
Archiviata la depressione fredda natalizia, che ha portato tanta neve fino a quote collinari, l’attenzione si concentra ora sulle possibili ondate di freddo e neve attese in Italia nei prossimi giorni. Solo per pochi gradi di differenza la neve non è arrivata fino in pianura al Centro-Sud, aumentando così l’attesa per un possibile ritorno della dama bianca a basse quote, che viene costantemente ricercata nelle previsioni meteo a lungo termine.
Il tempo sta rapidamente migliorando su tutta l’Italia, grazie al ritorno dell’alta pressione delle Azzorre, che diventerà l’indiscussa protagonista delle condizioni meteo nella parte finale del 2024. Fino alla fine di dicembre, non cadrà nemmeno una goccia di pioggia sul Nord Italia e su gran parte del Centro-Sud, mentre torneranno le classiche nebbie in Val Padana e le solite nubi basse sul versante tirrenico.
Capodanno tranquillo e stabile
L’anticiclone potrebbe accompagnarci anche nei primissimi giorni del 2025, regalandoci un Capodanno stabile, tranquillo e con temperature leggermente meno fredde rispetto ai giorni precedenti. Tuttavia, l’apparente calma potrebbe essere interrotta da un colpo di scena a ridosso dell’Epifania.
Possibile irruzione fredda a gennaio
Tra il 5 e il 7 gennaio, l’Italia potrebbe trovarsi di fronte a un travaso di aria gelida dal Polo Nord verso l’Europa orientale, dove si formerebbe un serbatoio di aria molto fredda. Questa massa gelida potrebbe avere ripercussioni importanti anche sul nostro Paese.
Crescono le probabilità di un nuovo sussulto freddo di origine Artico-continentale attorno al 6 gennaio, grazie a un indebolimento del vortice polare. Questa configurazione potrebbe generare un’irruzione fredda marcata, caratterizzata da aria gelida proveniente dall’Europa nord-orientale. Il risultato? Un’Epifania molto fredda, con possibili nevicate fino a bassa quota.
È naturalmente ancora troppo presto per stabilire con certezza se questa ondata di freddo colpirà l’Italia e, soprattutto, quali regioni saranno interessate da nevicate a bassa quota. I prossimi aggiornamenti meteo saranno fondamentali per confermare o smentire questa tendenza e fornire dettagli più precisi.
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