di
Francesco Bertolino

Dopo sei anni di amministrazione straordinaria, il Mimit ha autorizzato la vendita a Baykar che esporta droni per circa 1,8 miliardi. Le forniture all’Ucraina e all’Azerbaigian

Piaggio Aerospace passa sotto il controllo del gruppo turco Baykar. Dopo sei anni di amministrazione straordinaria e numerose aste andate a vuoto, l’azienda ligure ha così trovato un compratore disposto a rilanciarla dopo il flop della gestione del fondo sovrano emiratino Mubadala.

La scelta dei commissari

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato la cessione di Piaggio Aerospace a Baykar, azienda presieduta da Selçuk Bayraktar, genero del presidente turco Erdoğan, e guidata dal fratello Haluk Bayraktar. Fra le tre offerte pervenute, «la terna commissariale ha ritenuto che quella di Baykar fosse la più idonea a garantire gli interessi dei lavoratori dipendenti e dei creditori di Piaggio Aero e Piaggio Aviation e a rilanciare le prospettive industriali del gruppo», ha spiegato una nota del Mimit.



















































I numeri di Baykar

In effetti, Baykar gode di un ottimo stato di salute. Secondo i calcoli del Sipri, nel 2023 il gruppo ha aumentato del 25% i suoi ricavi, arrivando a quasi due miliardi di dollari, frutto per circa il 90% di esportazioni. Baykar insieme ad altre aziende più piccole hanno reso la Turchia un attore centrale nel mercato dei droni militari, capace di conquistare oltre due terzi del mercato globale anche grazie a politiche sulle esportazioni meno restrittive rispetto ai Paesi occidentali. 

Il ruolo di Erdogan

Fondata nel 1984, negli anni Baykar è infatti diventata uno strumento della politica internazionale e di potenza di Erdogan. I suoi droni a basso costo si sono rivelati tremendamente efficaci in guerra e sono quindi molto richiesti dagli eserciti di Paesi con bilanci limitati o dai battaglioni di insorti di ogni genere e affiliazione. I droni TB2 della Baykar hanno per esempio avuto un ruolo decisivo nella vittoria dell’Azerbaigian nelle due guerre del Nagorno-Karabakh contro l’Armenia. Sono stati poi utilizzati dagli ucraini e dallo stesso esercito turco o dai suoi alleati nel contesto delle guerre civili in Siria e in Libia. 

L’investimento in Italia

La decisione di Baykar di investire in Italia ha quindi un grande valore industriale, ma anche un innegabile peso geopolitico. Resta da capire quali programmi l’azienda vorrà sviluppare nel Paese con gli stabilimenti e i dipendenti di Piaggio Aerospace. «Baykar si è impegnata a mantenere e potenziare sia le attività di produzione di aeromobili – compresi i relativi servizi di supporto tecnico, logistico e di formazione – sia le attività di manutenzione motori e di produzione di componenti motoristici», si limita a spiegare la nota del Mimit. Indubbiamente, però, l’Italia e, più in generale, i Paesi europei scontano al momento un grave ritardo nella produzione dei droni. 

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27 dicembre 2024