricordiamo che tutto ciò accade in un paese del G7…e non dimentichiamoci che in Sicilia la situazione non è tanto migliore in alcune zone

  2. Uno problemi enormi di cui non si parla mai è lo stato in cui versa la rete di tubature del sistema idrico italiano. Roba che andrebbe nuclearizzata e rifatta da zero. Si possono avere dighe, invasi e laghi perfetti, zero cambiamento climatico, etc. ma per se ogni 100lt che partono ne arrivano 30, direi che c’è qualcosa di cui preoccuparsi.

    Anyway, mi fa strano sentire di persone che si lamentano (GIUSTAMENTE, caspolo, giustamente) nel 2024 quasi 2025 del “razionamento” dell’acqua. Fin da piccolo e fino a giusto una decina anni fa, sono sempre stato abituato ad avere l’acqua diretta a giorni alterni e poi ogni giorno (da mattina fino alle 16-17) tant’è che per me è la normalità pensare che le case fuori dalle grandi città abbiano una botte e un’autoclave. Dalle altre parti non è mai stato così?

  3. >una soluzione definitiva al problema.

    Una soluzione definitiva al cambiamento climatico o una soluzione definitiva alla mafia?

    Ti sembrano cose fattibili in generale o dai personaggi politici locali?

    Sono siciliano, conosco il problema acqua, ma è impressionante con quanta facilità l’opinione pubblica si lasci sviare. Non so se gli abitanti lucani siano più assennati, ma se sono come i miei conterranei fai prima a aspettare che la corrente del golfo si fermi e iniziamo ad avere gli inverni come quelli di new york o minnesota, che la neve è una bella riserva d’acqua

  4. Da lucano provo un po’ di dolore nel leggere lo stato di abbandono della “mia” regione. Ho lasciato casa 12 anni fa, e ogni volta che provo a chiedere della situazione politica, mi mordo la lingua troppo tardi. Potrò usare questo argomento la prossima volta che mia madre cercherà di convincermi a trovare lavoro più vicino casa.

  5. Direi che tra le cause andrebbe annoverato anche lo stato delle tubature, la Basilicata sarà anche ricca d’acqua, ma perde il 65% dell’acqua destinata a uso agricolo, domestico e industriale

    Non è un problema unico della Basilicata (né del sud italia), ma è comunque assurdo che si perda più di metà dell’acqua

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