” è troppo presto per capire perché così tanta gente getti la spugna. ”
Niente, non ci arrivano proprio.
Lavorare non ha senso se non ti permette di costruirti un futuro.
A sto punto meglio oziare e campare di poco
Boh questo articolo non mi sembra costruito molto bene. Tra le altre cose:
– parla della differenza di posizioni lavorative maschili e femminili riassorbite, ma non spiega in quali settori. Se è come la vedo io, è più facile che un maschio occupi una posizione nel settore primario/secondario, per cui è più facile che la sua sia una posizione **necessaria**, mentre una femmina è più facile che occupi una posizione nel settore terziario come può essere quello di commessa in un negozio che sia stato chiuso a causa della pandemia.
– dice che mezzo milione di persone si licenzia ogni 3 mesi, quindi mezzo milione tra aprile e giugno e un altro mezzo tra luglio e settembre (secondo me meno, visto il periodo di vacanza in mezzo). Non specifica quanti si sono licenziati solo per stare a casa e quanti invece hanno trovato un posto di lavoro migliore, e mi sembra una cosa piuttosto importante da dire.
Per il resto sono d’accordo sul fatto che gli italiani stanno rivendendo il loro equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, io personalmente ho rifiutato posizioni che mi garantivano aumenti anche del 60% per stare a lavorare in un posto in cui mi trovo bene con i colleghi e a 11 minuti da casa quando c’è traffico, e invece un mio collega ha deciso di licenziarsi per lanciarsi in una sua passione che spero lo soddisferà finanziariamente.
Perché lavorare, magari con un part-time, quando posso prendere il reddito di cittadinanza, avere i vantaggi di avere un ISEE basso E lavorare in nero?
Sarebbe indispensabile, per fare qualsiasi analisi e trarre le relative conclusioni, capire quante persone fra chi si dimette lo faccia perché ha trovato un posto migliore, perché si é rotto/a del suo lavoro e ne vuole cercare uno nuovo o per stare semplicemente a casa perché ne ha la possibilità.
nell’azienda per cui lavoro è da aprile che facciamo settimana ridotta + cig-covid e gli operai ultimamente stanno lavorando 2 giorni la settimana. la loro busta paga ne risente parecchio e quasi una decina (su un centinaio) si sono già licenziati per andare a lavorare a tempo pieno (non perché sono fannulloni o vogliono rdc).
Sia io che mia moglie abbiamo fatto due dimissioni volontarie a testa negli ultimi 6 mesi, per cambiare lavoro.
Il fatto che ci siano tante dimissioni volontarie non vuol dire che non ci sia lavoro, al contrario vuol dire che molte persone hanno l’opportunità di cambiare lavoro (presumibilmente in meglio, o non sarebbero dimissioni volontarie).
La mia azienda, grande azienda italiana con sedi anche all’estero ma gestita da una famigghia, appena la situazione COVID ha cominciato a migliorare ha iniziato piano piano a cancellare il telelavoro.
Telelavoro da fare solo nella città di residenza, ovviamente non potevi andartene a lavorare dove più preferivi.
Per questo, e tanti altri motivi, appena rientro in Italia mi licenzio. sarà uno dei giorni più belli della mia vita.
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” è troppo presto per capire perché così tanta gente getti la spugna. ”
Niente, non ci arrivano proprio.
Lavorare non ha senso se non ti permette di costruirti un futuro.
A sto punto meglio oziare e campare di poco
Boh questo articolo non mi sembra costruito molto bene. Tra le altre cose:
– parla della differenza di posizioni lavorative maschili e femminili riassorbite, ma non spiega in quali settori. Se è come la vedo io, è più facile che un maschio occupi una posizione nel settore primario/secondario, per cui è più facile che la sua sia una posizione **necessaria**, mentre una femmina è più facile che occupi una posizione nel settore terziario come può essere quello di commessa in un negozio che sia stato chiuso a causa della pandemia.
– dice che mezzo milione di persone si licenzia ogni 3 mesi, quindi mezzo milione tra aprile e giugno e un altro mezzo tra luglio e settembre (secondo me meno, visto il periodo di vacanza in mezzo). Non specifica quanti si sono licenziati solo per stare a casa e quanti invece hanno trovato un posto di lavoro migliore, e mi sembra una cosa piuttosto importante da dire.
Per il resto sono d’accordo sul fatto che gli italiani stanno rivendendo il loro equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, io personalmente ho rifiutato posizioni che mi garantivano aumenti anche del 60% per stare a lavorare in un posto in cui mi trovo bene con i colleghi e a 11 minuti da casa quando c’è traffico, e invece un mio collega ha deciso di licenziarsi per lanciarsi in una sua passione che spero lo soddisferà finanziariamente.
Perché lavorare, magari con un part-time, quando posso prendere il reddito di cittadinanza, avere i vantaggi di avere un ISEE basso E lavorare in nero?
Sarebbe indispensabile, per fare qualsiasi analisi e trarre le relative conclusioni, capire quante persone fra chi si dimette lo faccia perché ha trovato un posto migliore, perché si é rotto/a del suo lavoro e ne vuole cercare uno nuovo o per stare semplicemente a casa perché ne ha la possibilità.
nell’azienda per cui lavoro è da aprile che facciamo settimana ridotta + cig-covid e gli operai ultimamente stanno lavorando 2 giorni la settimana. la loro busta paga ne risente parecchio e quasi una decina (su un centinaio) si sono già licenziati per andare a lavorare a tempo pieno (non perché sono fannulloni o vogliono rdc).
Sia io che mia moglie abbiamo fatto due dimissioni volontarie a testa negli ultimi 6 mesi, per cambiare lavoro.
Il fatto che ci siano tante dimissioni volontarie non vuol dire che non ci sia lavoro, al contrario vuol dire che molte persone hanno l’opportunità di cambiare lavoro (presumibilmente in meglio, o non sarebbero dimissioni volontarie).
La mia azienda, grande azienda italiana con sedi anche all’estero ma gestita da una famigghia, appena la situazione COVID ha cominciato a migliorare ha iniziato piano piano a cancellare il telelavoro.
Telelavoro da fare solo nella città di residenza, ovviamente non potevi andartene a lavorare dove più preferivi.
Per questo, e tanti altri motivi, appena rientro in Italia mi licenzio. sarà uno dei giorni più belli della mia vita.