L’antica abitudine di dormire a spezzoni

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  1. Il sonno “bifasico” è una cosa comune in nazioni come l’italia e la spagna, la cosiddetta “siesta”, il pisolino etc, è comunque una parte del sonno che contribuisce, se della durata giusta.

    Quello di cui non parla approfonditamente l’articolo (che sembra riportare delle generiche esperienze anonime), è il sonno polifasico, dove si aumentano le sessioni di sonno, ma riducendo il tempo totale dove si dorme, dato che il corpo (per chi riesce ad abituarsi alla pratica), entra prima nella fase di sonno profondo

  2. Lavorando da “indipendente” e potendo gestirmi in completa autonomia il tempo per me è una cosa normale dormire in due volte spezzate durante la giornata. Quando il carico di lavoro lo permette per me è normale andare a dormire alle 2, svegliarmi alle 6 ed andare in palestra e dormire altre 2 ore il pomeriggio tra le 15 e le 17 solitamente.
    E’ un abitudine che ho sin da quando andavo a scuola.

    Per la cronaca mi addormento sempre in maniera istantanea, letteralmente non più di 1 minuto e finché non ho dormito con la mia prima ragazza pensavo che fosse la norma e che quando le persone dicevano che ci mettevano “tanto ad addormentarsi” volesse dire che ci mettevano 5 minuti.

  3. Per me il pisolino pomeridiano è una cosa VITALE in modo da non dover avere un crollo fisico attorno alle 17. Mi andrebbe bene se vivessi in un posto in cui alle 17 si smette di lavorare, ma lavorando e vivendo al sud Italia sai quando inizi e non sai quando finisci. La cosa comoda è che sono talmente skillato che riesco ad addormentarmi nel giro di 1 minuto e dormo 5-7 minuti al massimo, quindi è tutto sommato gestibile.

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